Dalle risorse mancanti ai problemi del reclutamento criminale. Il garante per l'Infanzia Costantino e il procuratore capo del Tribunale dei minori Pagano chiedono atti concreti
di Matteo Arrigo e Giuseppe Fontana
MESSINA – Quanto ha influito sul tessuto sociale la pandemia e quanto sta influendo tutt’ora la guerra, con l’arrivo dei rifugiati ucraini? Tanto, troppo. Un problema che riguarda tutto il Paese e a cui non sfugge Messina, che punta i fari sull’emergenza legata ai rischi sociali vissuti dai minori in ogni parte della città. Sono soprattutto le periferie a preoccupare, con una dispersione scolastica sempre maggiore. Le istituzioni puntano a collaborare e per farlo si sono incontrate oggi al Comune.
Pagano: “Serve impegno concreto”
Il presidente della VII Commissione consiliare, il consigliere comunale Dino Bramanti, ha ricevuto in Aula oggi Andrea Pagano, il procuratore capo del Tribunale dei minori di Messina, e Angelo Costantino, garante per l’infanzia. “Un incontro importante perché all’analisi sono convinto che seguirà un impegno concreto – ha dichiarato Pagano – perché le criticità sono tante. Ce ne sono di antiche, aggravate dal lockdown, e ce ne sono di recenti, con l’arrivo dei tanti bambini provenienti dall’Ucraina. Ciascuno con il proprio ruolo deve tradurre ciò che viene detto in impegno concreto”.
“Il numero di segnalazioni aumenta ogni giorno”
Pagano parla anche di numeri e criticità: “Il numero cambia ogni giorno. Posso dire che il numero di segnalazione che riceve il mio ufficio sul disagio dei minori sono passate da 700 a 1.000 e poi a 1.500. Con queste proiezioni ne avremo oltre 2.000 a fine anno. E sono disagi di vario tipo: la scuola, i reati, situazioni familiari conflittuali, ma anche disagi psichici e comportamentali. Le cause sono molteplici e al nostro ufficio arrivano segnalazioni di ogni tipo”. Il Procuratore spiega che le istituzioni devono far sì che la città si fidi di loro e che i messinesi, al contempo, devono affidarsi di più alle autorità.
Costantino: “La criminalità recluta minorenni”
Dello stesso avviso anche il garante per l’Infanzia, Angelo Costantino. “Non riusciamo a intercettare tutti, questa è soltanto la punta dell’iceberg di una condizione di disagio enorme che c’è in città – ci racconta, parlando poi della criminalità organizzata -. Messina ha un’emergenza mafia, anche se lo diciamo a bassa voce e spesso si pensa sia un problema di altre latitudini. Ma molti minori anche qui vengono reclutati tra le fila della criminalità, facendo leva sul bisogno, sulla possibilità di risorse immediate e di guadagno. Regala a questi minori un’identità, alterata e patologica, ma è qualcosa che noi Stato non riusciamo a dare loro”.
“Servono più risorse”
“La dispersione scolastica è poi allarmante – continua Costantino – ma è l’effetto. La causa qual è? Non riusciamo a fare prevenzione da una parte né fare il trattamento. Abbiamo bisogno di più risorse, di personale specializzato, anzi le istituzioni sanitarie hanno spesso una contrazione del personale. La linea del garante è stata sposata dal Tribunale dei minori e li ringrazio. Loro dicono che la giustizia minorile deve essere un balcone aperto sulla città. Serve il racconto di uno Stato non che reprime ma che accoglie e prova a salvare questi ragazzi dalla strada”.

Messina ha sempre avuto un problema mafia, quando veniva considerata provincia Babba.
Poi quando ci furono le prime faide,ci rendemmo conto che tanto Babba non era.
Adesso non ci sono le faide perché sono tutti d’accordo;anche su chi comanda lo stretto di Messina
Se si vuole affrontare seriamente il problema , bisogna iniziare a fare test antidroga nelle scuole soprattutto quelle dell’obbligo . La politica è cieca ,ma purtroppo anche gli ignari genitori degli alunni non vedono, ma……. la politica ha problemi più seri da affrontare risponderebbero i politicanti o politichesi.