Atm, sindacati verso lo sciopero ma con una spaccatura interna

Atm, sindacati verso lo sciopero ma con una spaccatura interna

Redazione

Atm, sindacati verso lo sciopero ma con una spaccatura interna

martedì 14 Aprile 2026 - 08:55

Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa in agitazione nell'azienda di trasporto pubblico a Messina. Ma è scontro con la Fit Cisl

MESSINA – “Non ci siamo in Atm sulla gestione del personale. Con reiterate violazioni dell’Accordo Integrativo Aziendale e del Ccnl, con particolare riferimento alla gestione delle ferie e dei riposi. Condotta dirigenziale: segnalazioni diffuse di comportamenti vessatori, pressioni indebite e disparità di trattamento riconducibili alla direzione operativa. Sicurezza ed esercizio: immissione in servizio di mezzi non idonei e carenze strutturali di organico nei settori nevralgici (Sala Operativa e Rimessa). Ordini di servizio: introduzione di disposizioni unilaterali in materia di malattia e ferie, in evidente contrasto con il quadro normativo e contrattuale vigente. Relazioni industriali: totale assenza di informazione preventiva su modifiche organizzative rilevanti (linee, turnazioni e programmazione del servizio). Così Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Orsa avviano la seconda procedura di raffreddamento e si preparano all’eventuale sciopero dei lavoratori Atm, dopo il necessario confronto davanti alla prefetta Di Stani. Ma è scontro aperto con una sigla sindacale Fit Cisl.

Ad alimentare la polemica l’incontro con i sindacati nella segreteria di Cateno De Luca.

Di recente, si è anche registrata una dura presa di posizione del consigliere comunale del Pd Alessandro Russo.

Botta e risposta tra sindacati

Le quattro sigle contestano chi non ha aderito all’iniziativa sul fronte sindacale: “Siamo costretti, ancora una volta, a fare chiarezza sulle disinformazioni diffuse da una sigla sindacale minoritaria all’interno di ATM S.p.A. Evitiamo di scendere al livello delle provocazioni e rispondiamo con fatti concreti alla messinscena costruita ad arte per raccogliere qualche consenso tra i lavoratori o, peggio, per condizionare la campagna elettorale a Messina. Fedeli al principio “verba volant, scripta manent”, scegliamo di scrivere, nero su bianco, invece di affidarci a comunicati da recitare davanti alle telecamere o confezionati per i social. Tutto nasce da un incontro urgente, avvenuto in tarda serata, tra Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Orsae il direttore di AtmM. Per ragioni logistiche, il confronto si è svolto in una sede diversa da quella aziendale. Anche la sigla in questione era stata invitata, ma ha preferito disertare, appellandosi a una presunta “coerenza” e “dignità sindacale”. Un’assenza grave, considerando che quell’incontro era finalizzato a bloccare ordini di servizio riconducibili a una gestione passata che tanto danno ha arrecato ai lavoratori e che queste organizzazioni contrastano senza esitazione.
Fa sorridere che chi oggi invoca principi e regole, in passato abbia partecipato senza esitazioni a incontri con esponenti politici, anche in sedi istituzionali. Quando l’assessore Mondello convocò i sindacati per affrontare le vertenze Atm, i rappresentanti di questa sigla erano presenti in prima fila, in un contesto politico ben definito. Evidentemente, allora, coerenza e dignità potevano attendere.
In quell’incontro recente, invece, Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Orsa hanno ottenuto un risultato concreto: l’abolizione di alcuni ordini di servizio che avrebbero riportato in vita dinamiche opache e logiche clientelari.
Al di là delle polemiche, resta un dato: è stato raggiunto un risultato storico. Chi ha scelto di non esserci ha perso un’occasione e indebolito la tutela dei lavoratori.
Nei giorni successivi, la stessa sigla ha mostrato tutta la propria inconsistenza. Dopo aver annunciato battaglia, ha improvvisamente sospeso le azioni di protesta durante un incontro con l’azienda sulle procedure di raffreddamento, firmando un verbale privo di contenuti reali e senza alcun beneficio per i lavoratori.
Una scelta che appare come un rinvio strategico, utile solo a non disturbare la campagna elettorale.
Diversamente, Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Orsa hanno chiuso negativamente le procedure di raffreddamento, annunciando azioni di lotta anche durante il periodo elettorale, finché non verrà messa fine a ogni tentativo di interferenza esterna nella gestione aziendale.
Le parole contano poco, sono i fatti a parlare: ed è nei fatti che si capisce chi ha davvero scelto da che parte stare.
Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Orsa, che rappresentano la maggioranza dei lavoratori ATM, confermano la volontà di andare avanti fino al raggiungimento degli obiettivi. La fiducia dei lavoratori è la nostra forza. A loro soltanto rispondiamo”.

