Vicina la sentenza di secondo grado per la catanese Agata Nicotra, l'Accusa chiede 18 anni di carcere
CATANIA – E’ la richiesta del procuratore generale Ursino alla Corte d’Appello di Catania: la condanna a 18 anni per Daniela Agata Nicotra venga interamente confermata. Le conclusioni dell’Accusa sono arrivate oggi, alla fine dell’udienza per la giovane catanese accusata di aver ferito a morte l’amica messinese, durante una lite nel cuore cella città etnea. Ylenia è poi morta in ospedale per le gravità delle ferite. per la Nicotra si tratta ora del processo di secondo grado, che è stato aggiornato a fine mese per sentire le parti civili, a cominciare dalle avvocate Rosy Spitale e Vittoria Santoro che assistono i familiari di Ylenia, il difensore di Agata, poi i giudici entreranno in camera di consiglio per il verdetto.
La lite ripresa dalle telecamere
Ylenia è morta a 26 anni. Accoltellata al culmine di una lite tra via delle Salette e via della Concordia e morì poco dopo in ospedale, tra il 9 e 10 dicembre 2019. A incastrare la Nicotra, le immagini di video sorveglianza di zona che hanno immortalato tutto: le fasi dell’accesa lite tra le due, il ritorno della catanese con un coltello, il fendente sferrato alla messinese. Poi la corsa in ospedale insieme ad un amico. Una corta inutile. Ylenia è spirata la stessa notte. Una notte ripercorsa oggi dal Procuratore generale, che ha fatto proiettare le immagini che inchiodano la Nicotra in aula. Immagini “ripassate” anche al rallentatore, più di una volta, col magistrato che evidenziava alla Corte il momento in cui viene sferrato il fendente che risulterà letale.
Una vita tormentata, una fine tragica
Partecipati i suoi funerali a Messina, dove Ylenia era nota per un precedente fatto di cronaca, il tentativo dell’ex fidanzato Alessio Mantineo di bruciarla viva lanciandole addosso benzina.
