Dai 35 anni come segretario generale di TaoArte alla saletta Milani e poi il Messina Film Opera Festival, ci ha lasciati una figura centrale nel mondo artistico. Il ricordo della Fondazione Taormina Arte Sicilia
MESSINA – Un gigante della cultura messinese. Non un burocrate ma un avvocato e dirigente che conosceva il linguaggio degli artisti e sapeva confrontarsi sul cinema, il suo primo amore, sul teatro, la musica, la danza e l’opera lirica. Dopo un improvviso problema di salute e un ricovero nei giorni scorsi, è morto Ninni Panzera, nato in Calabria ma messinese d’adozione.

Dai 35 anni a TaoArte alla “Milani” e al Messina Opera Film Festival
Per 35 anni segretario generale di Taormina Arte, era anche il presidente dell’associazione “Milani” alla guida dell’indimenticabile saletta di piazza Duomo, negli anni Novanta, e poi, andato in pensione, si era dedicato a un nuovo sogno e progetto: il Messina Opera Film Festival. E con la consueta passione e competenza stava preparando l’edizione 2026 nel segno del rapporto tra cinema e opera.
Da Tornatore, valorizzato con l’amato “Nuovo cinema Paradiso” a Messina, a Bellocchio, Herzog, Greenaway e tantissimi altri artisti a livello internazionale, impossibile ricordare tutti i suoi interlocutori in campo culturale. Tanti pure i volumi di cinema a cui si era dedicato. Ad esempio “L’isola di Tornatore”, come curatore sempre attento ai dettagli e mosso da autentico amore per la pellicola e i sogni in celluloide. Da ricordare pure “Il cinema sopra Taormina”, edito dalla “sua” La Zattera dell’Arte.
“Ninni Panzera una figura storica di Taormina Arte”
A ricordare Ninni Panzera (nella foto in basso con il primo manifesto di TaoArte) la Fondazione Taormina Arte Sicilia: “Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Ninni Panzera, figura storica di Taormina Arte, alla quale ha dedicato oltre quarant’anni della propria vita professionale, contribuendo in maniera determinante alla crescita, al prestigio e all’affermazione della manifestazione nel panorama culturale nazionale e internazionale. Con il suo lavoro, la sua visione e la sua instancabile dedizione ha accompagnato alcune delle pagine più significative della storia dell’Ente, contribuendo a renderlo un punto di riferimento nel mondo dello spettacolo e della cultura”.

Dichiarano congiuntamente il sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia Felice Panebianco e il commissario straordinario Bernardo Campo: “Con Ninni Panzera scompare una delle personalità che più hanno segnato la storia di Taormina Arte. Per oltre quarant’anni è stato un punto di riferimento imprescindibile per l’ente, mettendo al servizio della cultura competenza, passione, capacità organizzativa e una visione che ha contribuito a fare di Taormina Arte un’eccellenza riconosciuta ben oltre i confini della Sicilia. Il suo nome resterà indissolubilmente legato ai grandi successi del Festival e alla crescita di un’istituzione che oggi gli deve molto. La Fondazione Taormina Arte Sicilia gli è profondamente grata per l’eredità culturale e umana che lascia: un uomo che ha vissuto Taormina Arte come una casa, dedicando a essa gran parte del proprio cammino umano e professionale. La sua dedizione resta per tutti noi un esempio prezioso. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgiamo il nostro più sincero cordoglio e la nostra affettuosa vicinanza”.
La Fondazione Taormina Arte Sicilia “si unisce al dolore della famiglia, degli amici e dell’intera comunità culturale nel ricordo di un uomo che ha dedicato la propria vita a Taormina Arte, contribuendo in modo decisivo a scriverne la storia e a consolidarne il prestigio nel panorama culturale italiano e internazionale”.
Nel 2024 il ricordo di Emi Mammoliti nel segno della “Milani”
Nel marzo 2024 era morta invece Emi Mammoliti, al fianco di Ninni Panzera nell’avventura della saletta “Milani” e del Messina Film Festival. E poi in Taormina Arte. Così la ricordava Panzera: “La città sarà un po’ più povera. Mancherà quel suo sguardo sereno sulle cose e il suo occhio affabile. Buon viaggio Emi. Saluta Fano (Fano Coco, operatore della Milani, n.d.r.), Domenico, Rosanna e Mimmo. E organizzate qualcosa di bello anche lassù!”.
Le condoglianze di Tempostretto
Ai familiari le condoglianze dell’editore Pippo Trimarchi e dei soci di Tempostretto, del direttore Marco Olivieri e della redazione.


L’ho conosciuto da quando lavorava nello studio Merlo.Una persona per bene,alla mano,preparato,disponibile.Porgo sentite condoglianze alla famiglia..