Limosani: "Con Barcellona espugnata e il modello Messina, parte la sfida di De Luca alla Regione"

Limosani: “Con Barcellona espugnata e il modello Messina, parte la sfida di De Luca alla Regione”

Redazione

Limosani: “Con Barcellona espugnata e il modello Messina, parte la sfida di De Luca alla Regione”

giovedì 28 Maggio 2026 - 09:00

L'economista e componente del comitato scientifico per il programma del sindaco Basile, commenta il risultato elettorale. "Un ciclone sullo Stretto"

MESSINA – “Un ciclone sullo Stretto”. L’economista Michele Limosani, ordinario di UniMe e componente del comitato scientifico per il programma di Federico Basile, interviene sulle recenti elezioni. Così si esprime: “La storia politica della Sicilia orientale registra una scossa profonda, destinata a pesare ben oltre Messina e la sua provincia. A Barcellona Pozzo di Gotto, centro di quasi 40 mila abitanti e solida roccaforte del centrodestra messinese, il quadro politico cambia segno. Una cassaforte elettorale blindata da consensi granitici e percentuali larghissime viene oggi attraversata da una frattura evidente. Anche in attesa dell’ufficialità dei dati, la direzione del voto appare ormai nitida: il gruppo di Cateno De Luca ha espugnato una rocca considerata a lungo inattaccabile. Non un semplice ribaltamento amministrativo, ma un passaggio politico di peso, capace di ridisegnare gli equilibri del consenso in provincia e di proiettare l’esperienza deluchiana su una scala territoriale più ampia”.

Continua l’economista: “L’onda d’urto partita da Messina ha trovato una sponda politica robusta e inequivocabile. Il risultato di Federico Basile nel capoluogo, un netto e imponente 58%, conferma che il radicamento deluchiano ha superato la fase episodica e di rottura che aveva segnato l’avvio del ciclo nel 2018. Una quota amplissima dell’elettorato non vede più questa amministrazione una parentesi di protesta, ma un riferimento stabile di governo cittadino: un’esperienza che trasforma una proposta civica in un blocco politico solido, riconoscibile e strutturato. Gli elettori hanno premiato la credibilità dell’amministratore, ma il dato politico più rilevante sta nella sinergia ormai consolidata tra l’azione di governo di Federico Basile e la linea strategica tracciata da Cateno De Luca. Un incastro progressivamente affinato, che nel tempo ha dato forma a una diarchia funzionale: da un lato l’autonomia amministrativa e l’autorevolezza istituzionale del sindaco, dall’altro la regia politica, la forza comunicativa e la capacità di iniziativa del fondatore. È questa combinazione ad aver trasformato una spinta inizialmente antisistema in una realtà di governo solida, riconoscibile e competitiva, capace di parlare non più solo alla protesta, ma a un elettorato alla ricerca di stabilità, identità, rappresentanza”.

Centrodestra e centrosinistra devono prenderne atto: lo schema bipolare non basta a interpretare il voto come dimostrano le elezioni a Messina e Barcellona”

Per Limosani, “Barcellona Pozzo di Gotto rappresenta, in questo senso, molto più di una conquista simbolica. Espugnare una rocca a lungo considerata inattaccabile significa dimostrare che il “Modello Messina” non vive soltanto entro i confini del capoluogo e non si esaurisce nella forza personale dei suoi protagonisti. Il voto certifica l’esistenza di un consenso ormai mobile, trasversale e territorialmente espansivo, capace di attraversare la provincia e di intercettare settori di elettorato che non si riconoscono più automaticamente nelle appartenenze tradizionali. Con Messina confermata e Barcellona Pozzo di Gotto conquistata, il peso politico del movimento esce rafforzato. Centrodestra e centrosinistra sono costretti a prendere atto che, almeno in questa parte della Sicilia, lo schema bipolare non basta più a interpretare il voto. I risultati ottenuti nei 17 Comuni sopra i 15 mila abitanti consolidano questa traiettoria, pur lasciando aperta la sfida più complessa: trasformare l’avanzata elettorale in un radicamento stabile, capace di imporsi tra i principali protagonisti della competizione nei grandi centri e di proiettarsi su scala regionale. Ma il segnale resta netto: il consenso deluchiano non è più soltanto messinese e non può più essere derubricato a fenomeno locale, episodico o passeggero”.

“Il guanto di sfida per le regionali da parte di De Luca è lanciato”

“Il guanto di sfida a Palazzo d’Orléans è lanciato: forte di un territorio sempre più orientato al pragmatismo, il vento dello Stretto mostra che la periferia non si limita più a obbedire. Ora pretende di contare e di misurarsi con la partita regionale”, conclude l’economista.

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