Rottamazione quinquies, Basile contro Amata e Germanà: "Disinformazione"

Rottamazione quinquies, Basile contro Amata e Germanà: “Disinformazione”

Redazione

Rottamazione quinquies, Basile contro Amata e Germanà: “Disinformazione”

sabato 04 Aprile 2026 - 07:40

L'ex sindaco di Messina replica all'attacco degli esponenti di Lega e Fratelli d'Italia: "Nessuna scadenza. Dovrebbero conoscere le regole"

MESSINA – “Da Basile solo nomine per gli amici e nessun atto per adesione a rottamazione quinquies”. All’attacco del senatore leghista Nino Germanà, dell’assessora regionale Elvira Amata, come esponente di Fratelli d’Italia, e del consigliere della Lega Cosimo Oteri, replica così l’ex sindaco di Messina, e ora ricandidato: “Ancora una volta assistiamo a dichiarazioni costruite più per fare rumore che per raccontare la verità dei fatti. Stupisce poi che tali dichiarazioni arrivino da chi rappresenta le istituzioni e dovrebbe quindi essere preparato. Le dichiarazioni sono infatti totalmente approssimative sull’argomento “rottamazione Quinques”, norma che va ricordato è stata voluta dalla stessa Lega e inserita nella legge di bilancio nr. 199 del 30/12/2025. In primo luogo, nessuna scadenza è fissata al 30 aprile per l’adesione da parte dei Comuni, poiché quest’ultima scadenza riguarda solo i tributi di competenza statale mentre, per i tributi locali, vige una disciplina che prevede tempistiche differenti. Utilizzare anche queste argomentazioni, cercando di creare confusione tra i cittadini, significa davvero mistificare la verità. Sintomo evidentemente di assenza totale di contenuti”.

Basile: “Vi spiego perché si tratta di dichiarazioni approssimative”

Continua Federico Basile: “Per gli enti locali non sarebbe previsto un termine perentorio analogo ma un meccanismo che lega l’efficacia della misura alla pubblicazione dell’eventuale delibera di adesione, con decorrenza dei termini nei 60 giorni successivi. Ulteriore precisazione di natura “tecnica” si impone in relazione all’ambito di applicazione della misura della rottamazione per tutti quei provvedimenti emessi dal 01/01/2000 al 31/12/2023. La normativa nazionale, infatti, esclude dalla definizione agevolata i carichi già affidati all’Agenzia delle entrate per la riscossione. L’amministrazione comunale di Messina, per prassi organizzativa degli ultimi anni, trasmette i carichi con tempestività, circostanza che riduce quasi a zero, com’è evidente, la platea dei potenziali beneficiari della rottamazione a livello locale. Questo perché il Comune di Messina si affida esclusivamente ad Agenzia delle entrate Riscossione per il recupero coattivo dei tributi locali che, come detto, non rientrano nella rottamazione quinques, né in qualunque altra forma di agevolazione. La definizione agevolata dei carichi affidati ad Agenzia di riscossione è possibile solo se esplicitamente prevista da legge dello Stato”.

“Non esiste alcuna scadenza per la rottamazione quinquies”

Aggiunge l’ex sindaco: “È pur vero che in alcuni articoli che si rinvengono in rete alcuni tributaristi sostengono che i Comuni potrebbero rottamare anche i ruoli affidati ad Agenzia delle entrate -Riscossione, a condizione, però, di non assegnare all’ Agenzia compiti o operazioni aggiuntivi rispetto a quanto stabilito per legge. Tuttavia, Ifel (Istituto per la Finanza e l’economia locale) nei suoi schemi di regolamento trasmessi ai Comuni, esclude assolutamente questa possibilità. Ricapitolando, il Comune di Messina potrebbe regolamentare la definizione agevolata solo per i provvedimenti emessi dal 01/01/2024 in poi, e non per tutti quelli emessi in data precedente in quanto, come già detto, nella quasi totalità già trasmessi e consegnati per la riscossione ad Agenzia delle entrate per riscossione coattiva.

Precisa Basile: “Non esiste alcuna scadenza per adottare una definizione agevolata per tributi ancora in carico al comune per la riscossione; ove si ritenga di procedere in tal senso, occorre che venga predisposta una relazione che ne verifichi gli impatti nei bilanci del comune, che il collegio dei revisori renda parere favorevole e che il Consiglio comunale ne approvi il regolamento. C’è tuttavia un altro fattore importante da analizzare: i provvedimenti emessi dal 2024 in avanti non sono considerabili di difficile esazione, venendo così a scomparire del tutto la ratio della norma richiamata, che nasce principalmente per avvantaggiare i comuni nel difficile incasso di crediti vetusti, incagliati e complicati da riscuotere. La nuova amministrazione che si insedierà potrà verificare, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 e il riaccertamento dei crediti, l’impatto che il bilancio potrebbe subire sull’abbattimento di sanzioni e interessi”.

E ancora: “La normativa che riconosce l’istituto della definizione agevolata prevede, come requisiti posti a fondamento della discrezionalità regolamentare del Comune, “il rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci”. E che “le leggi e i regolamenti delle regioni e degli enti locali sulla definizione agevolata siano adottati tenuto conto della situazione economica e finanziaria degli enti stessi e della capacità di incrementare la riscossione delle proprie entrate. La norma non vieta il ricorso allo strumento della definizione agevolata anche per i Comuni che si trovino in situazioni finanziarie di riequilibrio o di dissesto, ma pone particolare attenzione al rispetto della motivazione che l’ente deve esplicitare per ricorrere a tale strumento. In altri termini, occorre porre particolare attenzione al fatto che l’eventuale definizione agevolata sia prevista nel piano di riequilibrio e, in ogni caso, non comprometta gli obiettivi di risanamento”.
“Ultima considerazione va fatta sull’adesione dei comuni alla rottamazione quinques, allo stato, prossima allo zero, avuto riguardo alle grandi città e alle città metropolitane. Da fonti non ufficiali, si apprende che la città metropolitana di Catania avrebbe manifestato l’intenzione di aderire ma, per quanto è dato sapere, nessuna delibera in tal senso sembra sia stata ancora approvata”, conclude l’ex sindaco. 

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2 commenti

  1. Intanto il comune deve aderire al dettato di legge, come in tutte le città rette da amministrazioni attente ai loro concittadini. Solo a Messina non serve aderire? A Roma, Firenze, Milano, Roccasecca invece conviene?
    E perché dobbiamo essere i figli della gallina nera? A chi serve?
    Messina e la Sicilia libere e democratiche!

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  2. Serve solo a loro imporre aumenti di tasse e imposte locali si dovrebbe vergognare a fare queste dichiarazioni, rimaneva in carica per fare il bilancio consuntivo 2025 invece di dare le dimissioni, tanto il consiglio comunale tutto votava, pur di non andare a casa.

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