Interrogatorio preventivo per Miliadò, il consigliere comunale Di Cara e altre tre persone
Messina – La Procura di Messina ha chiesto sei misure cautelari alla fine degli accertamenti su presunte false residente a Forza d’Agrò, stabilite con l’obiettivo – è questa l’ipotesi degli investigatori – di favorire la rielezione del sindaco Bruno Miliadò. La giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore ascolterà i sei indagati principali il prossimo 16 marzo e solo dopo l’interrogatorio preventivo stabilirà se autorizzare o meno i provvedimenti.
Chi è al centro degli accertamenti
Al centro dell’inchiesta che arriva ora alla svolta c’è il primo cittadino Miliadò, rieletto nel 2024. Per lui e il consigliere di maggioranza Emanuele Di Cara la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Stessa richiesta per tre agenti della Polizia Municipale mentre per il consigliere comunale Giuseppe Bondì la Procura sollecita il divieto di dimora.
L’indagine
Associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico l’accusa e falso le accuse contestate a vario titolo. Titolare dell’inchiesta dei Carabinieri è la sostituta procuratrice Francesca Bonanzinga, che ora attende gli esiti degli interrogatori.
