Disastro Catania e Palermo sulla raccolta differenziata e costi Tari, bene Messina

Disastro Catania e Palermo sulla raccolta differenziata e costi Tari, bene Messina

Marco Olivieri

Disastro Catania e Palermo sulla raccolta differenziata e costi Tari, bene Messina

domenica 10 Maggio 2026 - 12:33

Il Report di Federconsumatori. La provincia di Messina vicina alla media nazionale e, con Enna, ha la tassa sui rifiuti meno cara

SICILIA – L’isola maglia nera per la raccolta differenziata a causa di “cattive politiche ambientali”. Ma Messina e provincia si salvano e vanno bene, in controtendenza. L’analisi, sui costi e sulla qualità del servizio, emerge dal Report di Federconsumatori. La Tari più alta si paga a Catania, con il costo di 602,28 euro, e a Palermo si raggiunge solo il 17% della raccolta differenziata. Un quadro preoccupante. Le città capoluogo di provincia siciliane dove la tassa dei rifiuti è meno cara sono Enna (€ 278,00) e Messina (€ 331,45). “La media nazionale è del 66,6% e, in Sicilia, solo due province la raggiungono: Trapani (77,03%) e Ragusa (68,74%). Si avvicinano alla media Caltanissetta (66,44%), Enna (66,34%) e Messina (65,65%). In pratica mezza Sicilia non differenzia abbastanza, l’altra mezza è in linea con la media”, commenta Federconsumatori.

“Dal Report Rifiuti una fotografia impietosa delle cattive politiche ambientali in Sicilia”

“ll Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia è una fotografia impietosa degli effetti delle cattive politiche ambientali messe in atto in Sicilia negli ultimi anni: la tassa sui rifiuti è sempre più alta, mentre la raccolta differenziata non cresce quasi per nulla (e in alcuni Comuni, addirittura, diminuisce)”, si legge in una nota.

A inizio 2025 Federconsumatori Sicilia aveva annunciato che “la nostra Regione avrebbe fallito l’obiettivo per l’anno relativo alla raccolta differenziata, al riutilizzo e al riciclo dei materiali in base alle nuove normative europee, entrate in vigore proprio l’anno scorso. Non solo ciò è avvenuto, ma i cittadini siciliani si sono trovati a pagare anche di più per un servizio che non migliora di una virgola. Tutto questo mentre si continua a parlare di inceneritori per bruciare i rifiuti indifferenziati e non, come si dovrebbe, di centri di raccolta e smistamento dei rifiuti differenziati”.

“Tari record a Catania e angosciante quadro a Palermo per la raccolta differenziata”

Spiega Federconsumatori: “Il nostro report si basa, come sempre, su dati ufficiali ma, a differenza che in passato, quest’anno prende in considerazione due tipi di nuclei familiari: il primo, quello classico, è composto da tre persone in una casa da 100 metri quadrati; il secondo, invece, è composto da una sola persona in un appartamento da 60 metri quadrati. Questa seconda ipotesi rispecchia il cambiamento della nostra società, fatta sempre più spesso da ex coniugi che vanno a vivere da soli, giovani lavoratori single e anziani rimasti a vivere da soli dopo la morte del coniuge. Nel primo caso la Tari più alta si paga a Catania: 602,28 euro, in crescita dell’1,1% rispetto al 2024 e ben il 77% in più rispetto alla media nazionale di 340 euro. Nel secondo caso, ancora a Catania, si paga la cifra record di 364,56 euro, cioè più di quanto paga una famiglia di tre persone in 100 metri quadri a Messina o a Caltanissetta. L’unica provincia in cui nel 2025 la Tari è diminuita, ma solo dello 0,4%, è Siracusa”.

E ancora: “Disarmante, poi, l’andamento della raccolta differenziata: a livello regionale siamo fermi al 55,51%, con una crescita di appena 0,31% rispetto al 2024. In provincia di Catania la raccolta differenziata è persino lievemente diminuita (-0,37%). Angosciante, infine, il dato di Palermo: in città la raccolta differenziata è ferma al 17,34% (+0,49%), in provincia al 36,90% (+0,19%)”.

“Negli anni scorsi la Sicilia aveva fatto progressi in termini di raccolta differenziata – afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – ma adesso sembra essersi fermata. Purtroppo non possiamo non notare che questa brusca frenata coincide con il ritorno del progetto inceneritori: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Infine, Federconsumatori Sicilia ricorda che “questi dati si riferiscono alla semplice raccolta differenziata, mentre la recente normativa europea impone target stringenti anche per l’effettivo riutilizzo e riciclo dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata. “Su questo punto – conclude La Rosa – non siamo nemmeno all’anno zero: mancano persino i dati da commentare”.

Basile e De Luca: “Messina era la città della munnizza, ora è modello di efficienza”

I risultati negli ultimi otto anni, con le amministrazioni De Luca e Basile, sono stati spesso messi in risalto da Sud chiama Nord. “Messina era la città della munnizza. Ora è un modello nazionale di efficienza. Ci sono state difficoltà all’inizio, nello spiegare alla città il nuovo sistema, ma il percorso ci ha portato a passare dall’8 al 61,65% di raccolta nel 2025″, è stato più volte sottolineato dall’ex sindaco Basile, dal leader De Luca, dagli ex presidenti di Messina Servizi Lombardo e Interdonato.

La riduzione della Tari a Messina

Da ricordare anche l’attività di riduzione dei costi della Tari su impulso dell’ex assessore Roberto Cicala. “Ricordiamo sempre – ha evidenziato Cicala in diverse occasioni – che le tariffe fino al 2023 portavano Messina a essere una delle città più care d’Italia. Ma, dopo un lavoro di ricerca delle superfici non tassate e una conseguente distribuzione più corretta dei costi a tutti i cittadini e aziende, la Tari è diminuita della percentuale “monstre” “del 33% in un solo anno. Praticamente una rata del 2023, dal 2024, non si è più pagata. Se paghiamo di più e meglio cosa succede? Che la Tari si abbassa e anche nel 2026 calerà di qualche euro. L’abbassamento, rispetto al 2022 e al 2023, è stato del 35%. E la bravura dell’ente è stata quella di fare aumentare l’incasso residuo”.

Scurria: “Potenzieremo la differenziata nella Città metropolitana di Messina, si deve fare di più”

A sua volta, così di recente il candidato del centrodestra Marcello Scurria: “Non basta vantarsi del 60% di raccolta differenziata. Il servizio di raccolta dei rifiuti non è adeguato alla Città metropolitana che vogliamo realizzare. Bisogna pensare a riorganizzare il sistema, abbattere i costi per i cittadini, modernizzare il ciclo rifiuti, pensando a utenti e lavoratori. Le periferie e i villaggi, dove spesso si trovano ancora discariche abusive, devono avere la stessa qualità di servizi del resto della città”.

7 commenti

  1. Scurria chi?
    Il direttore mega galattico?

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  2. Francesco Mondo 10 Maggio 2026 15:17

    Forse qualcuno è andata a fare pratica da mago merlino?!

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  3. Visto che il centro destra sta terminando di devastare Catania e Palermo, oggi Scurria ci chiede di dargli fiducia.
    Questi sanno solo fare chiacchiere e danni, tanti danni.
    A Messina questa destra MAI!!!!!
    Meglio le cavallette, quelle almeno hanno una funzione nell’equilibrio naturale.

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  4. Forse slScurria vuole proseguire la strada del vecchio centrodestra e riportare Messina nella munnizza

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  5. Mariarosa Schepis 10 Maggio 2026 21:06

    Questi risultati li dobbiamo solo ed esclusivamente a FEDERICO BASILE e CATENO DE LUCA…..!!!! 💕

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  6. Qui Qui Qui…..in questo settore non ha niente da dire…??

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  7. Signora Mariarosa dimentica come moltissimi altri il lavoro di Accorinti.

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