La Regione è pronta a versare alle Università tutti gli arretrati
I giovani medici siciliani delle Università di Catania, Messina e Palermo possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo mesi di attesa e preoccupazione per il loro futuro, da Palermo è finalmente arrivata una buona notizia: sono state bloccate le iscrizioni ai corsi di specializzazione, ‘paralizzati’ volontariamente dai vertici accademici dei tre Atenei.
In assenza di garanzie per i crediti relativi alle borse di studio degli anni precedenti, infatti, le Università di Catania, Messina e Palermo avevano finora impedito l’avvio dei contratti formativi, pur disponendo – sostengono dalla Regione – della previsione di spesa (circa 19 milioni di euro) autorizzata con la recente Legge Finanziaria, sufficiente a far partire tutti i corsi di specializzazione per l’anno in corso.
Il braccio di ferro tra Regione e Università si è risolto nel corso nel corso della riunione della VI Commissione Legislativa dell’A.R.S. presieduta da Giuseppe Laccoto , promotore di un confronto, risultato risolutivo, con l’Assessorato della Salute, l’Assessorato dell’Economia, i tre Atenei siciliani ed i rappresentanti sindacali dei giovani medici interessati. Grazie all’impegno della Presidenza della Commissione sono state superate le resistenze delle tre Università.
Da Palermo fanno sapere, inoltre, che nei prossimi giorni sarà attivato un tavolo tecnico presso l’Assessorato dell’Economia per definire tempi e modalità di pagamento delle spettanze attuali e pregresse dovute dalla Regione alle Università che attraversano difficoltà di bilancio, legate anche alla riduzione dei trasferimenti statali.
“Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto in VI Commissione Legislativa dopo un lungo e serrato confronto con tutti i protagonisti della vicenda –ha dichiarato il presidente Laccoto- in quanto abbiamo finalmente dato serenità a centinaia di giovani medici specializzandi circa il loro futuro formativo cui fa molto affidamento il sistema sanitario regionale nell’ottica di una crescita professionale di tutti i suoi operatori”.
Danila La Torre
