Passaggio decisivo nella consulenza su Giuseppe, 36enne messinese morto nel viaggio in ambulanza da Messina a Corleone
Messina – Sono poche righe ma aprono uno spiraglio per la famiglia del 36enne Giuseppe Augliera, morto nel viaggio in ambulanza da Messina a Corleone dove lo attendeva il ricovero per Tso. Sono quelle contenute nel dossier dei medici incaricati dalla Procura di Corleone di esaminare le cartelle mediche del caso e i risultati dell’autopsia sul corpo del messinese.
Le novità
La consulenza, ora nelle mani del magistrato titolare del caso, indica infatti che “(…) le condotte sopra descritte appaiono tecnicamente riconducibili a imperizia nella valutazione e gestione del rischio clinico e nella pianificazione del trasferimento, con necessità di apprezzarne la gravità alla luce dei criteri normativi e giurisprudenziali applicabili”.
Troverebbe fondamento, quindi, il sospetto del padre e della sorella di Giuseppe, secondo i quali qualcosa era andato storto, durante il viaggio in ambulanza, disposto perché negli ospedali messinesi non c’era posto per il trattamento sanitario obbligatorio di Giuseppe. La consulenza andrà ora al vaglio del pubblico ministero Umberto Poiatti che la valuterà insieme ai risultati degli altri accertamenti disposti, per ricavare un primo quadro su eventuali responsabilità nella morte del ragazzo. Come, per esempio, l’analisi del diario di bordo del 118 che ha effettuato il trasferimento, per valutare il comportamento dei sanitari a bordo. L’obiettivo è stabilire se quella morte poteva essere evitata.
Sette indagati
Al momento il fascicolo di inchiesta conta sette indagati per omicidio colposo, ovvero tutti i sanitari che si sono occupati di Giuseppe prima dell’arrivo a Corleone, difesi dagli avvocati Salvatore Papa, Giovanni Caroè, Toni Cappadona, Antonino Triolo.
E’ stato proprio l’ospedale che aveva dato la disponibilità per il ricovero in Tso, negato invece all’ospedale Papardo di Messina, a inviare una prima informativa ai Carabinieri, alla quale si era aggiunta la denuncia presentata dalla famiglia del 36enne.
La denuncia
A dare il via agli accertamenti la denuncia del padre e della sorella di Giuseppe, assistiti dall’avvocato Tancredi Traclò, (leggi qui i molti dubbi della famiglia) su quel che è accaduto in quei concitati giorni di fine ottobre 2025. E non riescono a darsi pace della scomparsa del ragazzo. “Giuseppe era in perfetta forma fisica – ha spiegato la sorella subito dopo il decesso – abbiamo richiesto l’aiuto della sanità pubblica per i suoi problemi psichiatrici, volevamo farlo stare meglio invece ci è stato strappato per sempre”.
I dubbi della famiglia
Il 36enne era in cura psichiatrica da anni ma i farmaci avevano stabilizzato le sue condizioni e viveva sereno con il padre, tra la passione per la pesca e quella per la sua amata Inter. Con l’arrivo dell’autunno aveva accusato degli alti e bassi umorali ed era stato ricoverato un paio di giorni al Papardo, con ricovero volontario. La situazione si era però fatta ingestibile, Giuseppe si era allontanato, facendo preoccupare i genitori, ed era stato disposto il Tso. A Messina non c’era però disponibilità al ricovero ed è stato trasferito a Corleone, dove i medici non hanno potuto fare altro che dichiararne il decesso.
