A Messina vietato dar da mangiare agli animali? Il Commissario precisa

A Messina vietato dar da mangiare agli animali? Il Commissario precisa

Alessandra Serio

A Messina vietato dar da mangiare agli animali? Il Commissario precisa

mercoledì 13 Maggio 2026 - 17:30

Come è possibile davvero curare gli animali e cosa non si può fare. I chiarimenti di Mattei dopo i dubbi degli animalisti

Messina – Arriva la precisazione del commissario straordinario del Comune Piero Mattei sull’ordinanza che disciplina l’accudimento di cani e gatti sul territorio comunale, dopo i dubbi sollevati dai volontari e le proteste degli animalisti. Le maggiori critiche sono relative al punto 6 del provvedimento datato 8 maggio 2026, relativo al nutrimento delle colonie feline, registrate e non. Di seguito, la nota del commissario di palazzo Zanca.

Si ritiene doveroso fornire un chiarimento puntuale e definitivo sul reale contenuto dell’ordinanza commissariale n. 98/2026, adottata nell’ambito dei provvedimenti urgenti per la prevenzione del randagismo, il controllo della popolazione canina e felina e la tutela del decoro e dell’igiene urbana. (…) si richiama integralmente il contenuto del punto 6 dell’ordinanza: “Che l’alimentazione di cani e gatti randagi sul suolo pubblico venga consentita esclusivamente ai soggetti autorizzati o referenti di colonie feline regolarmente censite. È fatto divieto di somministrare alimenti in modo da creare sporcizia, degrado o accumulo di residui organici. Il cibo per cani e gatti randagi dovrà essere somministrato esclusivamente con ciotole riutilizzabili che verranno ritirate dopo la somministrazione del pasto all’animale, curando la pulizia delle superfici pubbliche”.  

La nota del commissario: no divieti indiscriminati ma prescrizioni

Dal testo emerge con assoluta chiarezza che non esiste alcun divieto generalizzato di alimentare cani o gatti randagi. L’ordinanza, al contrario, riconosce e consente espressamente l’alimentazione degli animali presenti sul territorio, prevedendo però modalità organizzate, responsabili e rispettose del contesto urbano, attraverso: soggetti autorizzati; referenti di colonie feline regolarmente censite; utilizzo di contenitori idonei e riutilizzabili; obbligo di rimozione delle ciotole dopo il pasto; pulizia delle superfici pubbliche; divieto di pratiche che possano generare degrado, accumulo di rifiuti o criticità igienico-sanitarie. L’obiettivo del provvedimento non è in alcun modo ostacolare il prezioso lavoro svolto da volontari, associazioni e cittadini sensibili al benessere animale, bensì favorire una gestione coordinata, tracciabile e compatibile con le esigenze di salute pubblica, decoro urbano e sicurezza sanitaria, in un contesto territoriale che, come noto, presenta criticità crescenti legate al fenomeno del randagismo.

Le regole nazionali e regionali

Il provvedimento si inserisce inoltre nel quadro della normativa nazionale e regionale sulla tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo, disciplinata dalla Legge quadro n. 281 del 1991, e dalla Legge Regionale della Sicilia del 3 agosto 2022, n. 15 recante “Norme per la tutela degli animali e la prevenzione del randagismo”. In particolare l’art. 22, comma 4, introduce regole precise per la somministrazione di cibo agli animali randagi sul suolo pubblico, prevedendo che: “Chiunque può alimentare cani e gatti vaganti, in coerenza con il regolamento comunale e nel rispetto delle norme per l’igiene del suolo pubblico, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona dove gli animali sono alimentati. È vietato impedire od ostacolare, in qualsiasi modo, l’espletamento delle attività di accudimento degli animali vaganti. Chi somministra regolarmente cibo ai cani e alle colonie feline ha l’obbligo di ripristinare le corrette condizioni igienico sanitarie e di segnalare al Comune competente il luogo di somministrazione e il numero di cani vaganti e colonie feline con il numero di gatti presenti”.

I dubbi degli animalisti

L’ordinanza ha sollevato diversi dubbi da parte delle associazioni di volontariato che si occupano degli animali, in particolare di Enpa e Aipae, sigle entrambe coinvolte nella gestione della lotta al randagismo e all’abbandono in sinergia col Comune di Messina. Anche il Partito Animalista chiede a Mattei la revoca del provvedimento, nella parte “contestata” del punto 6. “La tutela dell’animale passa anche dal garantire ai meno fortunati il minimo sostentamento per sopravvivere e questo viene assicurato spesso da semplici volontari e amanti degli animali che sopperiscono anche alla mancanza di strutture e specifici interventi Comunali. ll punto 6 nell’ordinanza, a nostro avviso, va in contrasto con la legge 281 del 14 agosto 1991 che ritiene impossibile vietare la nutrizione ai randagi purché si mantenga pulita l’area. Parla chiaro la sentenza del tribunale di Milano, n. 23693 del 30 settembre 2009, nella quale il Giudice ha dato ragione ad una “gattara ” dedita alla nutrizione dei gatti, riconoscendo questi felini quali animali sociali che si muovono liberamente sul territorio. Condividiamo pertanto l’intervento giunto in queste ore dall’ Asp ed invitiamo il commissario a modificare l’ordinanza o a convocare un tavolo urgente con Asp e associazioni animaliste”, scrive Gaetano Callegari, dirigente nazionale del Partito.

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