Università. L’approvazione della Riforma Gelmini slitta a venerdì, ma la protesta non si ferma: sit-in a Montecitorio e in molti Atenei italiani

Università. L’approvazione della Riforma Gelmini slitta a venerdì, ma la protesta non si ferma: sit-in a Montecitorio e in molti Atenei italiani

Università. L’approvazione della Riforma Gelmini slitta a venerdì, ma la protesta non si ferma: sit-in a Montecitorio e in molti Atenei italiani

giovedì 14 Ottobre 2010 - 10:38

Una delegazione messinese ha raggiunto la capitale per partecipare alla protesta dinnanzi alla sede della Camera dei Deputati. Sit-in simbolico dei ricercatori e degli studenti anche davanti al Rettorato dell’Ateneo peloritano

L’approvazione della Riforma Gelmini slitta a venerdì. Il testo del Ddl presentato dal Governo sarebbe dovuto arrivare in Aula oggi, ma secondo la relazione della Ragioneria generale dello Stato, il disegno di legge approdato in commissione Bilancio di Montecitorio non ha la necessaria copertura e bisognerà dunque prima attendere la manovra finanziaria targata Tremonti.

Il momentaneo stop all’iter legislativo della riforma non ha tuttavia bloccato la protesta dei ricercatori e degli studenti di tutta Italia, i cui rappresentanti si sono ritrovati questa mattina dinnanzi alla sede della Camera dei Deputati per il sit-in pacifico programmato nelle scorse settimane. In concomitanza con la manifestazione romana, sit- in si stanno svolgendo nella maggior parte degli Atenei dello stivale, compreso quello peloritano. Una cinquantina tra studenti e studiosi questa mattina si sono dati appuntamento davanti al Rettorato: una protesta simbolica in segno di vicinanza morale ai colleghi in trasferta nella capitale.

Come ci spiega la ricercatrice messinese Mariella Foti, «le ragioni del dissenso rimangono e, quindi, la protesta andrà avanti». I ricercatori non si arrendono e soprattutto non si accontentano di piccole modifiche ed aggiustamenti in corso, ma continuano a chiedere il ritiro del Ddl Gelmini, che secondo la Foti « è una disastrosa minaccia al sistema universitario». Confermata da parte dei ricercatori anche l’indisponibilità ad assumere incarichi didattici per l’anno accademico in corso. Una decisione che ha già costretto il Senato accademico dell’Ateneo messinese a rinviare per ben due volte l’inizio delle lezioni e che rischia seriamente di paralizzare l’attività didattica in molti corsi di laurea per almeno sei facoltà: Farmacia, Veterinaria, Scienze MFN, Ingegneria, Lettere ed Economia .

La proroga delle lezioni, che – secondo quanto deliberato dall’organo di governo sabato scorso – dovrebbero iniziare lunedì 18 ottobre, ha fatto storcere il naso a molti studenti, oggettivamente i più penalizzati dalla mobilitazione in corso. Ma sulla ‘diffidenza’ della componente studentesca, la Foti assicura: «L’opera di sensibilizzazione nei confronti di chi sta al di là della cattedra comincia a sortire effetti: gli studenti iniziano a capire e a mobilitarsi perché la nostra non è una battaglia di categoria ma una lotta in difesa dei diritti di tutte le componenti universitarie».

Ed a conferma di quanto dichiarato dalla ricercatrice, a Messina come a Roma e nelle altre città italiane non è mancato l’appoggio delle giovani generazioni.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED