Assemblea pubblica l'11 ottobre per scongiurare il trasferimento del patrimonio storico custodito per secoli
La comunità messinese si mobilita per difendere il proprio Archivio storico. Migliaia di documenti preziosi e antichissimi, tra cui il fondamentale Atto di fondazione dell’Università e l’intera documentazione che racchiude la storia della città dello Stretto, sono a rischio di un trasferimento coatto a Catania.
La vicenda nasce dalla perdurante situazione di incertezza che circonda l’Archivio di Stato di Messina, attualmente sottoposto a sfratto e in attesa di una nuova sede definitiva. Sebbene l’ente sia alla ricerca di una sistemazione idonea in città, l’ombra del trasferimento dei preziosi faldoni nel capoluogo etneo si è fatta concreta, sollevando un’ondata di indignazione e protesta.
Il grido d’allarme
“Una scelta assolutamente vergognosa e umiliante” – dice Lelio Bonaccorso, promotore dell’assemblea -, “un saccheggio del patrimonio culturale messinese, come se non ci fossero magazzini in città che possano custodire il nostro patrimonio”.
Per dire no con fermezza a questa soluzione e per chiedere che il patrimonio rimanga a Messina, è stata indetta un’Assemblea Pubblica per la difesa del patrimonio storico messinese.
L’appuntamento in piazza
L’appuntamento è fissato per sabato 11 ottobre alle ore 11 in Piazza Municipio.
L’obiettivo dell’assemblea è duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità della situazione e fare pressione sulle istituzioni affinché si trovino soluzioni locali e immediate per la custodia dei documenti, scongiurando il trasferimento a Catania.
L’invito alla cittadinanza, ai ricercatori, agli studenti e a tutte le associazioni culturali è quello di partecipare numerosi per lanciare un segnale inequivocabile: #lastoriadimessinanonsitocca.
La comunicazione
Intanto l’Archivio di Stato “comunica che a partire dall’8 ottobre, a causa dell’imminente trasloco presso altra sede, il servizio di ricerca per corrispondenza sarà momentaneamente sospeso. Sarà ancora possibile effettuare la consultazione in Sala di Studio fino a venerdì 10 ottobre. A partire da lunedì 13 ottobre tutte le attività di Sala di Studio (ricerca in sede, servizio di reference, consultazione, visite guidate) saranno momentaneamente sospese. Eventuali richieste inerenti altri settori potranno essere inoltrate alla mail istituzionale: as-me@cultura.gov.it”.

Tranquilli, se ne sta occupando l’ Onorevole Germanà stiamo sereni……. forse…… ah dimenticavo, lui sa solo parlare del ponte
Sig.Sindaco, deputato nazionale e regionali, politici di qualsiasi livello di rappresentanza, che aspettate ad intervenire? Ne avete amor proprio? E’ una soluzione talmente vergognosa, che si commenta da sé’!
Non mi si dica che non ci sono possibilità di locali idonei in una città che purtroppo appare avviata al declino. E’ questo in fondo il desiderio ,a me pare,non tanto nascosto di chi regge a livello regionale le sorti della nostra comunità?
Datevi una mossa.
Indubbiamente una priorità
Che vergogna,ancora una volta Messina depredata della sua storia, perché nessuna autorità interviene? Con tanti luoghi non abitati non si trova chi offre una soluzione? Quanti metri quadrati sono necessari per accogliere l’archivio? La città deve sapere perché non si è trovato in tempo un luogo adatto visto che se ne parla da mesi.
È da tempo che Catania e Palermo depredano Messina.
Ah, dimenticavo: ora ci pensa Germanà
Distretto Militare, Banca d’Italia, Arsenale (dopo tremila anni, il Nauloco, Marisicilia….)
Tutto sparito. Ottima e lungimirante classe politica!