"Le dimissioni per evitare la sfiducia a Basile con il voto di uno dei nostri" VIDEO

“Le dimissioni per evitare la sfiducia a Basile con il voto di uno dei nostri” VIDEO

Marco Olivieri

“Le dimissioni per evitare la sfiducia a Basile con il voto di uno dei nostri” VIDEO

mercoledì 11 Febbraio 2026 - 07:00

De Luca difende le ragioni dello stop e della ricandidatura a Messina. "Logoramento in Giunta e nei 13 consiglieri. Con pericolo paralisi in Consiglio"

di Marco Olivieri, riprese e montaggio di Silvia De Domenico

MESSINA – Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, nella scelta delle dimissioni di Federico Basile, e della sua ricandidatura, il Consiglio comunale appare come un capro espiatorio…

“Il Consiglio è la causa. Si tratta della scelta legittima di un sindaco che viaggia a velocità supersonica, mentre il Consiglio comunale frena. Una situazione che si sopporta da due anni. Ma avevamo la consapevolezza che la situazione sarebbe peggiorata. E infatti più si avvicinava la scadenza naturale delle amministrative, più il pericolo di arrivare a una paralisi definitiva, con una mozione di sfiducia, era all’orizzonte. Il sindaco Basile ha fatto una scelta ben precisa. E io ho fatto una valutazione politica ben precisa. Ovvero, quella di avere tre mesi di commissariamento e non un anno e mezzo di palliamento. E soprattutto di tempi dettati dagli altri perché questo è un altro elemento”.

Quale?

“Il sindaco Basile ha subito i tempi dettati da un Consiglio che, per far passare gli atti, concordava tra centrodestra e centrosinistra le astensioni e le uscite. Il tutto per far votare gli atti sempre ai consiglieri della compagine del sindaco. Quindi con riti bizantini e tempi che la città non si può più permettere”.

Però questo potrebbe accadere anche nel prossimo Consiglio. E quando lei parla di “logoramento”, si potrebbe pensare anche a un logoramento all’interno della Giunta Basile e tra i vostri consiglieri. Non avete più fiducia nei vostri tredici consiglieri?

“Intanto le competizioni servono per rinnovare. Ovviamente anche con l’auspicio di ripristinare le condizioni di agibilità. Servono per questo. Non si fa politica con i se e con i ma. La politica si fa con senso di responsabilità e con coraggio. Quindi si parte da una constatazione: il sindaco è in minoranza in Consiglio comunale (eletto con 20 consiglieri di maggioranza su 32, Basile si è ritrovato in Consiglio con soli 13 consiglieri dalla sua parte, n.d.r.). Lo strumento per cercare di ottenere la maggioranza è andare al voto. Non ci sono altre soluzioni. Noi non siamo quelli delle compravendite per rafforzare le posizioni. Non appartengono alla nostra cultura. Di conseguenza, anche il contesto e lo scenario che è cambiato hanno logorato parte della nostra squadra. E ciò non riguarda solo partecipate e Giunta ma anche il Consiglio comunale. Abbiamo assistito ad alcune reazioni, negli ultimi mesi, all’interno dei nostri consiglieri, che danno il segnale della stanchezza”.

In caso di logoramento della Giunta, si poteva andare a un rimpasto. Ma temeva che i vostri consiglieri passassero al centrodestra o al centrosinistra?

“Parto da un presupposto. Nella vita bisogna sempre stare attenti. Mancava un solo voto per fare la mozione di sfiducia. C’è un interesse forte della città di Messina. All’orizzonte anche le valigie del ponte sullo Stretto (riferimento a qualche sirena leghista?, n.d.r.). Liti all’interno ne possono capitare. Chi è che oggi può escludere che magari, continuando con questo clima, qualcuno andasse oltre, aggregandosi a un interesse trasversale di centrodestra e centrosinistra di votare una mozione di sfiducia nei confronti di Federico Basile. Mozione che già io intravedevo nel settembre 2026”.

Il vostro obiettivo è di vincere nettamente e poi andare a discutere con centrodestra o centrosinistra per le politiche e le regionali 2027. Il “matrimonio” con Schifani non si è celebrato. Lo Giudice non è entrato in Giunta alla Regione e, secondo la sua ricostruzione, il centrodestra non è entrato nella Giunta Basile, una volta saltato ogni accordo con il presidente. Che cosa pensa degli scenari futuri?

