Domani, al Papardo, gli studenti ripeteranno le prove di ammissione alla Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche Naturali. La Facoltà di Medicina attende con ansia la sentenza del Tar e nella peggiore delle ipotesi dovranno essere ripetuti i test. La mobilitazione degli studiosi obbliga i vertici dell’Ateneo a stipulare “Contratti sostitutivi d’insegnamento”
Se il buongiorno si vede dal mattino, l’anno accademico 2010/2011 non si preannuncia particolarmente felice per l’Ateneo peloritano. Che deve fare i conti con una serie di “ostacoli” di non poco conto: innanzitutto, la mobilitazione nazionale dei ricercatori, impegnati in una guerra ad oltranza contro il Governo e più precisamente contro il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Mariastella Gelmini, autrice di un disegno di legge sulla riforma universitaria fortemente contestato dagli studiosi di tutta la penisola; ma anche i problemi burocratici legati ai test di ammissione alle Facoltà a numero chiuso di Medicina e Chirurgia e Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.
A Messina, la protesta dei circa 200 ricercatori che hanno dichiarato la propria indisponibilità ad assumere incarichi di didattica frontale rischia di paralizzare molti corsi di laurea, soprattutto in 6 facoltà. Ieri, sono ufficialmente iniziate le lezioni e non si sono registrati particolari disagi, ma l’Università è già corsa ai ripari per garantire la copertura delle ore lasciate vacanti dagli studiosi: nella seduta convocata per domani pomeriggio, il Consiglio d’amministrazione dovrà deliberare sul seguente punto all’ordine del giorno: “CONTRATTI SOSTITUTIVI DI INSEGNAMENTO: PROGRAMMAZIONE DELLE FACOLTA”. In pratica, l’Università dovrà “assoldare” professori esterni per l’assunzione delle cattedre attualmente senza docenti di riferimento.Nel frattempo, in attesa che vengano affidati questi incarichi esterni , i vertici dell’Ateneo hanno trovato un escamotage, facendo slittare al secondo semestre i corsi che negli anni scorsi erano assunti dai ricercatori.
Al di là della mobilitazione degli studiosi, come detto nell’incipit dell’articolo, l’inizio dell’anno accademico 2010-2011 si presenta tortuoso per l’Ateneo messinese anche per gli “imprevisti” registrati nei test di ammissione in due importanti e prestigiose facoltà: la Facoltà di Medicina e Chirurgia, presieduta dal professore Emanuele Scribano e la facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche Naturali, presieduta dal professore Mario Gattuso.
Proprio nella Facoltà di Scienze, presso il polo del Papardo, domani saranno ripetute le prove d’esame per accedere ai corsi di laurea della suddetta facoltà. Come si ricorderà, infatti, il Senato accademico aveva dovuto invalidare le precedenti prove, spiegando in un comunicato che «avendo appreso dal Preside, prof. Mario Gattuso, che lo stesso aveva dato per errore ai Presidenti delle Commissioni indicazioni difformi, rispetto ai criteri previsti dal bando, per l’ assegnazione dei punteggi per le risposte ai quiz, ha deliberato di non approvare le graduatorie».
In quell’occasione , Gattuso aveva male informato i componenti delle commissioni esaminatrici – che a loro volta aveva male informato i quasi 700 partecipanti ai test d’ammissione, suddivisi in 30 aule – sostenendo che per ogni risposta sbagliata cosi come per ogni domanda lasciata in bianco sarebbero stati attribuiti 0 punti. In realtà, però, il bando prevedeva 1 punto per ogni ripsosta corretta, 0 punti per ogni risposta non data e meno 0,25 per ogni risposta inesatta.
Da Scienze a Medicina, stesse note stonate. Ma qui l’annullamento delle prove potrebbe essere deciso dalla I sezione del Tar di Catania, che sarà chiamato a pronunciarsi sui ricorsi presentati da cinque aspiranti medici il prossimo 4 novembre.
Secondo quanto denunciato dai ricorrenti, nel corso dei test che si sono tenuti lo scorso 12 settembre non sarebbe stato garantito l’anonimato dei partecipanti. La commissione ha, infatti, invitato i concorrenti a porre il modulo di risposta nella busta e successivamente a consegnare la busta in ordine alfabetico. Già nel 2008 il tribunale amministrativo, chiamato in causa da altri studenti per la stessa, identica motivazione, aveva evidenziato l’errore nella procedura seguita, scrivendo testualmente che «il ritiro delle buste e la loro collocazione all’interno dei contenitori in ordine alfabetico consente a chiunque di associare ogni busta attraverso la sua materiale collocazione, al nominativo di un candidato, incidendo così sul principio di segretezza e sulle conseguenti regole dell’anonimato e della par condicio, sostanzialmente annullandoli».
Qualora il prossimo 4 novembre il Tar dovesse ragione ai cinque ricorrenti, per l’Ateno peloritano si aprirebbero due possibili scenari, entrambi alquanto sconvenienti: o l’annullamento delle prove e la ripetizione dei test; o l’ammissione ai corsi di Laurea della Facoltà dei 5 ricorrenti, con conseguente stravolgimento delle graduatorie definitive ed ufficiali.
L’immediato futuro dell’Università degli Studi di Messina è tutto da scrivere. Intanto, il rettore Francesco Tomasello può consolarsi con il primato assegnato da Vision all’Ateneo peloritano, risultato – come riportato in un articolo a parte – il primo tra quelli di tutto il Meridione d’Italia.
