Il giudice ribalta i provvedimenti emessi nel caso che ha portato alla sospensione del sindaco Miliadò
Messina – Ci sono novità nel casofalse residenze a Forza d’Agrò. Da Palazzo di Giustizia di Messina arrivano provvedimenti che cambiano la carte in tavola per uno dei protagonisti. Il Tribunale del Riesame (presidente Vermiglio) ha infatti accolto i ricorsi dei difensori e, esprimendosi sul piano cautelare, ha annullato l’ordinanza emessa il primo aprile scorso dalla Giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore che, dopo l’interrogatorio di garanzia, aveva disposto gli arresti domiciliari del sindaco Brunò Miliadò e disposto misure anche per due consiglieri comunali e per gli agenti della polizia municipale.
Avv. Candido: “Soddisfazione”
“Quale difensore di Joseph Bondì noto imprenditore turistico esprimo la mia massima soddisfazione per il provvedimento col quale i giudici del riesame all’esito della discussione del 20 aprile, in accoglimento del ricorso della difesa, hanno annullato l’ordinanza cautelare disposta il primo aprile scorso dalla GIP Ornella Pastore – commenta l’avvocato Bonaventura Candido – In esito a questo provvedimento Bondì, che è anche un noto imprenditore del settore della ristorazione e turistico, rientra nel pieno delle funzioni di consigliere comunale e libero da qualsiasi vincolo cautelare”.
Escono anche altri
“Attendiamo il deposito delle motivazioni che, a nostro giudizio, non potranno che offrire ulteriori spunti difensivi per l’eventuale (non auspicato) prosieguo del procedimento nei confronti del Bondì”, conclude l’avvocato difensore a proposito delle novità nell’indagine sui retroscena sulla rielezione a sindaco di Miliadò. Il Riesame ha revocato l’ordinanza custodiale anche per il consigliere comunale Emanuele Di Cara, lo stesso primo cittadino, i vigili urbani Carmela Bartolone, e Carmelo La Rocca. Accolti quindi i ricorsi anche degli altri legali impegnati, gli avvocati Tommaso Autru Ryolo, Fabio Di Cara, Francesco Gazzara, Corrado Rizzo, Massimo Brigandì e Renzo Briguglio.
65 indagati per le false residenze
Gli accertamenti intanto vanno avanti e mirano a capire se sono fondati i sospetti sul cambio di residenza di una cinquantina di persone, a ridosso delle elezioni del 2024 che riassegnarono la sindacatura a Bruno Miliadò, sospeso dalla Prefettura di Messina dopo gli arresti domiciliari. Gli indagati sono complessivamente 65.
