L’Università vince l’appello contro i ricercatori ‘rottamati’ e pareggia i conti. Aspettando il giudizio di merito

L’Università vince l’appello contro i ricercatori ‘rottamati’ e pareggia i conti. Aspettando il giudizio di merito

L’Università vince l’appello contro i ricercatori ‘rottamati’ e pareggia i conti. Aspettando il giudizio di merito

giovedì 15 Luglio 2010 - 12:43

Il Consiglio di Stato del Lazio ha respinto l'istanza cautelare proposta in primo grado dal Tar ed ‘annulla’ la sospensiva del provvedimento varato dal Senato accademico e dal Consiglio d'amministrazione

L’Ateneo peloritano pareggia i conti con i ricercatori ‘rottamati’: il provvedimento sul pensionamento anticipato per i ricercatori con 40 anni di contributi è nuovamente esecutivo.

Nella camera di consiglio dello scorso 13 luglio ,il Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto dall’Universita’ degli Studi di Messina e respinto l’istanza cautelare proposta in primo grado dal Tar. L’organo di giustizia amministrativa, infatti, con sentenza del 14 Aprile, si era espresso a favore degli studiosi, accogliendo la domanda cautelare presentata da 30 riercatori e concedendo la sospensiva del provvedimento adottato lo scorso mese di dicembre dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione dell’Università .

I due organi di governo ,in pieno periodo natalizio, avevano approvato un -provvedimento di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, ai sensi della L. n. 102/2009, con decorrenza dal 1 luglio p.v., in relazione al raggiungimento dell’anzianità massima contributiva- .

La decisione dell’organo di giustizia amministrativa è stata, di fatto, sovvertita nel secondo grado di giudizio. L’Università, secondo quanto scritto nel dispositivo dell’ordinanza – ha rispettato tutte le procedure previste dalla legge. “L’Università – si legge testualemnte – si era dotata di criteri di massima (in sè non irragionevoli) al fine di individuare in concreto i dipendenti nei cui confronti non sarebbe stata esercitata la facoltà di risoluzione e che tali criteri sembrano essere stati coerentemente applicati nel caso di specie”

Il Consiglio di Stato, quindi ha accolto “l’appello e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, respinge l’istanza cautelare proposta in primo grado”.

Persa questa battaglia, i ricercatori vanno avanti nelle loro guerra all’ Università – sperando di poter rimanere al loro posto sino al raggiungimento dei limiti d’età – e confidano nell’esito, che loro sperano positivo, del giudizio di merito, su cui il Tar sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 24 novembre.

Soddisfatti, invece, di questo risultato ottenuto in appello i vertici dell’Ateneo.

Questo l’elenco dei ricercatori che avevano presentato ricorso al Tar:

Giuseppina Calcagno

Giovanni Manuli

Angela Alessandra Fattori

Rocco Nostro

Michele Giannetto

Renata Rita Melissari

Giovanna Canfora

Corrado Dugo

Antonino Ajello

Angelo Mirabelli

Maria Militi

Francesco Cancellieri

Francesco Pernice

Elio Corvaja

Pasquale Novak

Francesca Zoccali

Antonio Cicala

Antonino Pellicanò

Oreste Bramanti

Antonia Cavallaro

Giuseppe Aristotele Malatino

Giuseppa Cuppari

Tommaso Ainis

Selma Russo

Nicola Armando Belnome

Santa Micali

Leone Scurria

Stefano Irato

Franco Maria Accardo

Agatino Natale Spadaro

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