«Sono stati utilizzati criteri iniqui che congelano la situazione al 2003, l'Università di Messina e gli altri atenei del meridione svantaggiati dal decreto porteremo la 'questione meridionale' a Roma»
Tuona il rettore Francesco Tomasello, e lo fa contro quello che può essere definito il “sacco universitario”. Per il Sud, ovviamente.
Al centro della polemica il tanto discusso “Pacchetto Università”, varato per decreto del Consiglio dei Ministri, che ha visto l’Università di Messina, ma anche altri 20 atenei del meridione (tra questi anche “La Sapienza” di Roma) fortemente penalizzati per quanto riguarda la ripartizione dei fondi FFO destinati alle Università e criteri utilizzati per la definizione degli stessi.
Sono tanti i punti criticati dal Rettore Tomasello: «si va dalla comunicazione della ripartizione dei fondi data alla stampa e non agli interlocutori stessi, alla decisione tardiva dei criteri che, scelti appena un mese fa, non hanno dato la possibilità alle Università di adeguarsi. Inoltre questi criteri congelano la situazione al triennio 2001-2003 e non certamente allo stato attuale. Non sappiamo se il nostro Ateneo sia migliorato o peggiorato rispetto a tale data, è sicuro che si tratta di indici iniqui e non attuali».
E pensare che la conferenza stampa odierna era stata già pensata dall’Università per presentare i dati esposti dal Rettore ai senatori della settima commissione, durante l’audizione dell’8 luglio scorso a Roma. Poi, venerdì scorso, la batosta-Gelmini.
Una situazione che non possiamo non definire tragica se consideriamo che il contesto universitario va ad inserirsi in un ottica più ampia che vede un futuro lavorativo nero per gli studenti degli atenei del meridione, non più supportati da una formazione valida e scarsamente considerata nei piani nazionali.
Tomasello pone l’accento anche sulla questione di immagine, per l’Università di Messina, che ne esce fuori da tali provvedimenti: «l’opinione pubblica è stata indotta in errore nel momento in cui la classifica è stata stilata insieme al Decreto per l’istituzione dell’Agenzia Nazionale di Valutazione (ANVUR), che è stata fortemente voluta con carattere di terzietà e altissima impazialità. Molti hanno ritenuto dunque che fosse una classifica resa nota dall’Anvur, che invece non è ancora stata costituita».
E proprio a proposito dell’opinione pubblica, non è trascurabile il fatto che tale classifica è resa nota proprio in uno dei periodi più importanti dell’anno accademico, quello delle immatricolazioni, fatto che non servirà certo ad attrarre a sé futuri iscritti.
Tomasello promette quindi battaglia nei prossimi mesi, annunciando una unione con gli altri Atenei penalizzati e ponendo al Ministero, nella persona del ministro Maria Stella Gelmini, la questione universitaria meridionale: «lei conosce la situazione, busseremo a tutte le porte affinché si rivedano i criteri e la distribuzione delle risorse. La svolta per il Sud ci sarà e da qui a fine anno giocheremo una partita difficile, sapendo però di avere le carte in regola per vincerla».
Foto di Dino Sturiale
