Il consigliere comunale scrive a Regione e Prefettura: Solo un'ora per timbrare migliaia di schede la domenica mattina è insufficiente
MESSINA – Sale la tensione politica e organizzativa in vista dell’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio. A farsi portavoce di una preoccupazione che riguarda la regolarità delle operazioni di voto è il consigliere comunale Alessandro Russo, che ha indirizzato una nota formale all’assessora regionale alle Autonomie Locali, Elisa Ingala, alla prefetta Cosima Di Stani e al commissario Piero Mattei. Al centro della contestazione, il rischio di un ingorgo burocratico nelle prime ore della domenica mattina.
Le operazioni preliminari
Russo mette nel mirino l’attuale cronoprogramma che prevede l’insediamento degli uffici elettorali a ridosso dell’apertura delle urne. Il consigliere esprime una forte preoccupazione la previsione di costituzione dei seggi elettorali alle ore 6 della stessa mattina della votazione, cioè domenica 24 maggio, con le connesse operazioni preliminari: costituzione del seggio, presa in carico del materiale, eventuale sostituzione al seggio di scrutatori assenti, timbratura delle schede e apposizione del sigillo anti frode.
Secondo Russo, i tempi previsti non sarebbero minimamente compatibili con la mole di lavoro richiesta: Le operazioni preliminari a così breve ridosso con l’avvio delle operazioni di voto, previste alle ore 7 richiedono un’incombente attività di preparazione che impiega un lasso di tempo ben superiore alla sola ora prevista prima dell’apertura della votazione.
Doppia scheda e rischio rallentamenti
A complicare il quadro è la concomitanza delle elezioni per i consigli circoscrizionali, che raddoppia il numero di schede da vidimare. Russo è netto su questo punto: in particolare, la timbratura del numero delle schede – attività che raddoppia l’impiego di tempo per la contestuale presenza della votazione per i consigli circoscrizionali –, che nelle diverse altre tornate elettorali è opportunamente prevista nel sabato precedente, richiede un periodo di tempo non inferiore alle tre ore.
Il timore è che l’imbuto dei tempi possa tradursi in un disservizio per l’elettore. Il consigliere avverte infatti che concentrare le attività preliminari in una sola ora la domenica mattina comporta il quasi certo rischio di rallentamento delle aperture dei seggi e della loro costituzione regolare, inficiando direttamente sulla corretta possibilità di espressione del voto dei cittadini.
L’appello alla Regione
Per supportare la sua richiesta, Alessandro Russo richiama un precedente amministrativo che aveva già affrontato e risolto lo stesso problema. Che questo tema e il conseguente rischio sull’andamento corretto del diritto al voto dei cittadini sia rilevante lo dimostra l’atto di indirizzo dell’assessore regionale alle Autonomie Locali del 31 maggio 2018, spiega Russo, ricordando come allora si dispose l’inizio delle attività preliminari alla costituzione del seggio alle ore 16 del sabato, il giorno precedente la consultazione.
Le ragioni di quell’anticipo, secondo il consigliere, restano identiche anche per il prossimo turno elettorale. Da qui l’appello finale affinché si possa prevedere, anche per le elezioni del 24 e 25 maggio 2026, l’anticipo della costituzione dei seggi elettorali alle ore 16 di sabato 23 maggio, in modo da consentire con adeguata serenità sia la composizione del seggio che la predisposizione di tutte le attività connesse – compresa la timbratura delle schede – al fine di potere aprire la votazione la domenica alle 7 senza particolari rallentamenti o prevedibili difficoltà.

Vorrebbero risparmiare su quei quattro soldi che daranno (quando glieli daranno) agli scrutatori, mentre quando devono sperperare il danaro pubblico per le marchette elettorali non si pongono limiti.
Irresponsabili che purtroppo ci meritiamo.