Incidenti stradali, "a Messina il più alto tasso di mortalità" VIDEO

Incidenti stradali, “a Messina il più alto tasso di mortalità” VIDEO

Redazione

Incidenti stradali, “a Messina il più alto tasso di mortalità” VIDEO

domenica 21 Settembre 2025 - 19:00

"Tra i 14 Comuni più grandi la città ha questo triste primato", evidenzia la Fiab, che ha presentato uno studio sulla mobilità. "Ecco le nostre proposte"

MESSINA – Messina, gli incidenti e la mobilità sostenibile. Nel corso di una conferenza stampa al caffè letterario Volta Pagina, Fabrizio Murè, presidente di Fiab Messina ciclabile, con la vicepresidente Mary Graziano, ha fornito “dati e statistiche sulla mobilità e l’incidentalità, con un focus sulla città dello Stretto, insieme a una serie di proposte per migliorare la qualità della vita. Un dato balza subito all’occhio: Messina è, tra i 14 Comuni italiani più grandi, quello con il più alto tasso di mortalità, per incidenti stradali“.

 Fabrizio Murè, presidente di Fiab Messina ciclabile, con la vicepresidente Mary Graziano

I dati

A Messina ci sono stati 679 incidenti con 13 morti (strade urbane/ extraurbane) nel 2024. “Tasso di mortalità di 6,0 (6 morti ogni 100.000 abitanti), il più alto tra i 14 grandi Comuni italiani.
Ecco i dati Istat nel 2024:

  • 173.364 incidenti stradali con lesioni
  • 3.030 morti e 233.853 feriti (vittime stabili -0,3%, +4,1% incidenti e feriti)
  • Gli utenti più vulnerabili (pedoni, ciclisti, motociclisti) rappresentano 51,8% delle vittime
  • Il costo sociale degli incidenti con lesioni supera i 18 miliardi di euro (22,6 miliardi
    includendo i danni materiali)
  • Le cause più frequenti di incidente:
  • Distrazione
  • Velocità eccessiva
  • Mancato rispetto della precedenza
  • Le violazioni più sanzionate:
  • Eccesso di velocità (34%)
  • Uso improprio di dispositivi elettronici
  • Guida sotto effetto di droghe (in aumento) e alcol (in calo).


Dati TomTom Traffic Index 2024
A Messina:

  • 20min 33s è il tempo medio giornaliero perso, su un tragitto di 10km, a causa del
    traffico (63h in un anno)
  • Livello di congestione del 32% (misura in % l’aumento dei tempi di percorrenza dovuto
    al traffico eccessivo)
    Tasso di motorizzazione di quasi il 70%
    Il tasso di motorizzazione è Il rapporto tra numero di abitanti e numero di autovetture presenti nel
    Pubblico Registro Automobilistico (Pra))

“Troppe auto in circolazione a Messina”

Sottolinea Fiab Messina ciclabile: «Abbiamo calcolato che, per garantire un parcheggio ad ogni autovettura a Messina, servirebbe l’equivalente di 237 campi di calcio».
Dati Clean Cities
Nel 2022 sempre a Messina: lunghezza media percorso in auto 6km circa, velocità media 19.24km/h,
durata media spostamenti in auto 18min, tempo medio speso alla guida 33min (Analisi spostamenti
in auto sulla base dei dati Gps delle “scatole nere” montate a bordo delle vetture per fini
assicurativi).
Lo strumento del Piano urbano mobilità sostenibile (Pums 2030) approvato il 17.06.24 prevedeva
interventi su:

  • Miglioramento viabilità urbana e cittadina
  • Aumento della sicurezza in strada e all’interno dei quartieri
    o Ampliamento pedonalizzazione centro di Messina
    o Marciapiedi fruibili anche agli utenti più deboli
    o Calmierazione velocità
    o Realizzazione sovrappassi su viale giostra
    o Ciclo stazioni protette
    o Bike sharing

