Roberto Zinnanti non si dà pace: “Ho convinto mia sorella a denunciare e cosa abbiamo ottenuto? Il sistema ha fallito”
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Sono parole di dolore e di rabbia quelle del fratello di Daniela Zinnanti, vittima di femminicidio a Messina. “Tutti in famiglia pensavamo che lui avesse il braccialetto, compresa mia sorella Daniela”, dichiara Roberto Zinnanti. “Mi dispiace dirlo ma il sistema ha fallito”, ha aggiunto durante la fiaccolata a piazza Duomo dedicata alla sorella.

“Mia sorella ha denunciato ma è stata abbandonata”
Non si dà pace il fratello minore di Daniela, proprio colui che l’aveva convinta a denunciare l’ex compagno. “Mia sorella ha chiesto aiuto, ha denunciato e cosa abbiamo ottenuto? Non dico che non si debba più denunciare, anzi è la cosa giusta da fare. Purtroppo però mia sorella è stata abbandonata dalle istituzioni”, continua Roberto.

Pochi giorni prima del femminicidio…
Fino a pochi giorni prima del femminicidio Roberto aveva insistito affinché la sorella si fermasse a dormire da loro nella casa di Larderia. La vedeva preoccupata in viso ma Daniela non si è lasciata convincere perché voleva tornare nella sua casa in centro per stare vicino alla figlia. “Tanto lui è ai domiciliari, ha il braccialetto, che mi può fare?”, gli aveva detto Daniela. Ecco uno dei ricordi che più lasciano l’amaro in bocca a Roberto.

Dopo alcuni giorni di dolore e di silenzio il fratello ha deciso di parlare per chiedere che venga fatta giustizia e soprattutto luce su alcuni aspetti di questa tragica storia. “Purtroppo per mia sorella Daniela non posso fare più niente ma posso aiutare altre donne oppresse”, conclude Roberto Zinnanti.

Ma se il sistema e composto da falliti perche ti deve dispiacere dirlo? Siamo nelle mani di incompetenti. E la mala gente fa sempre quello che vuole….
Mi dispiace tanto, condoglianze.