Qualche numero in vista del playout contro il Ragusa che certifica la flessione nel girone di ritorno dovuta anche ad una solidità difensiva venuta meno
MESSINA – Bilancio finale che sarebbe più che positivo per una società che, senza la penalizzazione e con tutto quello che ha passato da fine agosto ad ottobre, ha messo insieme 46 punti e avrebbe chiuso ottava nel girone I di Serie D.
I numeri di quest’annata del Messina l’hanno visto ottenere, come giusto che sia, più punti in casa, 25, contro i 21 delle trasferte che comunque è un ottimo bottino. La squadra però ha palesato difficoltà offensive, rese più evidenti dalla difficoltà difensiva che si sono palesate nel girone di ritorno.
I numeri del Messina nel girone di ritorno
Girone di ritorno sottotono (4 vittorie, 6 pareggi e 10 sconfitte), o quantomeno non in linea con quanto di buono fatto nella prima metà del campionato (7 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte)M. 28 punti nelle prime 17 giornate, dieci in meno 18 nella restante metà. Se i numeri in attacco, bassi, sono rimasti pressocché gli stessi, 15 gol fatti contro 13, i numeri in difesa hanno accesso più volte dei campanelli d’allarme. Appena 11 subiti all’andata, con 8 clean sheet, contro i 22 subiti al ritorno con la metà (4) dei clean sheet.
In ottica playout il Messina avrà la necessità di segnare un gol più degli avversari. Dovendo disputare lo sfida salvezza fuori casa infatti i locali potrebbero permettersi di mantenere la categoria anche pareggiando al termine dei 90 minuti e successivamente 30 minuti supplementari, ai biancoscudati occorrerà vincere per forza e considerato che in stagione il Messina ha segnato 1 sola volta tre reti e 5 volte due reti ed è rimasta a secco in 13 partite.
La differenza dice che in 15 partite hai segnato un solo gol, che ripetiamo non basterà se poi ne subisci almeno uno. Di positivo c’è che contro il Ragusa il Messina è imbattuto 0-0 all’andata fuori casa e 1-0 al ritorno al “Franco Scoglio” e nelle ultime quattro la squadra ha trovato quattro risultati utili consecutivi e segnando sempre.
Le scelte di Feola
Mister Feola ha seduto sulla panchina del Messina nelle ultime 11 giornate. Bottino magro per lui con due vittorie, di cui solo l’ultima effettivamente con lui in panchina, entrambe in casa e quindi zero successi in trasferta. Il primo sarà certamente quello più importante. Cinque pareggi, di cui almeno due che gridano vendetta al Granillo, subito all’88’, e a Favara, in pieno recupero, ci aggiungiamo anche lo 0-0 in quel di Vibo Valentia. Con i se e con i ma non si scrive la storia ma la quota salvezza in questo girone è stata bassissima, con cinque punti in più (penalizzazione compresa) il Messina si sarebbe salvato direttamente. Con Feola poi quattro sconfitte.
Guardando ai minutaggi del mister di Somma Vesuviana viene fuori che l’unico a giocare sempre titolare nelle sue undici partite è stato Garufi (1056 minuti e sostituito solo una volta). Hanno raccolto 11 presenze però anche Giardino (1025), una volta sola non è partito titolare ma subentrato in logica under nel secondo tempo e Oliviero (940), nuovo acquisto che ha certamente mostrato delle qualità ma che non ha ancora inciso sotto porta sotto forma di gol o assist e Tedesco (740 minuti e 7 volte titolare) con Touré altra pedina quasi inamovibile (10 presenze da titolare e 865 minuti in campo).
Se le idee, e le gerarchie, in difesa sono sempre state evidenti (Trasciani 882, De Caro 778, Bosia 704, Pedicone 507), a centrocampo causa infortuni tolto Garufi (Saverino 566, Zucco 475, Matese 402, Aprile 382) e in attacco tranne Tourè e Oliviero il mister ha provato spesso a mischiare le carte. In particolare sorprende che Roseti, il bomber della squadra con sette reti in stagione, sia stato utilizzato 8 volte per un totale di 362 minuti e cinque volte a partita in corso. Il capocannoniere sotto la gestione Feola è Tourè con 3 reti segue Roseti con 2 ma in meno della metà del tempo in campo.
Immagine in evidenza di Francesco Saya,
dalla pagina Facebook Acr Messina