A Fiab Messina ciclabile “piacerebbe conoscere lo stato di avanzamento delle azioni su questi fronti. Quanto alle opere finanziate dal Pnrr per la mobilità sostenibile, rientrano nel perimetro Messina
Nord – Messina Centro. L’area urbana da Villa Dante / Gazzi / San Filippo/ Tremestieri, sempre a quanto è dato sapere a Fiab Messina ciclabile, non è interessata da alcun intervento di mobilità sostenibile, almeno a medio termine”. Secondo l’associazione, “per i cittadini della zona sud l’unica alternativa all’auto privata non deve essere esclusivamente il bus. Colpisce l’assenza di spesa alla voce «Trasporto rapido di massa» ovvero treni di superficie, metropolitana. La metroferrovia non è concepita come infrastruttura importante per la mobilità in città nella direttrice sud – centro e viceversa (poche corse giornaliere, del tutto carenti nel finesettimana)”.

Lo stato dell’arte della ciclabilità a Messina

Rileva l’associazione: “In via Garibaldi si prevede l’abbandono dell’idea di realizzare vere piste ciclabili a beneficio di piste ciclopedonali rinunciando a un intervento strutturale. L’asse Piazza Castronovo – Piazza Cairoli è strategico per la mobilità ciclabile cittadina e occorre intervenire con urgenza (es. sicurezza stradale e moderazione della velocità)”.

“Viale Boccetta/ Passeggiata a Mare Tracciato disegnato sul marciapiede in prossimità della
Guardia Costiera, segnaletica confusa, pericolosità per la presenza di ostacoli sul percorso e
mancata separazione con percorso pedoni”, osserva Fiab. “Percezione di insicurezza per la promiscuità con parcheggio auto e scarsa segnalazione delle corsie nelle ore serali (bisogna prevedere bande catarifrangenti). Via Campo delle Vettovaglie Auto in divieto di sosta sulle corsie, a pochi metri dal comando della Polizia municipale (Piazza della Repubblica Palazzo Satellite). Totale impunità per le
infrazioni al codice della strada. Via del Vespro/ viale S.Martino: percorso contorto e ancora incompiuto. Pericoloso attraversamento in corrispondenza dell’attraversamento viale S.Martino – T.Cannizzaro.
Manto dissestato e binari del tram sfalsati”.

Esempi di città “virtuose”: Bologna “Città 30”

Per Fiab, bisogna ispirarsi a “Bologna, la prima grande città italiana a diventare “Città 30”, con il divieto di velocità. Nessun pedone deceduto, una riduzione degli incidenti e un miglioramento della qualità della vita.

Ciclabilità a Messina, su cosa puntare secondo Fiab Messina ciclabile

Ecco le proposte dell’associazione:

  • “Rafforzare la segnaletica nelle zone a intensa frequenza pedonale soprattutto in prossimità di incroci pericolosi e nei pressi delle scuole)
  • Illuminazione in prossimità degli incroci pericolosi (es. Prefettura-Villa Mazzini-
    Corso Cavour)
    •Rendere efficaci le «zone 30»
  • Riduzione del rischio di morte per pedoni e ciclisti: La probabilità che un pedone o
    ciclista muoia dopo essere stato investito da un’auto diminuisce drasticamente (da
    oltre 80% a circa 10%).
  • Minore gravità degli incidenti:
    anche in caso di scontro, l’impatto a 30 km/h è meno violento, riducendo i danni a
    persone e veicoli.
  • Far rispettare in città il limite di velocità di 30 km/h, nelle zone già previste, e progettarne di
    nuove
  • Vantaggi e benefici, soprattutto in termini di sicurezza per gli utenti deboli della strada
    (pedoni, ciclisti, bambini, anziani e disabili)
  • Moderazione della velocità
  • Attraversamenti rialzati, bande rumorose, corsie ciclabili con catarifrangenti, cuscini
    berlinesi
  • Aumentare la protezione dai furti bici
  • Prevedere moderne e sicure postazioni per le soste delle biciclette posizionate in punti strategici della città (es. scuole, università, edifici pubblici, fermate Atm, ecc.), in modo capillare e omogeneo.
  • Postazioni dotate di pensiline per facilitare le manovre in condizioni meteo svantaggiose.
    ● Campagne di incentivo all’uso della Bici (es. bike to work) e promuovere l’uso della bicicletta per tutti gli spostamenti cittadini sistematici, non solo quelli casa-lavoro ma anche quelli casa-scuola/università”.