La replica: “Solo dalla Fit Cisl impegni precisi per i lavoratori”

Polemica la nota Csl: “Di fronte agli attacchi scomposti e alle ricostruzioni strumentali di chi prova a isolarci, la Fit Cisl di Messina ha deciso di ristabilire la verità dei fatti, smontando pezzo dopo pezzo la macchina del fango alimentata da chi, per anni, ha usato il sindacato come un trampolino per ambizioni personali. Per il segretario provinciale Letterio D’Amico «è grottesco leggere accuse di “vendita” all’azienda proprio da parte di chi, guidato da una sigla che ama definirsi “autonoma e del popolo”, ha trascorso le ultime settimane a tessere trame segrete tra le colline di Fiumedinisi e le sedi elettorali, mentre noi rivendicavamo il diritto dei lavoratori a risposte certe. La verità che brucia ai nostri detrattori è che la Fit Cisl è stata l’unica sigla capace di sedersi al tavolo e, con la forza dell’autonomia, far mettere nero su bianco all’azienda impegni precisi ed entro termini perentori per risolvere criticità che da anni attanagliano il personale di Atm S.p.A., dalla sicurezza dei mezzi alla gestione punitiva dei turni».
«A chi oggi, con un rigurgito di finto tecnicismo, prova a sostenere che le procedure di raffreddamento non possano essere sospese – aggiunge D’Amico -, rispondiamo che la loro è solo ignoranza normativa o, peggio, malafede: la procedura sindacale non è un dogma immutabile ma uno strumento che vive della volontà delle parti di trovare soluzioni. Sospendere per verificare il rispetto di accordi scritti non è un passo indietro, ma un atto di estrema responsabilità verso i lavoratori che vogliono fatti, non scioperi elettorali».
«Il vero tradimento – continua – non è sedersi a un tavolo per portare a casa risultati, ma è quello consumato da quelle organizzazioni sindacali che hanno partecipato a incontri segreti il 22 marzo con l’ex presidente aziendale, oggi attivo a Taormina, e con il “dominus” della politica messinese, tacendo tutto agli alleati per una settimana intera. È inaccettabile che il futuro dei dipendenti ATM sia stato oggetto di un mercanteggio della domenica sera di fine marzo presso una sede politica dove sigle, un tempo nemiche, si sono ritrovate unite non per bene dei lavoratori, ma dalla necessità di non disturbare la campagna elettorale del sindaco uscente gestito da Cateno De Luca».
Sull’attacco alla Fit Cisl, D’Amico replica: «Le altre sigle ci attaccano perché siamo riusciti, da soli, ad ottenere ciò che loro non hanno mai avuto il coraggio di chiedere per non irritare i loro protettori politici. Ci accusano di aver rotto l’unità. Ma quale unità può esserci con chi, mentre si dichiarava lo stato di agitazione, concordava già al bar i rinvii aziendali all’insaputa della Fit Cisl? Noi non ci facciamo dare patenti di moralità da chi predica bene in piazza e razzola a Fiumedinisi. Noi abbiamo scelto la strada della trasparenza: impegni scritti, cronoprogramma certo e controllo costante. Se l’azienda non rispetterà quanto pattuito entro i termini stabiliti, saremo i primi a riattivare ogni forma di protesta, ma lo faremo con la schiena dritta, senza dover chiedere il permesso a nessun comitato elettorale e senza dover nascondere incontri domenicali sotto elezioni. La macchina del fango – conclude D’Amico – stavolta si è inceppata, perché i lavoratori sanno distinguere tra chi fa sindacato e chi, invece, si è rivelato un portaborse della politica».

Un commento

  1. Se l’ATM è il fiore all’occhiello… la sconfitta è già in partenza.

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