Dopo l’articolo apparso ieri su Tempostretto.it e relativo alla classifica pubblicata sul Sole 24Ore sui finanziamenti destinati agli Atenei per il 2009, arriva la replica di Tomasello: «La riduzione dei finanziamenti non è una questione di “merito”»
«Quando c’è da assumersi le proprie responsabilità lo abbiamo sempre fatto, ma questo non è il caso». Un incipit chiaro e deciso quello del rettore Franco Tomasello che replica all’articolo apparso ieri su Tempostretto.it in merito alla classifica redatta dal Sole 24Ore e pubblicata lunedì sul quotidiano di Confindustria, in merito alla distribuzione dei finanziamenti che, sulla base della riforma Gelmini, dovrebbero essere corrisposti agli atenei italiani nel 2009.
«Quella apparsa sul Sole 24Ore non può essere considerata una classifica di “merito” – spiega il rettore – perché come attestato da un documento firmato dalla Crui (Conferenza dei rettori) , è stata redatta senza avere come riferimento gli indicatori del Ministero per la ripartizione della quota del 7% derivante dal Fondi di finanziamento ordinario e dal Fondi straordinario previsti dalla finanziaria per il 2008. La ragione per cui Messina dovrebbe rappresentare un ipotetico “Fanalino di coda” sono ben altre e non certo per mancanza di merito».
Tomasello sposta dunque l’attenzione sulle ragioni che potrebbero determinare un’eventuale riduzione degli investimenti destinati all’Ateneo Peloritano: «Magari, come specificato dal Sole 24Ore, fosse solo un milione quello che potrebbe arrivare in meno nelle casse dell’Università, l’ “ammanco” rischia di essere anche più alto, e questo per un motivo molto semplice che non ha a che fare con il merito. Messina – aggiunge il Magnifico – è stata storicamente finanziata in eccesso perché si teneva conto anche della struttura dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, il Policlinico. Ora la situazione è ben diversa poiché la struttura di viale Gazzi è sempre più legata ai destini della finanza regionale e dunque possono venire meno quegli introiti di cui finora abbiamo usufruito. La condizione economica dell’Ateneo Peloritano, finora, è stata “invidiata” anche da altre Università poiché abbiamo sempre ottenuto cifre notevoli».
Il rettore ne approfitta poi per fare un’ulteriore precisazione: «Cercare di capire bene e a fondo l’aspetto economico-finanziario riguardante i bilanci dell’Ateneo non è una cosa semplice. Spesso poi, ancor di più in un momento così delicato per il mondo accademico, le cose rischiano di essere travisate con facilità. Ecco perché con il direttore amministrativo Cardile abbiamo intenzione, nelle prossime settimane, di indire una seduta pubblica in cui si discuterà e si parlerà proprio della situazione relativa al bilancio dell’Università e a tutte una serie di questione di carattere “tecnico” che possano essere chiarite e comprese una volta per tutte».
(foto Dino Sturiale)
