Limosani: "L'azzardo di Basile l'unico atto di coerenza possibile"

Limosani: “L’azzardo di Basile l’unico atto di coerenza possibile”

Autore Esterno

Limosani: “L’azzardo di Basile l’unico atto di coerenza possibile”

giovedì 12 Febbraio 2026 - 08:30

L'economista sostiene la mossa del sindaco dimissionario e ricandidato: "Un mandato pieno per trasformare Messina in un laboratorio per la Sicilia"

MESSINA – L’economista Michele Limosani interviene sulle dimissioni di Federico Basile. L’ordinario di Unime ha aderito di recente al progetto di Cateno De Luca del “governo di Liberazione”.

Di seguito il suo intervento.

Le dimissioni di Basile secondo Limosani

C’è una sottile differenza tra il tramonto di un’esperienza amministrativa e la scelta deliberata di resettare il sistema per evitare l’eclissi. Le dimissioni di Federico Basile, piombate nel dibattito cittadino con il peso di un macigno, non appartengono alla categoria delle rese, ma a quella — rara in questa terra — della strategia d’attacco. Chi riduce questa scelta a un capriccio o a un diktat esterno dimostra di non aver compreso il cambio di paradigma in atto: Messina non è più un feudo da gestire, ma la testa di ponte di un modello di governo che punta a scardinare gli equilibri regionali.

“Basile toglie il potere ai partiti tradizionali e lo restituisce, intatto, ai cittadini”

Nelle sue dichiarazioni sulle dimissioni da sindaco della città di Messina, Basile ha affermato che l’assenza di una solida maggioranza in Consiglio rischia di rallentare l’azione dell’amministrazione in una fase di rilancio strategico di cui si avverte il bisogno. E’ vero che nel passato il Consiglio ha di fatto approvato, tra meline ed estenuanti negoziazioni, la stragrande maggioranza dei provvedimenti avanzati dal governo locale. Ma è altrettanto vero che la pistola carica è sempre sul comodino, pronta ad essere utilizzata, qualora equilibri politici regionali e nazionali ritengano sia arrivato il momento di azzoppare o porre fine all’esperienza del governo autonomista e civico in città (vedi la minaccia di sfiducia al sindaco). Tutto ciò non è più sostenibile. Basile avrebbe potuto continuare portando a casa provvedimenti “col lanternino”. invece, ha scelto il “patto di verità”. Dimettendosi, il sindaco disinnesca la potenziale arma del ricatto: toglie il potere ai partiti tradizionali e lo restituisce, intatto, ai cittadini. È un atto di igiene democratica: meglio un breve commissariamento oggi che un’agonia amministrativa lunga più di un anno.

Le dimissioni di Basile sono dunque finalizzate innanzitutto a proteggere il futuro di Messina e chiedere ai cittadini di scegliere, senza filtri, la velocità con cui questa città deve correre. La città ha conosciuto un profondo cambiamento, innegabile, sotto gli occhi di tutti, ma che necessita di essere ulteriormente esteso, rilanciato, rinvigorito, anche alla luce delle nuove ed esaltanti sfide che ci attendono. Un’esperienza, ancora, che va salvaguardata nella sua essenza, “autonoma” e “civica”. Autonoma non nel senso di una città isolata. Al contrario, significa andare a Roma e a Palermo non col cappello in mano come emissari di partiti nazionali, ma con la forza di una città che ha deciso da sola il proprio destino. Civica nel senso di una città tenuta al riparo dalle influenze e dalle pressioni di quelle forze politiche che ancora oggi sono fautrici di logiche e dinamiche che in passato hanno condotto alle condizioni di precarietà e al “fallimento” la nostra città.

“La richiesta di un mandato pieno per trasformare Messina da laboratorio a modello per tutta la Sicilia”

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che Messina sia solo un mezzo per le ambizioni regionali di De Luca che ha presentato e declinato gli obiettivi del movimento “Ti Amo Sicilia” a Caltagirone lo scorso 18 gennaio. La verità è l’opposto. Il progetto presentato a Caltagirone — un governo regionale civico, autonomo e progressista — è lo scudo necessario per la nostra città. Senza una Regione che cambi marcia, Messina resterà sempre un’isola nell’isola, frenata da una burocrazia siciliana che non ci appartiene. Portare il nostro “modello Messina” a Palermo è l’unico modo per dare ossigeno ai risultati raggiunti qui. Bisogna ribaltare la percezione che le dimissioni siano un disinteresse per la città: Stiamo chiedendo a Messina di diventare il motore della Sicilia. Se il modello di buon governo che abbiamo costruito qui vince di nuovo con forza, non saremo più noi a dover chiedere il permesso a Palermo o Roma, ma saranno loro a dover seguire il nostro esempio. Votare oggi significa dare a Messina un peso politico che non ha avuto negli ultimi 40 anni.

