Sbloccati i pagamenti della Camera a Genovese dopo il bloccato del maxi pignoramento da 12 mln di euro. Ecco perché
Il braccio di ferro tra l’Agenzia delle Entrate e il già due volte parlamentare messinese Francantonio Genovese, condannato in via definitiva a 6 anni e 8 mesi alla fine del processo Corsi d’Oro, ammonta a oltre 12 milioni di euro, per la precisione 12.109.955 euro. E’ questa la cifra riportata sulla maxi cartella emessa dal Fisco che, nell’azione esecutiva, puntava a pignorare anche le diarie parlamentari di Genovese. Ma la Camera dei Deputati aveva bloccato in via cautelare il provvedimento, sul quale adesso si è pronunciato il Tribunale di Messina. E ora dovrebbe sbloccare i pagamenti a Genovese.
No al pignoramento, ecco perché
Lo racconta il Fatto Quotidiano che riporta uno stralcio della decisione e le dichiarazioni del legale di Genovese, l’avvocato Gianfilippo Ceccio. A ricorrere al Tribunale era stato proprio l’esponente politico messinese, nonché la stessa Camera dei Deputati, visto che si tratta di somme congelate sui conti di Montecitorio. La giudice Emanuela Lo Presti, accogliendo i ricorsi, ha spiegato che le norme sono chiare e sanciscono il “divieto di pignorabilità” di indennità e diarie dei deputati. Per pignorare il quinto, spiega la giudice, serve un intervento legislativo, il giudice nulla può.
Il maxi contenzioso col Fisco
L’avvocato Ceccio spiega che a questo punto la Camera potrebbe sbloccare le somme bloccate dopo il provvedimento cautelare del 2016 che stoppava il pignoramento del Fisco. E Genovese potrebbe incassarle. “Parliamo di poche decine di migliaia di euro che ora dovrebbero essere pagate”, chiarisce il legale. Il contenzioso è ancora aperto. “A oggi l’Agenzia delle Entrate riporta una pretesa di circa 900 mila euro – ha detto Ceccio al Fatto – ma le somme sono oggetto di contestazione in quanto secondo nostre valutazioni il debito residuo sarebbe di circa 557 mila euro”.

