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Regionali, il ruggito dell’Udc: «Almeno 3 consiglieri» – VIDEO

Mario Meliadò

Regionali, il ruggito dell’Udc: «Almeno 3 consiglieri» – VIDEO

giovedì 26 Agosto 2021 - 16:00

Conferenza stampa a Reggio per il presidente dello Scudocrociato De Poli: «Se l’Antimafia boccerà qualche candidato, vi diremo chi»

Il tempo incerto – nel senso meteorologico – ha deciso così.

All’ultimo istante, qualche ritardo e spostamento dal Piro Piro (lungomare Falcomatà) al Piro Bistrot (via Zecca) per la conferenza stampa del senatore Antonio De Poli.

Col presidente nazionale e commissario regionale dell’Udc c’erano anche il vicecommissario regionale Flavio Cedolia, il capogruppo uscente a Palazzo Campanella Pino Graziano, il segretario amministrativo Calogero Di Carlo, il commissario provinciale Paolo Arillotta e il neocoordinatore Giovani Udc Reggio Calabria Giovanni Sarica.

Leit-motiv: il cambiamento

Negli interventi di Arillotta e Cedolia, c’è un leit-motiv molto chiaro e ricorrente: l’Udc cambia pelle.

Il commissario provinciale
dell’Udc, Paolo Arillotta

…E come far diversamente!, coi guai giudiziari dell’assessore regionale uscente Franco Talarico (ex segretario regionale di lungo corso, già candidato alla Camera nel collegio reggino, è all’obbligo di dimora per l’inchiesta “Basso profilo”) e dell’ex consigliere Nicola Paris (ai domiciliari per l’inchiesta “Inter Nos”).

Un cambiamento «non solo di nomi, ma anche e soprattutto nel metodo» ad avviso di Paolo Arillotta.

Il vicecommissario regionale udc Flavio Cedolia

E Cedolia conferma: «Abbiamo aperto la fase congressuale e, per le Regionali, siamo impegnati a individuare le persone col profilo più adatto. Questo sarà il “primo tempo” della nostra azione di rinnovamento: alla Regione, saremo protagonisti se saremo credibili sui territori».

Graziano: faremo meglio che nel 2020

Siede al tavolo della conferenza stampa un “campione di preferenze” come Pino Graziano, 4.877 voti con l’Udc un annetto fa, già segretario-questore a Palazzo Campanella ai tempi (2005-2010) in cui ne conquistò 9.041 con la Casa delle libertà.

Giuseppe Graziano: per l’Udc
è il capogruppo alla Regione uscente

E il politico di CoriglianoRossano tocca i temi della Sanità («La Calabria manca di Sanità territoriale: le gioverà, come da nostra proposta, scinderla profondamente dall’ospedalità») e della forestazione («Calabria Verde deve cambiare nel profondo e svolgere l’opera di prevenzione degli incendi per cui è stata pensata»).

Soprattutto, Graziano insiste sulle potenzialità valoriali, certo, ma pure elettorali del suo partito. «Possiamo e vogliamo migliorare il risultato dell’anno scorso» afferma. E la cosa è impegnativa, visto che nel gennaio 2020 l’Udc ricevette oltre 52mila voti (6,8%) strappando due seggi.

La grinta di De Poli

da sx: Antonio De Poli, Giovanni Sarica, Flavio Cedolia

Com’è normale, è quello di Antonio De Poli l’intervento più atteso, oltre che quello conclusivo.
E il leader nazionale dello Scudocrociato conferma l’ipotesi-Graziano: «Abbiamo le persone giuste e il consenso per far meglio dell’anno scorso. Vedrete, avremo almeno un rappresentante per ciascuna circoscrizione elettorale», scandisce il parlamentare veneto.

Come riuscirci? Il “trucco” fondamentale, spiega lui, è «la particolare attenzione che stiamo mettendo per selezionare il nostro personale politico in Calabria, e nel Reggino specialmente».

Sui quesiti, beh, da politico navigato un po’ svicola.

Perché l’Udc a Catanzaro ha osteggiato Sergio Abramo, da oltre vent’anni un “pezzo da 90” del centrodestra cui appartiene i soggetti centristi, solo fino a una ventina di giorni fa? È l’ennesima democristianata in vista del voto?
De Poli lascia che risponda Graziano. Che fa riferimento a «scelte di politica squisitamente territoriale». Ma poi ammicca: «…Beh, c’entrano anche le Regionali».

Ma i voti si prendono coi candidati, no? E i runner udiccini, i vostri campioni di preferenze, Graziano a parte, a questo giro chi saranno?
De Poli sfodera una risposta che più democristiana non si può: «Ci saranno, certo, ci sono stati e ci saranno anche stavolta. Ma saprete i nomi solo quando ufficializzeremo le nostre liste».

«Se l’Antimafia ci boccerà qualche candidato, lo diremo»

da sx: Pino Graziano, Paolo Arillotta, Antonio De Poli

Ma soprattutto. L’Unione di centro rivendica Valori “nobili”. Però ha una situazione legalitaria recente “complicata” (basterebbe citare “Basso profilo”, l’inchiesta in cui risulta indagato lo stesso Lorenzo Cesa).
Se l’Antimafia “bocciasse” qualche candidato?

«Non accadrà, perché le verifiche alle quali abbiamo sottoposto i nostri candidati sono davvero stringenti. Ma se succedesse, è vero, l’interesse preminente è quello del cittadino-elettore… Quindi, in quel caso lo ammetteremo e diremo anche chi sono gli interessati».

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