Università. Il Senato accademico prende “precauzioni” per impedire che la protesta dei ricercatori paralizzi l’attività didattica

Università. Il Senato accademico prende “precauzioni” per impedire che la protesta dei ricercatori paralizzi l’attività didattica

Università. Il Senato accademico prende “precauzioni” per impedire che la protesta dei ricercatori paralizzi l’attività didattica

mercoledì 20 Ottobre 2010 - 13:56

Nella seduta odierna, deliberati una serie di provvedimenti necessari a garantire il regolare svolgimento delle lezioni

La mobilitazione dei ricercatori messinesi sta sortendo l’effetto sperato e sta, di fatto, mettendo con le spalle al muro i vertici dell’Ateneo peloritano.

Sperando che qualcuno da Roma se ne accorga e recepisca le loro istanze, ritirando il contestato disegno di legge presentato dalla Gelmini.

L’indisponibilità ad assumere incarichi didattici, già dichiarata da più di 200 studiosi messinesi, sta infatti obbligando, in questi giorni, il rettore Francesco Tomasello(nella foto), il Consiglio d’amministrazione ed il Senato accademico a vagliare tutte le possibili soluzioni per far sì che l’attività di didattica non si paralizzi completamente, consapevoli che tale evenienza arrecherebbe un danno enorme tanto all’immagine dell’Università di Messina quanto a tutti quegli studenti regolarmente iscritti ai vari corsi di laurea.

Dopo la circolare dello scorso 13 Ottobre, personalmente inviata da Tomasello ai presidi di tutte le Facoltà, in cui il rettore sollecitava il coinvolgimento dei ricercatori in tutte le attività integrative – dando un’interpretazione estensiva della definizione stessa di attività integrativa in quanto espressamente legata all’assegnazione di CFU (crediti universitari formativi), generalmente invece propedeutica all’attività di didattica frontale – oggi è stato il Senato accademico a prendere “precauzioni” per impedire che la protesta dei ricercatori blocchi il regolare svolgimento delle lezioni.

Un comunicato dell’ufficio stampa dell’Università parla addirittura di «segnali forti» lanciati dall’organo di governo nella seduta di stamattina.

Ma vediamo quali sono questi provvedimenti assunti dal Senato accademico alla luce della protesta dei ricercatori .

Innanzitutto, l’organo di governo ha deciso che «non potranno essere autorizzati, durante il semestre di insegnamento i soggiorni di studio (di durata entro i 6 mesi), ancorché coerenti con il nuovo regolamento che prevede il programma di lavoro, l’accettazione dell’istituzione italiana o straniera e la relazione finale».

Ancora, è stato deliberato che «non saranno più autorizzate, per l’anno accademico in corso, le supplenze di docenti dell’Ateneo di Messina da svolgere in altre sedi universitarie». Con questa decisone viene, in pratica, negato ai professori ordinari ed associati di svolgere presso altri Atenei il monte ore di didattica frontale previsto dalla normativa vigente, in modo da garantire la copertura di una almeno parte di quelle cattedre lasciate vacanti dai ricercatori indisponibili.

Dall’Università fanno inoltre sapere che «sarà esercitato il più alto livello di vigilanza sulle attività didattiche frontali e sui docenti che le svolgono da parte degli organi preposti (le Presidenze di Facoltà) e, su proposta dei Ricercatori, da parte di un costituendo Osservatorio per l’attività didattica, che comprende anche gli studenti e che collaborerà con le Presidenze e gli Organi di governo dell’Ateneo. Presidi e Osservatorio segnaleranno al Rettorato e all’Area Servizi Didattici le disfunzioni che si dovessero riscontrare».

Nella seduta odierna il Senato Accademico ha, altresì, stabilito di approvare la relazione per i progetti di ricerca di Ateneo 2008/2009, a seguito della valutazione dei Comitati di Area. In questa occasione sono stati applicati criteri di maggiore selettività sulla base della qualità scientifica, sia a seguito delle recenti modifiche regolamentari, sia per quanto riguarda i parametri di giudizio.

E sempre stamattina, l’organo di governo ha deciso di «estendere l’erogazione di buoni libro ad altri studenti delle zone alluvionate, per un numero di oltre 100».

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