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Cracolici: “Per il Pd messinese c’è una sola medicina, la Politica”

Rosaria Brancato

Cracolici: “Per il Pd messinese c’è una sola medicina, la Politica”

lunedì 14 Aprile 2014 - 21:02

Il caso Messina, il Crocetta bis, le Europee, tutti i temi affrontati a Santa Maria Alemanna nel corso dell'incontro con il deputato Pd Antonello Cracolici. "Il nuovo governo regionale è più debole del precedente" commenta il deputato, escluso all'ultimo momento dalla lista per le Europee. Quanto alle vicende messinesi "l'unica medicina è la politica. Le vicende giudiziarie vanno affrontate nelle sedi preposte, ma c'è una questione morale e politica".

Per la verità Antonello Cracolici è il primo esponente regionale del Pd che si vede in riva allo Stretto negli ultimi tempi, quelli del caos. E mentre la situazione del Pd messinese rischia di restare a lungo congelata il dibattito è polarizzato su due temi: il rimpasto di Crocetta, con conseguente “defenestrazione” dell’unico assessore messinese, e le Europee, con conseguenti e immancabili liti tra correnti. In entrambi i casi, Crocetta bis (e tris) ed Europee il Pd dello Stretto sta a guardare, è relegato al ruolo di spettatore.

Così oggi pomeriggio a Santa Maria Alemanna la presenza del deputato regionale Antonello Cracolici (escluso all’ultimo minuto dalla lista per le Europee nell’ambito di una guerra fratricida tra Crocetta e Raciti) è stata per i più l’occasione di poter parlare di politica e del futuro del Pd a Messina. All’incontro infatti non erano presenti solo i cuperliani, ma i rappresentanti di tutte le altre aree, renziani, civatiani, dem, e Pd in “cerca di area”.

“Le vicende giudiziarie relative alla formazione- ha detto in apertura dell’incontro Giuppi Siracusano- hanno anche e soprattutto una valenza politica ed in quanto tali devono essere affrontate. Dobbiamo interrogarci collettivamente sul Pd di Messina e sul Pd siciliano ed oggi è l’occasione per farlo”.

Mentre a Santa Maria Alemanna si discute sull’esclusione di Cracolici dalla lista per le Europee, nonostante il via libera della Direzione regionale, a Palermo i renziani dell’isola incontravano Davide Faraone, che invece ha incassato assessori in giunta e candidato in lista.

“Cracolici ha subito un sopruso- tuona Filippo Panarello ricordando come ancora non si conoscano le motivazioni “ufficiali” e formali di un’esclusione voluta per ripicca da Crocetta e Lumia- in un momento delicatissimo e difficile. Quanto al rimpasto, la Sicilia oggi ha bisogno di un governo che dia la percezione di saper affrontare la gravità del momento e della crisi. Il primo governo Crocetta è nato male, perché frutto di assessori scelti da correnti, che rispondevano ai leader e non al partito. Adesso, alla proposta di Raciti di far scegliere all’intera Direzione regionale del Pd i nomi degli assessori, Crocetta ha risposto con una deriva che mi auguro sia sul finire”.

I cuperliani hanno già fatto sapere che renderanno la vita durissima (e sperano anche cortissima) al Crocetta bis e si uniscono ai malpancisti dell’Udc e a quanti, in ordine sparso, non hanno visto di buon occhio una giunta partorita in una notte con un accordo a tavolino Crocetta-Faraone-Lupo.

Quanto al caso Messina Panarello ha apprezzato “il gesto di serietà di Ridolfo che ha fatto un passo indietro” dimettendosi dalla segreteria provinciale per poter avviare un percorso di uscita da una fase di crisi. “Dobbiamo superare vecchi metodi di gestione ma non demonizzare chi ha consenso. Il segretario Raciti ha garantito risposte dopo la presentazione delle liste”. L’ultima bacchettata la riserva a Crocetta, ed all’annuncio di una sede decentrata della Regione a Messina “una storia che rischia di diventare folkloristica. Abbiamo bisogno di ben altro”.

Il Crocetta bis è già un Crocetta a metà, dal momento che mezzo Pd metterà il bastone tra le ruote in Aula “Doveva nascere per rafforzare il governo-commenta Cracolici– invece è più debole ed anche sul piano dei nomi non è convincente. Promettere la sede decentrata della Regione a Messina per “compensarla” dell’assenza di un assessore in giunta mi sembra una sciocchezza, come quella della Lega che annunciava di voler spostare alcuni ministeri al Nord. Il Crocetta bis non mi piace, ma non sono Nostradamus, non so quanto durerà”.

Secondo l’ex capogruppo regionale del Pd il partito è nato malato in Sicilia, perché venuto fuori non da una sintesi ma da una somma di correnti “Era una spa. Noi siamo quello chi siamo oggi perché ieri siamo nati diversi. E la genesi del Pd messinese è la stessa del Pd siciliano”.

A proposito del caso Messina il deputato ha una sua ricetta: “l’unica medicina è la politica, quella vera. Offrire idee e progetti. Le questioni giudiziarie vanno affrontate nelle sedi preposte, ma c’è una questione politica. Non è consentito che chi fa politica la usi per interessi personali. C’è una questione morale. La politica non può essere esercitata per interessi propri”.

Sull’esclusione dalla lista Cracolici ha già detto la sua in un tweet chiarissimo e al veleno: “Sono vittima del duo Crocetta-Lumia e del circo Barnum della pseudo antimafia. Non è possibile che la politica antimafia si trasformi in uno strumento per costruire destini personali”.

Il deputato era stato inserito nella lista dalla Direzione regionale. Appena 24 ore dopo però, quando è apparso chiaro che Lumia, nonostante i voleri di Crocetta (che nel frattempo aveva messo sul piatto il Crocetta bis senza neanche avvisare Raciti), era rimasto fuori dalla lista, i “crocettiani” hanno ottenuto una rivincita ed anche Cracolici è stato escluso. Uno scontro senza esclusioni di colpi che non è ancora finito. Le liste infatti non sono state depositate e nuovi fuochi d’artificio sono dietro l’angolo.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. Il curaro ne uccide meno della politica.
    Sono certo che Cracolici non parla per ripicca perchè lui ed altre generazioni successive avranno di che vivere benissimo.

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  2. Il curaro ne uccide meno della politica.
    Sono certo che Cracolici non parla per ripicca perchè lui ed altre generazioni successive avranno di che vivere benissimo.

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