Un Cda con poteri decisionali ma vincolato in vari modi al Senato accademico; il Rettore in carica per un solo mandato, non rinnovabile; per tutti coloro che aspirano ad accedere alle cariche elettive un requisito obbligatorio: «essere attivi scientificamente». Sono alcune delle modifiche previste nella prima stesura del nuovo statuto d’Ateneo ( in versione integrale su Download)
Lavori in corso all’Università di Messina per riscrivere lo Statuto d’Ateneo secondo le direttive della legge 240/2010 (Riforma Gelmini). Dal sette marzo, l’apposita commissione – anch’essa prevista dalla legge 240 – si riunisce ogni lunedì pomeriggio per procedere alla revisione dell’atto statutario, che dovrà essere portata a termine entro fine luglio. La settimana scorsa, nella prima conferenza d’Ateneo sul tema , convocata proprio per fare il punto sui lavori dell’importante organismo, sono state illustrate le modifiche al Titolo I e II del nuovo statuto (vedi articolo correlato) .
Nella bozza presentata in quell’occasione dal rettore Francesco Tomasello mediante slides su Power Point (in versione integrale su Download) spiccano le seguenti voci: internazionalizzazione; relazioni internazionali; valutazione e merito; integrazioni tra funzioni; forme associative e federative, organi . Come anticipato nel nostro precedente articolo, ruolo e competenze dei tre organi di governo – vale a dire Rettore, Consiglio d’amministrazione e Senato accademico – sono ancora in fase di definizione, tuttavia le linee guida sin qui approvare dai 14 componenti della commissione statuto, che hanno dovuto attenersi alle indicazioni piuttosto rigide della legge Gelmini, offrono importanti spunti di riflessione.
Le funzioni dei tre organi sono descritte nel titolo II di quello che sarà il nuovo statuto del nostro Ateneo, che si apre immediatamente con un “paletto” per quel che riguarda l’«accesso alle cariche elettive», espressamente consentito «solo ai docenti a tempo pieno e scientificamente attivi». Un principio questo particolarmente apprezzato da Tomasello, convinto che bisogna tenere lontani «i politicanti dell’accademia». In parole povere, secondo il magnifico chi rappresenta l’istituzione universitaria non può essere un nullafacente. Entriamo adesso nel dettaglio delle previsioni relative alla figura del rettore ed ai due organi collegiali( Cda e Senato accademico), analizzando gli aspetti più significativi. Le modifiche integrali sin qui approvate dalla Commissione si trovano nella presentazione in Pdf su Downoald .
RETTORE
«Il rettore è eletto dai professori ordinari di ruolo ed a tempo pieno in servizio presso le Università italiane, dura in carica sei anni e non è più rieleggibile.
Almeno venti giorni prima della data fissata per le votazioni sono presentate al Decano le candidature, corredate da curriculum che attesti il possesso della qualità di docente scientificamente attivo in base ai parametri stabiliti dal presente statuto, ed i programmi relativi.
Il Rettore è il rappresentante legale dell’Università e svolge le funzioni di indirizzo, di iniziativa ed i coordinamento delle attività scientifiche e didattiche; ha la responsabilità del perseguimento delle finalità dell’Università secondo criteri di qualità e nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza,trasparenza e promozione del merito».
In pratica, in base a questa previsione, il mandato del rettore si allunga di due anni, ma è negata la possibilità di ricandidarsi, come invece previsto dall’attuale ordinamento, che consente ad ogni rettore di guidare l’Università anche per 8 anni consecutivi. Caso eccezionale quello rappresentato da Tomasello, che per traghettare ( questa la giustificazione ufficiale ) l ‘Ateno peloritano verso la riforma – come noto – si è fatto prorogare il mandato (il secondo) di un altro anno.
Tra le competenze specifiche del Rettore rientrano : stipulare contratti e convenzioni tra Università e amministrazioni pubbliche o altri soggetti, pubblici e privati, salva diversa disposizione di legge, dello Statuto e dei regolamenti di Ateneo; proporre al Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Senato accademico,il conferimento dell’incarico di Direttore generale; promuovere l’ azione disciplinare, nei confronti del personale docente e degli studenti, e assumere le opportune iniziative in ordine alle violazioni del codice etico,nonché comminare le relative sanzioni,salvo diverse disposizioni di legge; adottare i provvedimenti indifferibili per buon funzionamento dell’ Università di competenza del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione, presentandoli, per la ratifica, alla riunione immediatamente successiva.
CONSIGLIO DI AMMNISTRAZIONE
Il Cda delle Università italiane sarà, nel prossimo futuro, il vero organo decisionale. Per quel che riguarda il nostro Ateneo, la Commissione statuto – anche su indicazione di Tomasello – sta cercando di vincolarlo il più possibile al Senato accademico, che ad esempio ne sceglierà i componenti attraverso una procedura piuttosto articolata e sarà inoltre chiamato ad esprimere pareri obbligatori su determinate materie.
Composizione
«Sono membri del Consiglio di Amministrazione il Rettore, che lo presiede, due rappresentanti degli studenti, due componenti esterni all’Ateneo, cinque componenti interni all’Ateneo stesso appartenenti alle seguenti categorie: professori ordinari, professori associati, ricercatori, componenti il personale tecnico-amministrativo. I componenti di estrazione interna devono preferibilmente essere espressivi di tutte le categorie sopraindicate.
Tutti i componenti diversi dai rappresentanti degli studenti devono essere in possesso dei requisiti di comprovata competenza in campo gestionale ovvero aver maturato una documentata esperienza professionale di alto livello con una necessaria attenzione alla qualificazione scientifica culturale».
Pari opportunità
«I componenti del Consiglio di Amministrazione sono designati nel rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso agli uffici pubblici».
