Il sindaco Basile e Cateno De Luca presentano il bilancio della partecipata
MESSINA – Tocca alla Patrimonio Spa presentare i propri risultati nel consueto punto stampa settimanale di Sud chiama Nord, con il sindaco Federico Basile e l’ex sindaco Cateno De Luca al fianco degli assessori Alessandra Calafiore e Roberto Cicala e con il presidente della partecipata, Maurizio Cacace.
Il sindaco Basile ha aperto i lavori: “La Patrimonio fa un grande lavoro sulla valorizzazione del nostro patrimonio e va fatto non come strumento economico ma si riqualificazione della città. È un valore aggiunto che sta normalizzando un settore mai preso in considerazione”.
Al suo fianco l’assessora Alessandra Calafiore: “Quando ci siamo insediato la situazione era drammatica. Tra le situazioni più difficili c’era la questione di 130 persone che vivevano nelle scuole occupate. Abbiamo dato inizio a un’attività importante di riqualificazione e di assegnazione di alloggi”. L’assessora ha citato i 5 mioni di euro di finanziamento per la ristrutturazione dell’ex scuola Foscolo-Bordonaro, ma anche i progetti sugli alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) e i bandi per l’assegnazione degli alloggi. E ancora: “Nel frattempo la Patrimonio ha lavorato e sta lavorando per reperire alloggi. Abbiamo cambiato la dinamica sulle politiche della casa, anche attraverso le misure di supporto messe in campo. Penso al progetto Home per il sostegno all’affitto. Ci sono soluzioni calibrate sulle esigenze della città. Il mio assessorato lavora di pari passo con quello del collega Cicala e con la Patrimonio Spa”.
L’integrazione della società
E Cicala ha aggiunto: “La Patrimonio oggi è una società perfettamente integrata e svolge la propria attività in maniera autonoma. Nasce in un momento in cui questi servizi mancavano ed è riuscita a diventare indispensabile”.
I numeri
Dopo di lui il presidente Maurizio Cacace: “Nella relazione di inizio mandato del 2018 del sindaco De Luca è mostrata la mancanza di un inventario degli immobili, che non erano catastati e non c’era un elenco di valorizzazione. Gli immobili Erp non venivano gestiti in maniera fluida, mancava il recupero dei crediti. La Patrimonio Spa è nata per questo. Dopo le difficoltà iniziali e la messa in liquidazione risolta nel 2022 la società ha subito una crescita continua. Ci sono 9 dipendenti, 22 borsisti, un direttore generale. Sotto il punto dei vista dei beni immobili la società ha implementato un software per l’inventario. Ci sono quasi 200 schede digitali di immobili. Ci siamo occupati di questo inventario anche grazie a un progetto Pcto con la scuola Jaci”.
Poi il presidente ha citato i beni confiscati alla mafia (“21 assegnati su 23”), i lavori del secondo PalaGiustizia, la nuova sede della VI Municipalità e la futura sede della VII, la progettazione del campo sportivo Bonanno, oltre all’attività ordinaria con il supporto alle altre partecipate e ai dipartimenti. Infine “i fondi Pinqua. Abbiamo acquistato 60 alloggi, 50 da realizzare e 10 già consegnati, e abbiamo 125 immobili in corso di valutazione”.
La riflessione di Cateno De Luca
A concludere è stato Cateno De Luca, che ha ripercorso la storia della nascita della Patrimonio, dalle “dimissioni simulate” del 2019. L’ex sindaco ha spiegato: “Una delle mie dimissioni fu causata dalle scintille per la nascita della Patrimonio Spa, che poi è nata con una bella delibera di Consiglio comunale. Ma nel frattempo i problemi sono stati vari. Il patrimonio è una delle zavorre dei Municipi, ma deve diventare una risorsa e solo se censito si può fare. A Messina anche la Corte dei conti guardava alla mala gestio del patrimonio. Ora già dal 2022 c’è in +20 milioni. Non è una cifra banale, è un elemento tangibile di come la Patrimonio Spa sta mettendo in evidenza l’elemento chiave del passato. Così confermiamo la necessità di questa società che oggi fa un lavoro sporco, perché è un lavoro ordinario che non era mai stato fatto. Ho lo stesso problema a Taormina. Queste scelte si misurano nel tempo, ma anche con la bontà del l’approccio. Non so può cavalcare il pregiudizio per bloccare iniziative indispensabili. Ci dicevano che avrebbe dovuto farlo il dipartimento, ma il Comune, con il Piano di riequilibrio che galleggiava, non poteva assumere nessuno. Oggi, con questa strategia, abbiamo ottenuto risultati tangibili. Oggi la normalità è un successo”.
