"L'Iran in lotta per la libertà ha bisogno di aiuto, da chiunque venga" VIDEO

“L’Iran in lotta per la libertà ha bisogno di aiuto, da chiunque venga” VIDEO

Redazione

“L’Iran in lotta per la libertà ha bisogno di aiuto, da chiunque venga” VIDEO

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giovedì 15 Gennaio 2026 - 16:24

Intervista video a due studenti iraniani dell'Università di Messina che dichiarano: "In Iran sta avvenendo un genocidio"

MESSINA – La rettrice dell’Università di Messina all’inizio del suo discorso introduttivo in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 ha ricordato il sacrificio per la libertà di Yasin Mirzaei, lo studente iraniano di Unime, recentemente ucciso nel suo Paese nel corso di una delle rivolte in atto contro il regime totalitario degli ayatollah. La professoressa Giovanna Spatari ha, poi. rivolto un saluto alla delegazione di studenti iraniani invitati alla cerimonia. Il lungo e caloroso applauso del pubblico presente ha abbracciato simbolicamente di affetto i giovani universitari stranieri e li ha fatti sentire parte integrante della nostra comunità.

E’ stato un momento emozionante, che nel dolore di una perdita inaccettabile, ha suggellato lo spirito di apertura di una università che vuole essere una sponda efficace per chi, da ogni parte del mondo, cerca il suo futuro e la sua autodeterminazione.

“Gli iraniani non vogliono più vivere nella paura”

Alla fine della cerimonia, abbiamo voluto dare la parola a due studenti iraniani in rappresentanza del gruppo che era presente nell’aula magna dell’Università. Su loro richiesta, non citiamo i loro cognomi per evitare che gli apparati repressivi del regime possano perseguitare i loro parenti in Iran. Nella nostra intervista video Erfan e Paria hanno detto chiaramente che quello che sta avvenendo nel loro Paese è un vero e proprio genocidio. “Le persone manifestano nelle strade senza armi, senza niente e vengono uccise solo perché chiedono la loro libertà, come è successo a Yasin Mirzaei.”

“Basta con la dittaura degli ayatollah”

“Gli iraniani – proseguono i giovani studenti di Unime – vogliono cambiare, vogliono vivere senza paura, senza un governo che li opprime. L’Iran adesso ha bisogno di aiuto da qualunque parte provenga. Dietro i numeri che parlano di dodicimila persone uccise, ci sono bambini, giovani, anziani. Il governo degli ayatollah non rappresenta l’Iran, è una dittatura che arriva a sopprimere i suo stessi cittadini solo perché chiedono che vengano rispettati principi basilari di umanità.”

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