L’ultima Fiera nel 2013. Messina ora ha un lungomare

L’ultima Fiera nel 2013. Messina ora ha un lungomare

Marco Ipsale

L’ultima Fiera nel 2013. Messina ora ha un lungomare

giovedì 02 Luglio 2026 - 07:00

Ma già negli ultimi anni era poco più di un mercatino. Il traguardo arriva con almeno vent’anni di ritardo

MESSINA – Sei edizioni dal 1934 al 1939, poi il blocco della guerra e la ripresa ininterrotta dal 1946 al 2013, anno dell’ultima edizione. Ma già da qualche anno la Fiera Campionaria si era ridotta a poco più di un mercatino. Di anni ne sono trascorsi altri tredici e ora quell’area è stata riaperta in una veste completamente nuova, trasformata in un lungomare pubblico restituito alla cittadinanza e ai turisti.

Una grande passeggiata lineare, arricchita da aree a verde curato, palme, percorsi pedonali e spazi ricreativi pavimentati di azzurro che si snodano proprio a ridosso della costa. Un colpo d’occhio che contrasta nettamente con il passato, quando l’accesso visivo e fisico al mare era sbarrato.

Il tramonto del vecchio modello espositivo

Per generazioni di messinesi la Fiera ha rappresentato un appuntamento fisso, glorioso fino agli anni Novanta e ai primissimi anni duemila. Attirava visitatori da tutta la Sicilia e dalla Calabria, ospitando eventi commerciali e culturali di rilievo. Ma i tempi cambiano. Oggi in Italia sopravvivono solo pochissimi grandi poli espositivi specializzati di rilievo internazionale, posizionati in enormi centri logistici periferici e non certo in aree urbane di pregio affacciate sul mare.

Il vecchio modello messinese comportava un paradosso insostenibile: un’area preziosa sottratta alla città per 350 giorni all’anno, a fronte di una campionaria che durava appena due settimane in agosto e di qualche altro sporadico evento. Per undici mesi all’anno, quel panorama mozzafiato sullo Stretto rimaneva sigillato dietro orribili cancelli e ringhiere in orsogril, rendendo il tratto di costa invisibile e inaccessibile. Una negazione del legame tra Messina e le sue acque che purtroppo resiste ancora oggi in troppi punti del territorio comunale.

Un’attesa durata decenni

Il risultato odierno arriva con un ritardo pesante. Dal 2013 la zona è rimasta quasi sempre un deserto recintato. Il declino era iniziato già qualche anno prima, quando gli ultimi eventi espositivi somigliavano ormai più a mercatini rionali che a manifestazioni internazionali.

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Finalmente si è preso atto che la vista dello Stretto è un patrimonio collettivo. Fino a ieri, il centro cittadino offriva appena 600 metri della storica passeggiata a mare, peraltro segnata dal tempo e non certo in condizioni ottimali. Con i 400 metri recuperati dall’ex Fiera, il fronte balneabile urbano arriva a un chilometro.

Oltre il centro città

Un buon inizio, quindi, ma che non può bastare. Questo intervento deve essere il volano per una pianificazione molto più ambiziosa. C’è un concorso di progettazione per la riqualificazione del fronte a mare tra il viale Boccetta e l’Annunziata, sbloccando anche la tratta Giostra-Annunziata, un’operazione legata a doppio filo al definitivo trasferimento degli approdi privati a Tremestieri.

Ma lo sguardo deve andare oltre il centro. Verso nord, la continuità del lungomare va estesa fino alle case basse di Paradiso, per poi recuperare spazi pure a Sant’Agata e oltre. Anche sul versante tirrenico, superato il Pilone, gli accessi pubblici sono minimi e la stragrande maggioranza della costa è sacrificata alla privatizzazione selvaggia. Lo stesso discorso vale in centro e a sud, tra la Zona Falcata e Maregrosso, aree storicamente violentate da capannoni industriali che avrebbero dovuto trovare spazio nelle aree zonate, lasciando la costa libera. Nel 2026, Messina vive ancora l’assurdo paradosso di essere una città di mare in cui è impossibile fare un bagno in centro, costringendo residenti e visitatori a spostarsi nelle periferie nord o sud.

I segnali di una nuova visione

Per troppo tempo è mancata una visione politica d’insieme, capace di immaginare Messina come una vera città di mare e non semplicemente come una città “accanto” al mare. Negli ultimi anni si è visto qualche timido miglioramento e il nuovo lungomare nell’area della Fiera è proprio uno di questi. La speranza è che non rimanga un’eccezione isolata, ma l’inizio di una lunga serie di interventi per riprendersi lo Stretto.

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Un commento

  1. Finalmente !!! MESSINA riacquista il suo mare spettacoloso, il suo Stretto dominato dalla Madonnina .
    Amministratori della citta’ : tenete ben curato e protetto questo patrimonio di tutti i messinesi.

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