E ancora: “Occore istituire un contributo mensile e bonus per i cittadini più virtuosi, attraverso il kit Pin Bike e con un’app dedicata. Pin Bike è un sistema brevettato e antifrode per la certificazione, il monitoraggio della mobilità urbana sostenibile. E proponiamo l’adesione del Comune di Messina alla rete ComuniCiclabili Fiab. Il tutto per guidare e stimolare nel tempo un processo di progressiva trasformazione dei centri abitati verso una maggiore diffusione della mobilità in bicicletta”.

Video di Alessio Bernava, progetto “L’estate addosso”.

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8 commenti

  1. E perché non 100 frustate a chi prende la patente , giusto per risolvere il problema alla base?
    Credo che per 4 bici l’ora sulle piste ciclabili messinesi si stia un po’ esagerando.

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  2. A prescindere dalla soluzione proposta che può essere più o meno condivisibile,il dato deve fare riflettere. Qui da noi è terra di nessuno. Sono necessari maggiori controlli e sicurezza.questo è poco ma sicuro.

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  3. Siamo anche la città con il più alto tasso di maleducazione stradale. i pedoni attraversano fuori dalle strisce, camminano in mezzo alla strada invece che sui marciapiedi, attraversano con il rosso, gli automobilisti a loro volta ignorano gli attraversamenti sulle strisce pedonali, anzi sembrano voler fare strike.
    Basterebbe sanzionare chi non osserva le regole…

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  4. Una cosa fondamentale da evitare, e qui entra in ballo Palazzo Zanca, ( e allora!!!) è l’uso promiscuo delle ciclabili. Non è possibile che sulla ciclabile ci sia, in contemporanea, chi passeggia il cane, chi fa fare una passeggiata al proprio piccolo in carrozzella, chi corre, chi va in bici elettrica a tutta velocità, chi passeggia serenamente, chi va in bici ( non elettrica) etc. ( esempio: ciclabile consolare pompea!!!) Non sarebbe il caso di fare chiarezza?

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  5. A Messina controllo del territorio pari a 0 giorno e notte . Non si sa dove si imboscano le varie pattuglie vedo citta o paesi dove sono sempre presenti H24 con posti di controllo in ogni quartiere o semplicemente girando per la zona a Messina 0 mha !!!

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  6. Centinaia di telecamere e zzaurdi che passano col rosso di continuo ,fanno sorpassi azzardati in controsenso, lasciano moto o auto quasi di traverso in mezzo alla strada, non rallentano in prossimita’ delle strisce…e nuddu vidi nenti.
    E allora a cosa servono ste telecamere ?! Solo in caso di incidenti gravi o di reati rilevanti ?

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  7. HA RAGIONE ALESSIO BUCCA….NON CI SONO CONTROLLI ED OGNUNO FA QUEL CHE GLI PARE…..I VIGILI CHE FINE HANNO FATTO????? LI HO VISTI SOLO ALLA VARA…..CHIAMATI DA ME PER UN INCIDENTE SERIO CON IL MEZZO ANDATO A FUOCO, MI È STATO RISPOSTO CHE NON C ERANO UNITÀ DISPONIBILI A DUE PASSI DALLA LORO SEDE….NON SI VEDONO PER LE STRADE NE,’ A VERBALIZZARE, SI VEDE SOLO IL CARRO ATTREZZI CHE VA E VIENE…..UNA CITTÀ LASCIATA ALLO SBANDO E IN BALIA DEGLI SBANDATI😖😤

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  8. Degli esempi delle città virtuose ce ne importa poco e nulla…quelli del FIAB andassero a farsi una passeggiata in bici invece di “rompere agli altri”…viva la mobilità libera!

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