La storia della casa fatiscente in via Arezzo. La signora Loredana Mento racconta che, per un'altra casa, le avevano detto di “approfittarne rapidamente, prima che gli ex inquilini rientrassero”
L’affondo della senatrice Dafne Musolino, la replica dell’ex assessora Alessandra Calafiore, ora le parole della diretta interessata, la signora Loredana Mento, che parla di una situazione nota già dal 2020, in periodo di Covid e didattica a distanza. “I miei figli erano costretti ad alternarsi tra una stanza e i gradini delle scale, con il rischio costante che si staccassero calcinacci dal soffitto della terrazza. Mi dicevano ‘manderemo la squadra’, ‘a breve inizieranno i lavori’, ma nei fatti sono stata solo rimbalzata da un ufficio all’altro, tra numeri di telefono inesistenti e segreterie che allungavano i tempi all’infinito».
La denuncia tocca due episodi. Il primo riguarda la proposta di una casa all’isolato 13: «Mi dissero di approfittarne rapidamente, prima che ‘gli ex inquilini rientrassero’. Volendo garantire un ambiente sicuro e senza conflitti alla mia famiglia, ho legittimamente rifiutato». Subito dopo, la convocazione da parte dei servizi sociali per valutare l’affido dei minori. «Io e il mio compagno eravamo sotto shock. Quando l’assistente sociale ha capito che eravamo lì per un problema di infiltrazioni d’acqua e di spazi inadeguati, si è messa a ridere».
Ad oggi – conclude – «i lavori sono stati sempre rimandati e viviamo tra abbassamenti di tensione improvvisi, prese elettriche che saltano, muffa ovunque e pezzi di soffitto che crollano».