A questo proposito sarebbe interessante capire come sarà attuato il principio delle pari opportunità, se ad esempio saranno previste le cosiddette “quote rosa”. La bozza dello statuto non chiarisce questo aspetto.
Nomina
«I curricula professionali sia dei candidati interni che degli esterni sono sottoposti, con modalità stabilite da apposito regolamento, all’esame del collegio dei Direttori di Dipartimento, integrato dai dirigenti di ruolo dell’Ateneo. Compete al collegio integrato, una volta espletato l’esame suddetto, proporre, a maggioranza dei due terzi, al Senato Accademico una rosa di nomi, in numero comunque non superiore al triplo sia per la componente interna che per quella esterna, di soggetti considerati in possesso dei requisiti sopraindicati. Il Senato Accademico effettua la scelta in seno alla rosa suddetta con delibera motivata adottata a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.
I rappresentanti degli studenti sono eletti a suffragio universale e diretto, secondo modalità stabilite da apposito regolamento».
Tra le competenze del Cda rientrano: «determinare l’indirizzo strategico dell’Ateneo;vigilare sulla sostenibilità finanziaria; deliberare l’attivazione e la soppressione di corsie di sedi,di dipartimenti e di strutture; adottare il Regolamento di amministrazione, finanza e contabilità; approvare bilancio di previsione, annuale e triennale, conto consuntivo, documento di programmazione triennale dell’ Ateneo e la programmazione triennale del personale; conferire l’ incarico di direttore generale; adottare i provvedimenti disciplinari concernenti i professori ed i ricercatori universitari, su parere vincolante della commissione di disciplina; approvare le proposte di chiamata dei professori e dei ricercatori universitari; fissare, sentito il Senato accademico, l’ammontare della tassa d’iscrizione e dei contributi universitari per le attività formative offerte dall’Ateneo.
Il Consiglio di Amministrazione adotta una serie di provvedimenti a seguito di parere obbligatorio del Senato Accademico. Per i provvedimenti guardanti: l’approvazione della programmazione del personale, l’attivazione e la soppressione di corsi,sedi, dipartimenti e strutture; l’ approvazione del documento di programmazione triennale dell’ Ateneo il Consiglio può deliberare in difformità rispetto al suddetto parere a maggioranza assoluta dei suoi componenti».
SENATO ACCADEMICO
Il Senato Accademico è organo di indirizzo e di controllo ed esercita le competenze relative alla programmazione delle attività didattiche e di ricerca dell’Università.
Formula proposte e pareri obbligatori in materia di didattica, di ricerca e di servizi agli studenti. In base alla revisione sin qui attuata , all’organo di governo è concessa la possibilità di proporre la mozione di sfiducia nei confronti del rettore.
Composizione
Il Senato accademico è composto: dal Rettore che lo presiede; da 6 direttori di dipartimento sorteggiati tra tutti i direttori in modo tale da assicurare l’appartenenza alle 3 macro aree scientifico-disciplinari;da 4 professori ordinari o straordinari, 4 professori associati e 4 ricercatori, in rappresentanza delle aree scientifico-disciplinari; da 4 studenti; da 3 rappresentanti del personale tecnico-amministrativo; da 2 rappresentanti degli assegnisti, degli specializzandi e dei dottorandi di ricerca.
Tra le competenze di quest’organo rientrano: esprimere parere in merito alla programmazione triennale dell’Università e dalla programmazione del personale; proporre l’offerta formativa annuale e, sulla base della programmazione triennale dell’Università, programmi e progetti annuali, generali o settoriali, inerenti all’ attività didattica e di ricerca;
proporre al corpo elettorale con maggioranza di almeno due terzi dei suoi componenti una mozione di sfiducia al Rettore non prima che siano trascorsi due anni dall’inizio del suo mandato; esprimere parere obbligatorio sul bilancio di previsione annuale e triennale e sul conto consuntivo dell’università; esprimere pareri sulla istituzione o soppressione di corsi di studio, sedi decentrate di attività didattica, dipartimenti,scuole e di altre strutture didattiche e scientifiche».
Abbozzate le prime modifiche, i lavori della Commissione Statuto, testualmente definita da Tomasello un «cantiere aperto», vanno avanti. Nelle prossime settimane sarà convocata un’altra Conferenza d’Ateneo per ulteriori “aggiornamenti”.
Di seguito ricordiamo i nomi dei componenti della Commissione statuto :
1)Prof. Francesco Tomasello (Presidente)
2)Prof. Francesco Abbate, Associato di Anatomia animali domestici (Veterinaria)
3)Prof. Francesco Astone, Ordinario di Diritto Amministrativo (Scienze Politiche)
4)Prof. Mario Bolognari, Associato di Discipline etnoantropologiche (Lettere)
5)Dott. Andrea Buccisano, Ricercatore di Diritto tributario (Economia)Segretario
6)D.ssa Valentina Cardella, Ricercatore di Filosofia e teoria del linguaggio (Scienze della Formaz.)
7)Francesco Campisi, Rappresentante degli studenti
8)Ivan Cutè, Rappresentante degli studenti
9)Prof.Giacomo Maisano, Ordinario di Fisica generale (Scienze mm.ff.nn.)Vice presidente
10)Prof. Michele Navarra, Associato di Farmacologia (Farmacia)
11)D.ssa Carmela Rizzo, Personale tecnico-amministrativo, cat. EP
12)Prof. Antonio Romano, Ordinario di Diritto amministrativo (Giurisprudenza)
13)D.ssa Loredana Tiano, Personale tecnico-amministrativo, cat. EP
14)Dott. Fabio Todesco, Ricercatore di Restauro (Ingegneria)
15)Prof. Francesco Trimarchi, Ordinario di Endocrinologia (Medicina)
Danila La Torre
