Irrilevante il voto disgiunto: Scurria perde solo il 3 % rispetto alle sue liste, Basile e Russo meno dell'1 %
Messina – Lo spoglio di 242 sezioni su 253 consegna una fotografia nitida: la vittoria di Federico Basile non è solo un plebiscito personale al 58,3%, ma il risultato di un’imponente macchina elettorale costruita attorno a liste civiche che hanno monopolizzato il consenso. Il blocco a sostegno del sindaco uscente si è presentato compatto, capace di trasformare il voto in una marcia trionfale.
La classifica delle liste Basile
È il movimento “Sud chiama Nord” a dettare il ritmo, confermandosi prima forza politica con un solido 14,32%. Alle sue spalle, il lavoro di radicamento prosegue con la lista “Basile sindaco di Messina”, che registra un ottimo 9,22%, seguita da “Messina Protagonista” al 7,38% e “Federico per Messina” al 6,76%. Chiude il quintetto di testa “Amo Messina”, che supera la soglia di sbarramento attestandosi al 6%. Un complesso che, sommato, permette alla coalizione di contare su una rappresentanza consiliare solida, nonostante la dispersione di circa il 13% di voti finiti in liste collegate che non hanno raggiunto il quorum. Tra queste: Liberi e Forti al 4.15 %, De Luca sindaco di Sicilia al 3.48, Cateno per i giovani 1.22. Le liste fuori accumulano il 13 %.
Il crollo di Forza Italia e la Lega sul filo
Dall’altro lato della barricata, la coalizione di Marcello Scurria (al 27% come candidato sindaco) vive una crisi profonda. La notizia che scuote l’intero schieramento è il flop di Forza Italia, che con il 3,47% viene estromessa dal Consiglio comunale, un dato che sancisce la fine di una storica presenza azzurra a Palazzo Zanca. La sopravvivenza del centrodestra è affidata esclusivamente alle altre liste che, pur tra mille difficoltà, hanno superato lo sbarramento del 5%. Fratelli d’Italia (7,56%) e i Popolari e Autonomisti (7,55%) reggono l’urto, mentre la lista “Scurria sindaco” si ferma al 5,28%. In questo scenario, la situazione della Lega, ferma al 5,13%, è delicata.
Pd dentro, M5S fuori
Non va meglio al centrosinistra, che registra un 11,50% complessivo di coalizione, un risultato che evidenzia una profonda difficoltà strutturale. Il Partito Democratico si attesta all’8,50%, una cifra che, pur rendendolo la spina dorsale della minoranza, appare insufficiente a bilanciare la forza d’urto della maggioranza. Ancora più critica la situazione del Movimento 5 Stelle – Controcorrente, che si ferma al 3%, lontano dai consensi necessari per recitare un ruolo da protagonista in aula. Lontani dalla soglia del 5 % Sciacca e Valvieri.
L’irrilevanza del voto disgiunto
Un dato di interesse in questa tornata è l’ininfluenza del voto disgiunto, lo strumento che in teoria avrebbe dovuto permettere agli elettori una maggiore libertà di manovra tra candidato sindaco e liste. Il fenomeno è stato marginale: se nel 2022 Croce perdeva l’8 % rispetto alle sue liste, stavolta Scurria perde solo il 3, mentre Basile e Russo meno dell’1 %. L’elettorato messinese ha quindi preferito premiare uno schieramento unico.

Numeri netti.
Tutto calcolato da parte di Basile e soci.
Impreparati gli avversari.
Campagna elettorale brutta, gestita male.
Vogliamo parlare di que 5,13% che ha votato lega? Che problemi hanno?