Il ruolo di Tommaso Miele secondo la Procura di Roma che indaga per corruzione e rivelazione di segreto
Corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Sono queste le ipotesi di reato che il procuratore aggiunto di Roma Giuseppe De Falco ipotizza, dopo i primi risultati degli accertamenti dei Ros su alcuni passaggi salienti del progetto Ponte sullo Stretto di Messina spa. Per questo il magistrato ha spiccato tre avvisi di garanzia e ora si prepara ad interrogare gli indagati, per avere i loro chiarimenti sui fatti. Al centro dell’inchiesta ci sono i rapporti tra Francesco Saccomanno, componente del Cda della Stretto di Messina spa fino a qualche settimana fa, e il commendatore Vincenzo Virgiglio. Entrambi di Rosarno, entrambi elementi di vertice del club service Accademia Calabria, sono sospettati di aver “corteggiato” Tommaso Miele, giudice della Corte dei conti oggi in pensione che avrebbe favorito “….la società Stretto di Messina – scrive il magistrato – concretamente interessata al parere positivo della Sezione di controllo della Corte dei conti per l’esame di legittimità della delibera Cipess n. 41/25, con cui è stato approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto con prescrizioni e raccomandazioni”.
Le ombre sul Ponte
“Eh…però è una situazione…critica!”. A dirlo è proprio Miele in una conversazione intercettata dai carabinieri del Ros e che secondo gli inquirenti indica che il magistrato aveva visionato documenti riservati del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. “Il problema da risolvere è sempre quello…cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo…(…)«l’importante che tu dai comunque il report…. che io sto sul pezzo… noi stiamo sul pezzo”, dice il magistrato.
Gli amici degli amici
Miele avrebbe rivelato notizie riservate sull’andamento della discussione all’interno della Corte dei conti e, nei rapporti con gli esponenti della Stretto, avrebbe mirato a una collocazione per la fine della carriera da magistrato contabile. “Quando andrò in pensione io dovrei fare il presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto…c’ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità…”, dice il giudice in un’altra intercettazione. E in un altro passaggio commenta lo stop della Corte dei conti, dicendo di non essere “… assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi…(…)…i miei amici del governo, a cominciare da Salvini, …si sarebbero aspettati… una presa di distanza”.


Il nulla assoluto. Ecco cosa emerge dalle intercettazioni! Altra indagine che finirà con un’archiviazione
.. il nulla assoluto?
Dipende dal punto di vista.
Dal punto di vista politico sembra esserci tanto, quello giudiziario farà il suo corso … vedremo gli sviluppi!
infatti,il nulla assoluto emerge da tutto il progetto del ponte. Non c’è nulla di effetti, solo parole, vuote promesse e lacune i tutto l’ iter. Bisogna archiviare tutto il progetto.