Il documento che contiene «proposte costruttive per il rilancio dell'università pubblica» verrà inviato al Presidente della Repubblica, ai Presidenti del Senato e della Camera, al Ministro dell'Università e a tutti i Rettori delle Università italiane
Il mondo accademico italiano si arricchisce di un nuovo “organismo”: il CoNPAss – COordinamento Nazionale dei Professori Associati.
Oltre 20 Università statali rappresentate, con la partecipazione di numerosi esponenti delle associazioni e delle organizzazioni della docenza, quali ANDU, CIPUR, CNU, della Rete 29 Aprile dei Ricercatori universitari, del Coordinamento dei Precari dell’Università, tutti mobilitati contro il ddl Gelmini- Tremonti.
Il CoNPAss – COordinamento Nazionale dei Professori Associati, secondo cui la Riforma Gelmini «metterebbe il definitivo sigillo all’opera di smantellamento dell’università pubblica realizzato
con determinazione attraverso la continua riduzione dei fondi, l’appesantimento amministrativo e procedurale delle attività didattiche e di ricerca e la severa penalizzazione retributiva del personale, senza pari nella pubblica amministrazione» ha già approvato un documento-manifesto dal titolo -Manifesto per l’Università Italiana-.
Il documento – si legge in un comunicato stampa – oltre a criticare l’operato governativo, contiene soprattutto «proposte costruttive e migliorative per il rilancio dell’università pubblica e a tutela e promozione della libertà ricerca e insegnamento, come prevede la Costituzione della Repubblica Italiana».
Tra i contenuti del manifesto (il cui testo integrale è disponibile sul web http://www.professoriassociati.it), «i temi della governance di Ateneo ispirata a principi di rappresentatività democratica; , l’equilibrio e il controllo dei poteri rettorali proposte fortemente innovative quali il ruolo unico della docenza come strumento di superamento delle baronie accademiche (favorite invece dall’attuale impostazione del ddl) la programmazione delle
risorse, la valutazione puntuale e rigorosa dei risultati, l’adozione di limiti e rimedi per il precariato universitario, la mobilità nazionale internazionale dei docenti e dei ricercatori come elemento di promozione del merito e della qualità nella ricerca e nella didattica».
Il CoNPAss ha come obiettivo prioritario quello «di fermare il ddl Gelmini-Tremonti, che sarebbe una pessima riforma, disastrosa per l’università italiana e per tutto il paese, improponibile oltre tutto in forma di legge-delega a ridosso di una grave crisi di governo dagli esiti incerti».
Il Manifesto del CoNPAss verrà ora inviato al Presidente della Repubblica, ai Presidenti del Senato e della Camera, al Ministro dell’Università, nonché a tutti i Rettori delle Università italiane, e verrà presentato e discusso negli Organi di governo degli Atenei allo scopo di avviare un confronto reale,
aperto e condiviso con la comunità accademica sui temi della riforma dell’università e della ricerca.
