Raddoppio Messina – Catania, nasceranno il nodo di Alcantara e la stazione sotterranea di Taormina

Raddoppio Messina – Catania, nasceranno il nodo di Alcantara e la stazione sotterranea di Taormina

Marco Ipsale

Raddoppio Messina – Catania, nasceranno il nodo di Alcantara e la stazione sotterranea di Taormina

giovedì 12 Marzo 2026 - 08:30

Ecco come cambieranno i collegamenti tra Letojanni, Taormina e la Alcantara - Randazzo

“La giunta regionale ha deciso di accogliere la richiesta dei sindaci dei Comuni interessati dai lavori (Furci Siculo, Itala, Letojanni, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Scaletta Zanclea e Taormina) e, quindi, di non modificare il progetto originario che comprende l’interconnessione Letojanni e il mantenimento della linea attuale Letojanni-Alcantara”.

Poche righe all’interno di un altro comunicato, quello sul progetto del tapis roulant tra la stazione e l’aeroporto di Catania, per una notizia che invece merita molto più risalto dopo che nei mesi scorsi i sindaci avevano protestato contro il cambio di rotta della Regione, che aveva deciso di mantenere la vecchia linea storica da Letojanni a Messina Giampilieri.

E cosa prevede il progetto originario? Il nuovo tracciato raddoppiato è quasi totalmente all’interno delle montagne, abbandonando la storica linea che accarezza il mare per dare spazio alla velocità.

Il nodo Alcantara

La vera novità sarà la creazione di un grande polo di scambio nella zona di Trappitello. La nuova stazione Alcantara-Giardini non sarà solo una fermata, ma il vero baricentro logistico del comprensorio. A differenza del passato, la nuova stazione di Alcantara sorgerà in un’area pianeggiante a ridosso dello svincolo autostradale, una collocazione scelta per sfruttare ampi spazi esterni, impossibili da ricavare sulla costa, destinati a parcheggi e terminal bus, trasformando la fermata in un nodo di scambio tra gomma e rotaia.

Taormina raddoppia: tra sotterraneo e storia

Per la “Perla dello Jonio” il futuro è su due livelli. Da una parte ci sarà la nuova stazione di Taormina Sotterranea, una “cattedrale” scavata nella roccia sotto il Monte Tauro, accessibile tramite ascensori e tunnel pedonali dal centro città. Dall’altra, su pressione dei sindaci, resterà attiva la stazione storica di Taormina-Giardini, che sarà servita da un sistema ad “anello”.

Per non isolare la storica stazione sul mare, il progetto prevede un sistema di circolazione a “circuito” che permetterà di servire la costa senza rallentare i treni veloci. I convogli regionali provenienti da Catania potranno lasciare il nuovo tracciato in galleria all’altezza di Letojanni, imboccando l’interconnessione che li riporterà sulla linea storica. Da qui, il treno potrà fermarsi a Letojanni e poi nella stazione Liberty di Taormina-Giardini, offrendo ai viaggiatori il tradizionale panorama costiero.

Una volta completata la fermata sul mare, il treno continuerà la sua corsa verso sud fino a ricongiungersi con la nuova linea principale nel Polo di Alcantara. Questo meccanismo a senso unico è stato studiato appositamente per evitare le inefficienze dei “testa-coda”: se i treni dovessero entrare e uscire dallo stesso punto ad Alcantara, il macchinista sarebbe costretto a spostarsi da una cabina all’altra a ogni corsa, causando soste tecniche di diversi minuti che bloccherebbero il traffico. Grazie a questa “asola” ferroviaria, invece, il flusso resta continuo e la stazione storica rimane integrata nella rete moderna come una fermata panoramica di pregio.

L’interconnessione di Letojanni e il nodo Randazzo

L’interconnessione di Letojanni è stata quindi salvata per evitare l’isolamento della costa in una zona turistica. Un passaggio anche per un ipotetico ritorno dei treni commerciali da Randazzo. Nel punto in cui la ferrovia della Valle Alcantara incontra la costa, il nuovo raddoppio è già profondamente sepolto sotto la montagna. È fisicamente impossibile collegare un binario che corre in superficie con uno che si trova decine di metri sottoterra in galleria.

L’interconnessione di Letojanni funge quindi da unica rampa di accesso: il treno è costretto a risalire la costa verso nord per trovare l’imbocco che gli permette di ‘scendere’ tecnicamente nel tracciato veloce e invertire la rotta verso Catania. Ma questo movimento serve solo a ‘posizionare’ il treno sui binari giusti. Per un passeggero che viene da Randazzo e vuole andare a Catania, restare a bordo durante questa risalita verso Letojanni sarebbe una perdita di tempo. Più conveniente scendere alla fermata di Alcantara-Giardini (Trappitello) e cambiare treno lì.

Perché solo verso Catania e non anche verso Messina

Ma perché non è previsto un innesto simile anche verso Messina? La risposta, oltre alla priorità di collegamento con l’aeroporto, sta nella “geometria” del raddoppio: l’interconnessione di Letojanni è stata progettata come uno scivolo a senso unico che si stacca dalla galleria principale con una curva rivolta esclusivamente verso Catania. Realizzare un innesto anche verso nord avrebbe richiesto lo scavo di ulteriori tunnel e complessi bivi sotterranei, con costi e impatti ambientali giudicati insostenibili. Di conseguenza, mentre i treni da Catania possono “uscire” per servire la costa, quelli provenienti da Messina devono necessariamente restare nel tracciato veloce sotterraneo fino ad Alcantara.

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