Università. L'inizio delle lezioni slitta al 18 ottobre, in attesa di conoscere il futuro del sistema universitario italiano

Università. L’inizio delle lezioni slitta al 18 ottobre, in attesa di conoscere il futuro del sistema universitario italiano

Università. L’inizio delle lezioni slitta al 18 ottobre, in attesa di conoscere il futuro del sistema universitario italiano

sabato 09 Ottobre 2010 - 14:24

Il rinvio dell’attività didattica è stato deliberato questa mattina dal Senato accademico

L’inizio delle lezioni slitta ancora. Dopo il primo rinvio che aveva diposto la ripresa delle attività didattiche per lunedì 11 Ottobre,«il Senato Accademico ha deliberato, all’unanimità, di fissare al 18 ottobre la data di inizio dei corsi in tutte le Facoltà, senza ulteriori proroghe».

La notizia si apprende mediante scarno comunicato divulgato dall’ufficio stampa dell’Ateneo peloritano, in cui non è fornita alcuna spiegazione sulle motivazioni che hanno indotto l’organo di governo a rinviare di ulteriori sette giorni l’inizio dei corsi universitari.

Secondo quanto ci riferisce il preside della Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche Naturali, Mario Gattuso, il Senato accademico, riunitosi questa mattina, ha deciso di prendere altro tempo in attesa di conoscere quale sarà il futuro del sistema universitario italiano: il 14 ottobre, infatti, il contestato Ddl Gelmini dovrebbe arrivare alla Camera dei Deputati. Occhi puntati, dunque, a Roma per capire se ed eventualmente come verrà emendato il disegno di legge, nei confronti del quale è in atto una diffusa mobilitazione, che vede in prima linea i ricercatori, la cui figura subirebbe numerose e poco gradite modifiche in termini di competenze, procedure concorsuali e trattamento economico.

Alla base della scelta dell’organo di governo presieduto dal rettore, Francesco Tomasello(nella foto), pare ci sia proprio la mobilitazione degli studiosi, molti dei quali hanno da tempo fatto sapere che – in segno di protesta contro il Ddl Gelmini – non intendono assumere incarichi didattici per l’anno accademico 2010/2011, dichiarandosi pronti al cosiddetto sciopero bianco della didattica. Una protesta tutt’altro che simbolica qui a Messina, considerato che oltre la metà dei corsi di laurea delle varie Facoltà va avanti grazie al supporto didattico dei ricercatori , i quali troppo spesso colmano li vuoto lasciato da professori ordinari e associati.

Lo scorso 298 settembre, il Senato accademico aveva già deliberato un primo rinvio dell’attività didattica , sottoscrivendo al contempo un documento di solidarietà con il quale l’organo di governo sposava pienamente le ragioni dei ricercatori, ritenuti portatori degli interessi dell’intera comunità accademica. Nel frattempo, la protesta non si è placata, ma è addirittura cresciuta, con nuove e significative iniziative .

“La speranza – ci spiega Gattuso – è che entro il 18 ottobre vengano apportate modifiche alla riforma voluta dal ministro Gelmini , tali da far rientrare la mobilitazione dei ricercatori e consentire il regolare inizio delle lezioni. In ogni caso – precisa in conclusione il preside- durante la prossima settimana ci dedicheremo agli studenti con attività integrative e propedeutiche”.

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