Ponte sullo Stretto. Ecco perché l’Art parla di 27 euro di pedaggio e la società di 4 o 7 euro

Ponte sullo Stretto. Ecco perché l’Art parla di 27 euro di pedaggio e la società di 4 o 7 euro

Marco Ipsale

Ponte sullo Stretto. Ecco perché l’Art parla di 27 euro di pedaggio e la società di 4 o 7 euro

Tag:

sabato 30 Maggio 2026 - 08:00

Cosa dice sul punto il parere dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti sulla sostenibilità del collegamento tra Sicilia e Calabria

Nel parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti sul progetto del Ponte sullo Stretto c’è un numero che ha fatto balzare sulla sedia i critici: 27,43 euro. Questo è il valore che compare per il pedaggio nell’anno 2034, data prevista per l’avvio dell’esercizio. Una cifra che per alcuni è suonata in contrasto con le rassicurazioni della società Stretto di Messina, che da tempo ipotizza un pedaggio per le auto tra i 4 e i 7 euro.

Una media, non un pedaggio singolo

Per capire da dove nasca questo scarto, bisogna entrare nelle logiche del documento dell’Art. Il valore di 27,43 euro non rappresenta il costo del singolo biglietto che un automobilista pagherebbe al casello ma la tariffa media ponderata a veicolo necessaria per garantire l’equilibrio economico dell’opera.

Il piano, infatti, considera l’insieme di tutti i mezzi che attraverseranno il Ponte: dalle piccole utilitarie ai grandi mezzi pesanti che trasportano merci, fino agli autobus. Poiché un camion o un autoarticolato pesano in modo diverso sul bilancio dell’infrastruttura rispetto a un’auto, la media calcolata dall’Autorità inevitabilmente si alza. In termini semplici: se una parte dei ricavi arriva dai mezzi pesanti, la media ponderata sarà significativamente più alta di quanto pagherà il singolo privato in auto.

La struttura finanziaria dell’opera

Il parere dell’Art delinea un quadro dove l’investimento, circa 13 miliardi di euro, è sostenuto quasi integralmente da fondi pubblici. Il Pfr (Piano Finanziario Regolatorio) analizzato dall’Autorità chiarisce che il sistema tariffario non segue le logiche delle vecchie concessioni, ma si basa su principi di efficienza, trasparenza e orientamento ai costi.

La sostenibilità della gestione, una volta terminata la fase di costruzione, poggia su tre pilastri: i pedaggi stradali, il contributo di continuità territoriale e il cosiddetto “canone ferroviario”. Quest’ultimo meccanismo prevede che il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale (Rfi) trasferisca alla concessionaria una quota derivante dai canoni di utilizzo della linea ferroviaria, garantendo così una componente di ricavo che non grava direttamente sulle tasche degli automobilisti.

La risposta della società

La società Stretto di Messina ribadisce la propria linea: “La tariffa di 27,43 euro per i veicoli indicata nel Pef, e richiamata nel parere positivo dell’Art, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le auto che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta. Le tariffe per il traffico veicolare garantiscono nel periodo di esercizio dell’Opera l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, promuovendo al contempo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria con costi sensibilmente inferiori alle attuali tariffe di attraversamento”.

I costi odierni per la continuità territoriale ferroviaria: 20 milioni

Oggi il sistema della continuità territoriale ferroviaria sullo Stretto si regge su un trasferimento pubblico annuale di circa 20 milioni di euro, erogato dallo Stato principalmente a favore di Rfi per compensare i costi del servizio di traghettamento ferroviario, che risulterebbe altrimenti insostenibile solo tramite la vendita dei biglietti dei treni che impiegano una media di due ore dall’arrivo a Messina alla ripartenza da Villa San Giovanni e viceversa.

Il paradosso è che quei 20 milioni sono spesi per un servizio usufruito da pochi. La maggior parte dei messinesi, almeno quelli in buona salute e in grado di pagare biglietti più costosi, sceglie di attraversare lo Stretto a bordo di aliscafo e viaggiare sulle Frecce o su Italo, in tempi molto più brevi, coincidenze permettendo. Da altre province, invece, si viaggia prevalentemente in aereo perché l’alternativa in treno, proprio quella finanziata coi 20 milioni per la continuità territoriale, è molto più lunga.

Il progetto del Ponte prevede che le risorse oggi destinate alle navi ferroviarie vengano in futuro rifinalizzate verso la società Stretto di Messina, trasformando un sussidio per il servizio marittimo in una quota fissa di finanziamento pubblico per la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura.

I costi operativi e di manutenzione del Ponte: 80 milioni

La manutenzione e la gestione operativa del Ponte sono stimate in circa 80 milioni di euro annui, una cifra che copre il funzionamento dei sistemi, il personale e gli interventi ordinari necessari per garantire la sicurezza di un’infrastruttura di tale complessità. Considerati i 20 milioni annui di spesa odierna per la continuità territoriale ferroviaria, i restanti 60 milioni necessari dovrebbero giungere in gran parte dai pedaggi autostradali.