Certo, la strada è rischiosa. Se Messina risponde “presente”, l’esperienza del civismo autonomista diventa un’onda inarrestabile pronta a travolgere la Regione. Se fallisce, il progetto si spegne. Ma è proprio in questo rischio che risiede la grandezza della scommessa: Basile non gioca per restare a galla, gioca per cambiare le regole del gioco. Ridare la parola ai messinesi in anticipo non è una fuga, è una chiamata alla responsabilità. È la richiesta di un mandato pieno per trasformare Messina da laboratorio a modello per tutta la Sicilia. In un panorama politico fatto di “uomini di paglia” e poltrone incollate, la scelta di Basile profuma di una libertà che, a queste latitudini, non conoscevamo da tempo.

Michele Limosani

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13 commenti

  1. Grande Limosani,parole e motivazioni corrette,contro una vecchia politica che non fa altro che starnazzare,senza nulla di costruttivo,sapevano già da tempo delle dimissioni,ed ancora sia destra che sinistra non hanno alcun candidato,questo la dice lunga di come agiscono i partiti,se poi i candidati sono quelli che leggiamo,veramente si tratta di tornare indietro di 10 anni.Ha ragione il Prof. Limosani bisogna dare impulso e sviluppo alla città.confermando lo stesso sindaco,e non ritornare alla vecchia politica che ha portato allo sfascio della città,il comune era una mucca da mungere,oggi non c’è più latte da mungere,e quindi De Luca.e Basile sono il bersaglio da abbattere,quando andrete a votare,pensate alla mucca e saprete per chi votare.

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  2. “Basile toglie il potere ai partiti e lo restituisce ai cittadini” ? Assurdo
    Messina libera e democratica!

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  3. Un’ottima copertura teorica di dottrina politica a una operazione che, malgrado i tentativi di ammantarla diversamente, è strumentale solamente alla sopravvivenza politica di De Luca tramite il mantenimento del feudo elettorale di Messina: città feudo, e popolazione feudo, è l’unica equazione che spiega l’azione del feudatario De Luca (in tutto questo, Basile è un valvassino esecutore).

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  4. Ovviamente la riconferma con un consiglio comunale blindato è un biglietto per le regionali e chissá per le nazionali.
    Nessuno scandalo, é la politica.

    Giocando di anticipo ha piú tempo per preparare una squadra convincente.

    I programmi tanto li conosciamo.

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  5. Peccato che questa decisione gli è stata calata dall’ alto, basta questo per dubitare della …. bontà della scelta.

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  6. VERAMENTE SIMPATICO QUESTO ECONOMISTA.
    Messina è l’unico grande comune italiano con un disavanzo che, invece di ridursi, si allarga costantemente. E sotto il tappeto c’è una massa debitoria monstre.
    C’era una volta il “Modello Messina“, la favola bella del risanamento finanziario raccontata a reti unificate per tutto il mandato del sindaco Federico Basile. La narrazione ufficiale, da Libro Cuore dell’amministrazione locale, fissa la data storica al 31 luglio 2023: la Corte dei Conti approva il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale. “Siamo fuori dalle secche del dissesto“, esultano i salvatori della patria a Palazzo Zanca, “E ci hanno fatto anche i complimenti” dichiara un commosso Cateno De Luca. Peccato che, a leggere le carte dei magistrati contabili e non i comunicati stampa della giunta, la “sana gestione” somigli più a un castello di carte.Messina è l’unico grande comune italiano con un disavanzo che, invece di ridursi, si allarga costantemente. il famigerato Piano di Riequilibrio non è la medaglia da appuntarsi al petto in campagna elettorale, ma la proverbiale libertà vigilata. I magistrati contabili l’hanno approvato con riserva, allegando un avvertimento grande quanto lo Stretto: non usatelo come escamotage per eludere il dissesto. Anche perché sotto il tappeto c’è una massa debitoria monstre. Se sommiamo i debiti fuori bilancio, le passività latenti e le voragini delle società partecipate, superiamo agilmente gli 800 milioni di euro (partendo dai circa 550 milioni stimati nel 2018). Il Principe de Curtis/Totò direbbe:
    ALL ANIMA CHE SINDACO – ALL ANIMA CHE ECONOMISTA!!!!!!!!

