Oggi in piazza Unione Europea presidio promosso da Flc-Cgil. "Penalizza scuola pubblica, studenti e personale"
MESSINA – “Indebolisce la scuola pubblica e penalizza studenti e personale”. Iniziativa in tutte le piazze italiane contro la riforma governativa degli istituti tecnici. Anche a Messina sciopero e sit-in in piazza Unione Europea promossi da Flc Cgil (Federazione lavoratori della conoscenza) e Rete degli studenti medi.








“Con la riforma un taglio di 576 ore e una riduzione delle discipline di base”
Viene sottolineato dal sindacato: “La protesta è stata indetta per chiedere il rinvio della riforma dell’istruzione tecnica e l’apertura di un confronto reale con il mondo della scuola e con le parti sociali.
Esprimiamo forte preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici predisposta dal ministero dell’Istruzione e del Merito. La Flc evidenzia come il provvedimento comporti: un taglio complessivo di ben 576 ore nel quinquennio, una riduzione significativa delle discipline di base, un aumento della frammentazione dei percorsi”.
“Si sacrifica la qualità dell’istruzione tra eliminazione del biennio unitario ed eccesso di flessibilità”
“La riforma – osserva la segretaria generale della Flc di Messina, Patrizia Donato – nasce con l’obiettivo dichiarato di “avvicinare la scuola al mondo produttivo”, ma lo fa sacrificando la qualità dell’istruzione, la solidità culturale dei curricoli e la tenuta degli organici. L’eliminazione del biennio unitario, caratteristica unica negli istituti tecnici, l’eccesso di flessibilità affidato alle scuole e la spinta verso modelli formativi costruiti sulle esigenze delle imprese rischiano di produrre percorsi disomogenei, privi di una reale coerenza nazionale”.
“Niente geografia e seconda lingua, falcidiato l’ambito matematico”
Per la Flc, “preoccupa pure l’assenza di un quadro chiaro sulle classi di concorso e sulle ricadute occupazionali: senza un decreto attuativo completo, le scuole non possono programmare e i docenti non possono conoscere il proprio futuro professionale. Vengono sottratte materie come geografia e seconda lingua comunitaria, eppure la riforma dichiara l’intento di rafforzare il turismo. Si fa un gran parlare di discipline Stem ma le ore dell’ambito scientifico sono dimezzate e l’ambito matematico viene falcidiato. Sia il settore economico che quello tecnologico vedono ridursi drasticamente materie di indirizzo
fondamentali come diritto ed economia.
Flc Cgil: “Si mortifica il diritto alla formazione e vengono sacrificati posti di lavoro”
“Facilmente si comprende – evidenzia Donato – che vengono sacrificati posti di lavoro ma, soprattutto, si mortifica il diritto alla formazione di studenti e studentesse. La Flc-Cgil lotta da tre anni contro questo
disastro annunciato, con una azione di contrasto lunga e pervicace, fatta di documenti, audizioni al Senato, audizioni al ministero, convocazioni congiunte del comparto scuola e dirigenziale. Il tutto fino a
giungere alla denuncia del pasticcio emerso nella fase di definizione degli organici per il prossimo anno scolastico”.
