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Teatro, i revisori trasmettono gli atti alla Corte dei conti: “Debiti fuori bilancio per 500 mila euro”

Rosaria Brancato

Teatro, i revisori trasmettono gli atti alla Corte dei conti: “Debiti fuori bilancio per 500 mila euro”

lunedì 11 Luglio 2016 - 22:01
Teatro, i revisori trasmettono gli atti alla Corte dei conti: “Debiti fuori bilancio per 500 mila euro”

I revisori dei conti trasmettono alla magistratura contabile "gli atti che hanno comportato i debiti fuori bilancio, una procedura irrituale e non rispettosa della normativa". L'assessore Barbagallo dovrà decidere anche il nuovo sovrintendente vista l'inadempienza del Cda. Intanto le dimissioni di Giovanni Renzo vengono respinte dai vertici del Teatro

Le carte finiranno all’attenzione della Procura della Corte dei Conti e dell’assessore regionale allo spettacolo. A trasmetterle saranno i revisori dei conti del Teatro Vittorio Emanuele, come si evince dal verbale n°14 della seduta dell’8 luglio.

Il presidente Salvatore Jervolino e il componente Lorenzo Granata (il terzo si è dimesso nelle scorse settimane), che sin dall’insediamento hanno esaminato ogni provvedimento con estrema attenzione ed hanno anche bocciato il previsionale 2016, venerdì scorso hanno esaminato la nota n°708 trasmessa dai responsabili degli uffici programmazione strategica e gestione bilancio Carmelo Caminiti e Livia Bruno, in merito agli stanziamenti del bilancio di previsione 2016. La nota era stata richiesta dallo stesso Collegio che peraltro ha più volte stigmatizzato la mancata trasmissione del consuntivo 2015.

Dall’esame della relazione presentata dai due dirigenti: “si rileva che il Cda nella seduta del 22 aprile 2015 e seguenti ha approvato i progetti presentati dai direttori artistici per la realizzazione della stagione 2015/2016- si legge nel verbale pubblicato sul sito dell’Ente- Da una verifica tecnico-contabile questo organo di revisione rileva che sono state assunte obbligazioni per circa 500 mila euro senza procedere ad impegni di spesa così come prescrive la normativa contabile di riferimento. Quindi la conseguenza di questa procedura irrituale e non rispettosa dei principi di contabilità per un Ente Pubblico qual è l’EAR determina dei debiti fuori bilancio di cui il Cda deve farsi carico nel riconoscimento degli stessi così come previsto dalla normativa vigente. Pertanto tutti gli atti che hanno comportato i debiti di cui sopra saranno trasmessi alla Procura Regionale della Corte dei conti per gli adempimenti di competenza”.

Gli atti saranno anche trasmessi all’assessore regionale Barbagallo che ormai dovrebbe avere sul tavolo un corposo fascicolo sulle vicende del Teatro Vittorio Emanuele. Nel corso della seduta di venerdì i revisori hanno proceduto anche ad una verifica di economato al 30 giugno. Il totale delle entrate da gennaio a giugno è stato di 17.823, mentre le spese sono state 14.444,79, con una differenza di 3.379,11 euro. Il saldo sul conto corrente al 30 giugno è di 3.175 euro ed i contanti in cassaforte sono 3,16.

Jervolino e Granata hanno quindi trasmesso gli atti per i quali si profila la conseguenza di un debito fuori bilancio da 500 mila euro alla Procura della Corte dei conti, che però sin dal marzo 2015 ha un fascicolo aperto sull’Ente. Il 1 aprile infatti la Guardia di finanza, su disposizione della magistratura contabile, ha richiesto agli uffici del Teatro una serie di atti relativi agli ultimi 2 anni (leggi qui l’articolo), con particolare attenzione ai contratti per il personale, alle consulenze esterne ed alla mancata stabilizzazione degli orchestrali.

Ma Barbagallo oltre ai bilanci (per i quali, in base alla legge istitutiva del Teatro si può profilare l’invio di un commissario ad acta alla luce della mancata approvazione del preventivo entro il 30 giugno), dovrà decidere anche il nome del nuovo sovrintendente. Stando sempre alla legge istitutiva del Teatro sono ampiamente scaduti i termini per la nomina del successore di Saija ed in caso di inadempienza del Cda spetta all’assessore la nomina tra personalità di alto profilo (leggi qui l’articolo). Saija, come si ricorderà è rimasto fino al 1 giugno per ultimare gli adempimenti relativi ai bilanci, pertanto i 30 giorni sono scaduti il 1 luglio. Il Cda, diviso sui nomi, non ha ancora preso alcuna decisione pertanto la palla passa ufficialmente a Barbagallo che in questo specifico caso non ha più facoltà di mera ratifica ma può decidere chi nominare.

Insomma il Vittorio Emanuele rappresenta per la Regione una questione da dirimere sotto ogni aspetto. Eppure lo scenario roseo presentato alla stampa da Saija nella conferenza stampa di gennaio relativamente ai conti dell’Ente ed alla futura programmazione è completamente diverso rispetto allo scenario che si sta prospettando. Fino a maggio l’ex sovrintendente puntava il dito contro qualsiasi perplessità venisse avanzata sulla gestione dei conti e sulla programmazione, probabilmente poco ancorata alla realtà dei fatti. I nuovi revisori sin dall’atto dell’insediamento hanno rilevato criticità molto serie, e hanno ribadito i rischi di entrate sovrastimate. Adesso però la situazione è preoccupante e l’aver trasmesso alla Procura atti contabili che faranno scaturire debiti fuori bilancio comporta un’assunzione di responsabilità nelle scelte attuali e future da parte dei vertici del Teatro.

In questo clima il direttore artistico della sezione musica Giovanni Renzo ha presentato le sue dimissioni, che però al momento sono state rigettate dal Presidente e dal Cda.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. MessineseAttenta 12 Luglio 2016 09:49

    Le responsabilità sono di tutto il CDA

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  2. MessineseAttenta 12 Luglio 2016 09:49

    Le responsabilità sono di tutto il CDA

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