“Il nostro compito è ora concentrarci per far comprendere fino in fondo ai messinesi la bontà di questa scelta. Mettere in evidenza i risultati raggiunti, in modo da dare ai messinesi gli elementi per valutare se questa compagine merita di essere riconfermata. Dopo le elezioni di Messina, ci troveremo in un’altra fase che investe gli scenari nazionali e regionali. Ci sono tante dinamiche in corso e non sappiamo come si determineranno”.

Come procederete?

“A prescindere da Messina, noi abbiamo già detto che la nostra linea politica è quella di non continuare da soli. Si faranno le valutazioni regionali e nazionali che massimizzerano la nostra peculiarità di movimento del territorio e dei sindaci. E quello che oggi è all’orizzonte, il governo di Liberazione, che sarà presentato il 18 marzo a Palermo, traccerà una nuova metodologia. Vedremo chi l’apprezzerà e l’accoglierà con tutte le elaborazioni riformatrici che noi metteremo in campo. Non vogliamo continuare con il metodo delle alleanze prescindendo dal collante valoriale: il programma. Vedremo quali saranno le sintonie più forti. E poi si sceglierà la squadra capace d’interpretare al meglio quel programma”.

Non teme d’essere ingombrante per il ricandidato sindaco Basile?

“Io sono ingombrante per definizione. Ma non per Basile. Per tutti. È il mio carattere. Mia madre mi rimprovera spesso. Mia moglie ancora di più”.

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8 commenti

  1. Quindi, se il problema era la sfiducia, le dimissioni equivalgono quasi ad una sfiducia (evitata, ma sfiducia).
    Inoltre, forse niente niente hanno ragione gli altri, che è solo interesse politico, perché le alleanze, giustamente, ScN cerca di sceglierle e non subirle ?
    Ma, forse, è sempre poco chiara e trasparente , se non preferisce nessuno purché la stessa ScN vinca ?
    Allora, se fosse così, ma dove vogliamo andare ???
    Mai un programma politico rispettato, mai serietà verso i cittadini, anche degli altri partiti, perché chiunque scelga ScN come alleato sarà comunque incoerente e irresponsabile.
    Vedremo il futuro…

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  2. Otelma de luca dixit!

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  3. Siamo alla scusa n.2 . Questa volta la sfiducia di Basile con il voto “determinante” di uno dei suoi. Certo De Luca bisogna riconoscere qui che è bravo nella specialità di arrampicata sugli specchi. Ma che c’azzecca? La sfiducia è sfiducia e basta. Basile Sindaco sfiduciato secondo la ricostruzione del suo leader De Luca viene dallo stesso poi riproposto. La narrazione non tiene. Invece di riflettere si lancia in giochi di palazzo. Stucchevole.

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  4. È un paese libero, posso tranquillamente prendervi per il… sparando raffiche di cavolate una dietro l’altra Senza avere ripercussioni alcune! Quindi capisco e compatisco De Luca!

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  5. Il solito GIRAFRITTATA…………se tutta la città va a votare i conti non gli potranno tornare perché il bacino precedente era di 30/35 mila non di più…..Se almeno 120 mila cittadini vanno a votare chissà cosa succederà……Speriamo anche di più…..

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  6. AGGIORNAMENTO CAUSA DIMISSIONI SINDACO BASILE.🤔…TEMEVA LA SFIDUCIA E SI È “SFIDUCIATO” DA SOLO🙄….AHI,AHI,COSA CI TOCCA SENTIRE😤…..UNA VERSIONE AL GIORNO……ALTRO CHE SFIDUCIA…..QUESTA È INAFFIDABILITA’ ….MA CHE CREDIBILITÀ DANNO CON VERSIONI SEMPRE DIFFERENTI,O DISCORDANTI,E SENZA SENSO ALCUNO ?????

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  7. i Messinesii si bevono qualsiasi mi………. da sempre. Basta promettere l’impossibile e venderlo come garantito. Per esempiamente tu gli dici meno tasse, loro applaudono e tu gliele alzi. Ci dici pil….. per tutti, tu fai gli affari tuoi e loro stanno a guardare. Vedete, io amo i messinesi, sono un gregge che segue il cane e io abbaio benissimo. (cit.. dal Profeta del Nisi)

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  8. Grande politico… ma che dico grande: GRANDISSIMO!

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