Università. Tomasello scrive ai docenti dell’Ateneo: difende il suo governo e “giustifica” la proroga del suo mandato

Università. Tomasello scrive ai docenti dell’Ateneo: difende il suo governo e “giustifica” la proroga del suo mandato

Università. Tomasello scrive ai docenti dell’Ateneo: difende il suo governo e “giustifica” la proroga del suo mandato

mercoledì 03 Novembre 2010 - 15:28

“Questa Amministrazione, fin dal 2004 e poi con il manifesto dell’autoriforma del 2008, i cui principi in larga parte sono stati integrati nello Statuto, ha deciso di intraprendere un percorso virtuoso finalizzato al miglioramento dei processi organizzativi”

Nel giorno in cui Senato accademico e Cda sono chiamati ad approvare il”Regolamento di attuazione dell’art. 57-bis dello Statuto di Ateneo”(vedi articolo correlato), il rettore Francesco Tomasello ha deciso di scrivere una lettera a tutti i docenti dell’Università degli Studi di Messina. Un lungo documento per fare il punto sullo stato di salute dell’Ateneo peloritano, alla luce della crisi finanziaria ma anche di quel processo di autoriforma più volte sbandierato e considerato dai vertici accademici fondamentale per la crescita della nostra Università.

Ecco il testo integrale della lettera:

“La pubblicazione delle modifiche statutarie chiama l’Università di Messina, in tutte le sue componenti, ad una più rapida riorganizzazione, che completi il processo già avviato, all’insegna del potenziamento della qualità didattica e scientifica oltre che della efficienza amministrativa.

Vi sono ancora margini di miglioramento perché si registrano segnali importanti di vitalità della comunità accademica.

I progressi già segnati hanno ricevuto un primo positivo giudizio dal MIUR.

Il Rettore, il Direttore Amministrativo e la Responsabile dell’Area Controllo di gestione sono stati ricevuti dai vertici dirigenziali del MIUR Martedì 26 Ottobre per discutere di alcuni parametri di valutazione delle attività istituzionali dell’Ateneo di Messina. Il Ministero ha riconosciuto un impegno operoso dell’Università finalizzato a conseguire gli obiettivi strategici coerenti con gli indicatori di risultato individuati dal Ministero. Si tratta di un apprezzamento particolarmente significativo espresso in una riunione collegiale in una fase tecnica di verifica dei dati caratterizzanti dell’Ateneo. Ciononostante, fronteggeremo anche quest’anno una decurtazione del FFO ampiamente prevista e in parte integrata nel bilancio di previsione 2010.

La introduzione di meccanismi di premialità degli Atenei e la stretta

correlazione tra valutazione complessiva di ogni singolo Ateneo e conseguente

assegnazione del FFO sono divenute operative nel luglio 2009.

Questa Amministrazione, fin dal 2004 e poi con il manifesto dell’autoriforma

del 2008, i cui principi in larga parte sono stati integrati nello Statuto con le modifiche di recente pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, ha deciso di intraprendere un percorso virtuoso finalizzato al miglioramento dei processi organizzativi al fine di ridurre il differenziale tra FFO reale e FFO teorico (2,5 vs. 1,4).

Era inequivocabilmente noto ed era stato certificato ampiamente prima del

2004 il fatto che il nostro Ateneo fosse sovrafinanziato e, quindi, era inevitabile che sarebbe stato negli anni ridimensionato il suo finanziamento in rapporto alla progressiva riduzione del personale docente e tecnico-amministrativo, prevalentemente al Policlinico. Considerando la riduzione in sei anni di circa 700 unità di personale e degli oneri stipendiali, è già straordinario che il nostro FFO dopo un iniziale aumento in questi anni ritorni alla sua entità del 2003-2004.

I tentativi di rafforzare processi di riposizionamento strategico, di modernizzazione e di riorganizzazione hanno dovuto fare i conti con almeno due importanti fenomeni, anch’essi ampiamente illustrati in numerosi documenti di Ateneo, ripetutamente proposti:

1) La crescita dell’Università di Messina andava rapportata alla crescita delle

altre, che certo non sono rimaste a guardare, specie considerato che le risorse

per il sistema universitario nazionale sono diminuite;

2) la resistenza al cambiamento di una parte minoritaria della comunità

universitaria messinese e la relativa lentezza nell’assimilazione dei nuovi

modelli gestionali e applicativi delle attività istituzionali.

Sei sono state le principali direttive sulle quali sono state adottate misure concrete:

1) Il miglioramento dei servizi agli studenti;

2) Il potenziamento e il monitoraggio della ricerca scientifica;

3) La razionalizzazione della organizzazione complessiva compresa l’efficienza

della macchina amministrativa;

4) La promozione nell’acquisizione di risorse esterne, compreso il riordino della contribuzione studentesca;

5) Una politica del personale che da un lato portasse ad economie di gestione e

dall’altro ad una più razionale distribuzione delle risorse umane in rapporto ai bisogni reali dei settori amministrativi e didattico-scientifici;

6) Una nuova concezione delle misure di internazionalizzazione dell’Ateneo.

Purtroppo il ritardo, che si è dovuto colmare, è stato accumulato in almeno due

decenni, durante i quali il finanziamento statale è stato certo e ripetitivo,

indipendentemente dalla valutazione delle attività espletate.

Tra la fine degli anni ‘90 e l’ultimo decennio è stato chiaro che la situazione

sarebbe cambiata tanto è vero che il nostro FFO è diminuito tra il 2000 e il 2003 di oltre 5 milioni di euro.

Risultava evidente che l’Università di Messina avrebbe potuto raccogliere la sfida della competizione, essendo dotata di molte acclarate professionalità, se avesse agito come sistema rimuovendo o modificando obsolete ed insostenibili attitudini mentali che ancora persistevano in alcuni attori istituzionali.

Fare sistema è la partita voluta da questa Amministrazione ed ancor più obbligata in questa stagione, caratterizzata da una crisi finanziaria ed istituzionale nazionale a causa della quale l’Università non appare più una priorità nell’agenda del Paese.

Il processo di riorganizzazione avverrà con un ampio coinvolgimento delle diverse strutture (Facoltà, Dipartimenti, Corsi di Laurea, Uffici correlati…) già abbozzato dal Senato Accademico.

Gli sforzi compiuti devono essere oggi moltiplicati perché vi sono ancora criticità che devono essere risolte:

– La ristrutturazione dei dipartimenti universitari a norma di statuto;

– La rimodulazione, entro due mesi, dell’offerta formativa sostenibile;

– La valutazione della didattica e l’accreditamento dei corsi di studio;

– Il potenziamento dei progetti scientifici comunitari;

– Il completamento della informatizzazione delle carriere degli studenti e

dei servizi loro dedicati;

– Un ulteriore recupero dell’efficienza degli uffici amministrativi.

Entro la fine di novembre terremo una Conferenza di Ateneo che, con l’intervento del Nucleo di Valutazione e di esperti ministeriali, contribuirà a perfezionare il percorso di autoriforma già avviato”.

F.to Prof. Francesco Tomasello

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