Nei luoghi del disastro l'amarezza del sindaco Lo Giudice e gli impegni presi dal ministro Musumeci. Il capo della Protezione civile: "Salvate tante vite grazie alla sinergia tra istituzioni"
di Silvia De Domenico e Marco Olivieri
Santa Teresa di Riva il giorno dopo il disastro. 100 attività spazzate via dalla furia delle onde e un lungomare da ricostruire. Ecco il bilancio dei danni in uno dei paesi ionici più colpiti dal Ciclone Harry.
Ieri è stato il giorno della prima stima dei danni in Sicilia e nel Messinese dovuti al ciclone Harry. I sopralluoghi del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, con le dichiarazioni alla stampa nel lungomare distrutto di Santa Teresa di Riva, hanno preceduto la visita di oggi e domani del presidente della Regione Renato Schifani.
Da parte sua Musumeci ha spiegato che il Consiglio dei ministri si riunirà la prossima settimana e che proporrà di dichiarare lo Stato di emergenza nazionale. Con i presidenti delle tre Regioni colpite (Calabria, Sardegna e Sicilia) concorderà l’iter per un “veloce ripristino di ambienti sui quali si basa buona parte dell’economia estiva dei nostri territori. Lo so benissimo perché sono siciliano. Prima si ripristina e meglio è. L’interlocutore principale resta la Regione, anche se il Dipartimento nazionale è sempre presente per sostenere gli enti che avranno necessità di essere accompagnati in una procedura che non può che essere celere. Ma anche trasparente”.
“Dovremmo chiederci quante vite abbiamo salvato grazie alla previsione e alla prevenzione”
E il capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, ha evidenziato: “Le stime dei danni a neanche 24 ore dalla fine dell’evento non possono che essere parziali. Però vorrei sottolineare una cosa ancora più importante rispetto ai numeri. L’elemento fondamentale è che i sistemi di protezione civile regionali, le prefetture e i sindaci, hanno funzionato in sinergia”.
“Non c’è stata nessuna perdita – ha aggiunto il capo della Protezione civile – mentre noi spesso siamo abituati a conteggiare i morti. Dovremmo invece chiederci quante vite abbiamo salvato grazie alla previsione e alla prevenzione, partendo dai sindaci, autorità locali di protezione civile, fino al Dipartimento nazionale. Questo è uno di quei casi virtuosi di perfetto funzionamento del sistema”.
“Il ripristino delle attività economiche è una priorità”
Poi è toccato al dirigente generale della Protezione civile regionale Salvatore Cocina: “La seconda fase dell’emergenza servirà per la stabilizzazione di quanto messo in sicurezza e danneggiato. Soltanto poi si passerà alla ricostruzione che sarà affrontata con la nuova legge predisposta dal ministro Musumeci. E che prevede somme importanti. Abbiamo stimato danni per almeno 740 milioni di euro. il disastro riguarda centinaia di chilometri di litorale su cui insistono centinaia di attività economiche. Da domani c’è il problema di ripristino di queste attività economiche, non soltanto quella delle strade e dei lungomari”.
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Sopra ogni cosa l’amarezza del sindaco di Santa Teresa Danilo Lo Giudice: “Stiamo vivendo una situazione disastrosa. Il lungomare è compromesso nella quasi totalità. Ancora il 30 per cento dei cittadini non ha l’elettricità. E manca un bypass per completare il ripristino della condotta idrica. Stiamo rifornendo i cittadini con le autobotti. La priorità è dare aiuto e assistenza alla popolazione per tornare alla normalità”.