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  7. Nobili parole, ma chi conosce un po’ come va il mondo sa come funzionano queste cose, soprattutto in Sicilia, la terra del Gattopardo.
    Ci ricordiamo delle novità dirompenti rappresentate, nel tempo, da Lombardo e da Crocetta e da come sono andate a finire???
    E De Luca è un romantico Don Chisciotte o un abile e interessatissimo stratega (domanda pleonastica)???

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  8. Prof. Limosani le parlerò senza filtri. Lei parla di “strategia d’attacco” ,di “cambio di paradigma” e “mandato pieno” e per finire di “laboratorio per tutta la Sicilia”. Certo tutte le opinioni sono rispettabili ma le sue al pari di altre apparse sulla stampa locale sembrano colpite da un effetto Rashomon. Ho come l’impressione che si voglia confondere l’elettore che sicuramente a Messina non va a votare perchè forse come anche in altre Città non guarda ai fondamentali delle cose che interessano la collettività. Ma adesso è diverso. E lei a quanto capisco con la sua adesione al partito di Basile vorrebbe sposare la causa di chi ha sfigurato la città con piste ciclabili inutilizzate, ha creato parcheggi nelle principali arterie di scorrimento dove sono presenti i principali nosocomi della città, ha gettato e poi lasciato nello scompiglio il principale mercato cittadino, e che ha ritenuto con ordinanze che non ha mai fatto rispettare di gettare i cittadini del centro città e della zona nord e sud nel caos notturno della musica ad alto volume. AUGURI.

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  9. Tradotto… vuol dire: pieni poteri a De Luca!

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  10. EGREGIO LIMOSANI CON TUTTO IL RISPETTO PER LEI ,MA NON MI È PROPRIO PIACIUTO QUESTO “INCENSIMENTO “/ AL DUO BASILE / DE LUCA 😖….. STRANO CHE IN TUTTO QUESTO PROGRESSO CHE CI PROSPETTA LEI ,NON ABBIA MINIMAMENTE CITATO IL PONTE ,VISTO CHE NE È SOSTENITORE PROPRIO PER L’ ECONOMIA DI MESSINA CHE UN TEMPO NON VEDEVA TANT’ È CHE NE HA FATTO PURE UN LIBRO🤔 ….VABBE’ HO CAPITO CHE DE LUCA E BASILE LE HANNO FATTO CREDERE CHE TUTTO È POSSIBILE , VISTE LE MIRABOLANTI IMPRESE FATTE A MESSINA …..DA CITTADINA IN TUTTO QUESTO BAILLAMME POLITICO ,HO CAPITO UNA COSA CHE RIASSUMO CON UNA CITAZIONE DEL FILOSOFO MONTESQUIEU CHE HA CITATO SPESSO ANCHE LEI…CHIUNQUE ABBIA POTERE È PORTATO AD ABUSARNE,EGLI ARRIVA FIN DOVE NON TROVA LIMITI..PERCHÉ NON SI POSSA ABUSARE DEL POTERE OCCORRE CHE IL POTERE ARRESTI IL POTERE …..E IL POTERE CE L’ ABBIAMO ADESSO NOI ,COME CITTADINI ELETTORI, DI DECIDERE IN PIENA AUTONOMIA DI PENSIERO SENZA CONVINCIMENTO ALCUNO,SE LASCIARLO ANCORA A CHI NE HA ABUSATO😤

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  11. Ma quanti filosofi,ed economisti esistono in questa città,ma dato che siete così bravi e così addentro alle cose perchè non vi candidate,risolveremo cosi in un sol colpo tutti i problemi della città,adesso siamo pieni di debiti,se fosse vero l’opposizione ne avrebbe sicuramente parlato. Il problema a Messina è De Luca,e nessun altro,purtroppo nessuno è profeta in patria.

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  12. detto da uno che ha perso tutte le elezioni a cui si è candidato fa sorridere!

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  13. Cosa non si fa per un posto al sole.

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