La scelta dell’autosufficienza contabile

Per il progetto del Ponte è stata scelta la strada autosufficienza contabile, un vestito normativo che non viene cucito addosso a tutte le infrastrutture italiane. Mentre alcune (ad esempio l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, che ha costi di manutenzione annui dello stesso ordine di grandezza) vengono considerate beni pubblici da sostenere tramite la fiscalità generale, riflettendosi sull’intera crescita economica nazionale, per il Ponte si è scelto un modello di concessione “a mercato” che pretende l’equilibrio economico attraverso il pedaggio stradale. Questa forzatura non deriva da una necessità tecnica, ma dall’esigenza politica di dimostrare alle istituzioni europee che l’opera non graverà sul debito pubblico come “spesa corrente” dopo la costruzione.

Articoli correlati

14 commenti

  1. Possono dire quello che vogliono, ma il Ponte non si deve fare e non si farà mai!!!

    49
    44
  2. Pedaggio realistico 20 euro a tratta per un autoveicolo. In Turchia per poco più di 2 km se ne pagano 12. Se il ponte per la sua gestione complessiva post costruzione necessita di 20 + 60 milioni pare realistico che la cifra irrisoria che viene invece prospettata sia fumo……

    44
    39
  3. Stanno smentendo la retorica dei pro ponte . Io sono convinto che non si farà perché se ci fosse stato davvero una volontà del governo avrebbe gia preparato il territorio a costruire questo ponte . Ma siccome e lo avete visto chiaramente che per questo governo è solo argomento di propaganda . Sono stati spesi soldi per una società parassita inutile.

    58
    53
  4. bravo Fabio sono d’accordo con te

    31
    24
  5. Da quello che ho capito …quasi trenta euro sono x un auto , che si ottiene da una media AUTO / TIR , se passano meno tir (prevedendo un rinforzo merci sui treni).il costo AUTO si alzerà ?

    23
    19
  6. Oggi h 14 percorro nella calura estiva la città da Castronovo a viale Europa e ritorno. Spicca il centro commerciale di viale s. Martino isola pedonale, piatto e vuoto. Nel centro storico del Duomo e zone collegate del Municipio , Catalani, I° Settembre, Antonello invece i croceristi fanno lo slalom tra le macchine, prima di rifugiarsi nella piazza. Al rientro per le navi altro duello. Ti aspetti di vedere almeno qualche indicazione maiuscola di tipicità locali come Granite o Cannoli, ma emerge solo un cartello KEBAB. Questa è la Grande Visione Strategica del turismo dell’ amministrazione Basile/DeLuca.

    66
    67
  7. Secondo, il costo per attraversarlo con l’auto potrebbe essere ragionevolmente anche , di 10 €, invece per Tir e Autobus anche di 25 €, che considerando i costi attualmente sui traghetti sono decisamente inferiori,

    4
    5
  8. Marcella Millimaggi 30 Maggio 2026 17:20

    Vorrei dire alla Pierino: Maestra, ho caduto o son caduto… sempre a terra sono arrivato! che sia una tariffa ponderata o altro sarà sempre a gravare sulla tasca del fruitore del servizio!

    5
    3
  9. Non si scenderà sotto i 30 euro.

    5
    3
  10. Ma non si può mai dire oggi quale sarà il costo del pedaggio che se si farà, quindi se si farà………diciamo che per finirmo ci vorranno non 7 anni ma bensì 70anni….il costo sarà da condierarsi per il costo della vita dei prossimi decenni……….sempre se si farà
    I costi di gestione sono altissimi, costerà sicuramente tanto, quindi chi lo attraverserà non saranno mai i cittadini di Messina o Reggio Calabria ma bensì i turisti o i camion bus in genere…..bastava solo potenziare la navigazione sullo stretto ed evitare di spendere soldi inutili

    9
    0
  11. Sembra la barzelletta di Pierino. Come
    La vendita della pelle dell’orso, prima di abbatterlo.
    Solo dal ridere. Il problema è che stanno dilapidando soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati meglio.

    9
    0
  12. Chi siete….
    Cosa portate….
    1 fiorino……..

    Benigni e Troisi avevano capito tutto.

    9
    0
  13. Marcella Millimaggi 31 Maggio 2026 08:00

    La domanda resta sempre la stessa: dov’è il beneficio? Sconquasseranno una citta’, spenderanno una nave di soldi, si pagherà un pedaggio e per prendere”il ponte” si dovranno fare un sacco di KM in piu con la benzina alle stelle! A chi giova il ponte se non al solito Matteo Salvini e alla sua immagine?

    11
    8
  14. Calabresi e Messinesi non dovrebbero pagare, perché i lavori del ponte impatteranno in maniera devastante sui cittadini di entrambe le sponde…Questa sarebbe la prima cosa sensata da fare………

    1
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED