Aipae: "Molossi abbandonati per il risanamento". Il nodo colonie feline. Enpa: "Chiederemo la revoca al commissario Mattei"
MESSINA – Fa discutere gli animalisti, volontari e amanti di cani e gatti l’ordinanza n. 98 emessa l’8 maggio dal commissario del Comune di Messina Piero Mattei. I dubbi di volontari e associazioni, anche quelle che ordinariamente operano in sinergia con palazzo Zanca, riguardano in particolare le prescrizioni per l’accudimento dei gatti randagi che rischiano, spiegano, di avere l’effetto paradossale di portare all’abbandono di alcune colonie anziché alla loro tutela e controllo.
Ordinanza anti abbandono, cosa ne pensano i volontari

“Sicuramente la volontà del commissario è inquadrare tutta l’attività che potranno favorire la convivenza fra pelosi e persone, non certo di favorire l’abbandono delle colonie. Ma occorre chiarezza, e tanti controlli”, commenta Cristina Lombardo di Aipae Messina. L’ordinanza, in punti decisi e dettagliati ricalca l’esigenza e l’esistenza di regole precise affinché il randagismo possa in qualche modo non essere una perenne emergenza. Regole sociali che, dal mio punto di vista non dovrebbero nemmeno essere citate in ordinanze, ma dovrebbero far parte del vivere civile e della buona educazione – continua la coordinatrice della sigla di volontari Rescue – L’obbligo del microchip dovrebbe essere la normalità, invece è ancora una pratica non sempre condivisa e applicata. Cucciolate casalinghe che vengono cedute senza microchip non sono sempre frutto di ignoranza legislativa ma a volte di comune menefreghismo nei confronti dell’esigenza della tutela e della rintracciabilità dell’animale stesso. Diciamo che le istituzioni hanno colpe, ma il cittadino ci marcia per bene.
Nuove regole a Messina, gli ambientalisti ne condividono alcune
Le rinunce di proprietà sono all’ordine del giorno, passata la moda del molossoide li ritroviamo abbandonati o ceduti, soprattutto a seguito delle operazioni di risanamento di alcuni quartieri cittadini. Tutti proprietari di molossoidi, tutti ceduti, tutti da regolamentare e le istituzioni impreparate ad accogliere un fenomeno del genere che invece si sarebbe potuto prevedere come effetto collaterale.
È cosi difficile capire che il proprio cagnolino deve circolare al guinzaglio? È cosi difficile comprendere che dietro il “Non fa niente, mi segue, lo lascio uscire per i bisogni poi ritorna solo” c’è la costante non custodia di un essere senziente che può essere aggredito, rubato o peggio investito? Smarrimenti senza fine che provengono da questa mentalità retrograda e comodista.
Il nodo colonie feline, i dubbi di Aipae
E’ l’articolo 6 a destare invece le perplessità degli animalisti, ovvero quello relativo all’alimentazione di cani e gatti, anche quelli di colonia. “Bisognerebbe chiedere ai tanti cittadini che lamentano violazioni del decoro di essere cauti nelle condanne e alle istituzioni di chiarire, in modo tale da evitare fraintendimenti, interpretazioni sbagliate e sciacallaggio da parte di chi agisce al di fuori delle regole. Le colonie feline sono un nodo spinoso: troppi gatti, troppe cucciolate e, senza dubbio, la campagna di sterilizzazione ha lasciato parecchio a desiderare. Non è sbagliato limitare solo ai soggetti autorizzati la possibilità di alimentare le colonie feline. Ma chi intercetterà chi alimenta in modo sbagliato (vediamo teglie di pasta al forno, avanzi di cibo, ossi di pollo, elementi che insudiciano le strade come la realtà di che opera con empatia, amore e sacrificio)? Ma chi autorizzerà chi potrà somministrare il cibo? Come si potrà comunicare? A chi? E le colonie non registrate? Come verrà gestita la somministrazione del cibo e la gestione dei gatti? Ma soprattutto: c’è abbastanza personale che potrà mai vigilare su situazioni del genere? Presenti e competenti, sul territorio?”, conclude Cristina Lombardo.
Cura di cani e gatti, Enpa perplessa

La gestione delle colonie feline perplime anche Enpa Messina, presieduta da Alessandra Parrinelli. T”rovo assolutamente corretto e doveroso garantire il decoro urbano, evitare l’accumulo di residui organici e assicurare l’igiene dei luoghi pubblici, non condivido il divieto generalizzato rivolto ai cittadini non “autorizzati” – dice Giuseppe Patriciello, già esperto per il tema dell’amministrazione Basile – A mio avviso però questa restrizione presenta diverse criticità. A proposito delle colonie non censite, per esempio: esistono numerose realtà non ancora regolarizzate ma seguite quotidianamente con amore e dedizione da volontari. Che fine faranno questi animali? Verranno multati i cittadini che se ne prendono cura? Se il referente ufficiale di una colonia dovesse assentarsi per motivi di salute o imprevisti, chi nutrirebbe gli animali? Il rischio è che restino senza sostentamento. Se un libero cittadino incontra un cane visibilmente affamato e desidera compiere un gesto di compassione — agendo nel pieno rispetto del decoro e della pulizia — perché dovrebbe essergli impedito per legge?”, chiede ancora il referente Enpa.
Enpa Messina: “Commissario revochi l’ordinanza”
“Sostengo con forza il sì al decoro e alla pulizia: è giusto sanzionare chi sporca o abbandona avanzi di cibo per terra. Tuttavia, non si dovrebbero colpire le persone che, in modo civile e responsabile, offrono supporto agli animali in difficoltà – prosegue Patriciello – In questi anni abbiamo parlato spesso di prevenzione: la strada corretta resta quella dei controlli sul territorio e delle campagne di sterilizzazione straordinarie. È un percorso che richiede tempo, ma è l’unico che porterà risultati concreti e duraturi nel tempo”.
Sterilizzazione e cura, le regole esistono, ecco cosa dice il Tar
“Ad esempio il Tar Campania con l’Ordinanza n. 958 del 2018, ha spiegato che l’interesse pubblico legato alla prevenzione di situazioni nocive o pericolose dal punto di vista igienico-sanitario non giustifica un divieto di alimentazione. Esistono già norme specifiche che rendono illecite le condotte di deturpamento o imbrattamento del suolo pubblico. Analogamente, il TAR della Puglia e della Calabria hanno evidenziato che la normativa nazionale prevede la sterilizzazione come misura preferibile per limitare le problematiche legate alla presenza di animali randagi. Proibire di dar da mangiare ai gatti liberi o ai cani randagi è quindi una forma di maltrattamento. Come Enpa chiederemo al commissario il ritiro dell’ordinanza in autotutela, come candidato al consiglio comunale se dovesse essere ancora attiva chiederò immediatamente al sindaco di annullarla”.

L’ ordinanza genera molta confusione. Da cittadina amante dei gatti sono assolutamente intimorita dalle sanzioni. Non posso permettermi di rischiare multe da 500 euro. Rispetto le regole ma gli haters delle colonie feline sono sempre in agguato e non tarderanno a servirsi di questa ordinanza per colpirci.
Come dovrebbero essere individuati i cosiddetti referenti e \o autorizzati?
Dovrebbero auto segnalare la colonia di gatti che vorrebbero adottare ufficialmente?
Diventando figure riconosciute e referenti per il Comune non potranno alimentare come credono le colonie ma dovranno seguire delle diete compatibili e pertanto dovrebbero ricevere un minimo di rimborsi finché la colonia esisterà, visto che dovrebbe essere sterilizzata.