Nel 2024 il sequestro del Noe per le ditte che smaltivano a Castroreale, Rodì e Terme Vigliatore
Due anni dopo il sequestro e a 5 anni dall’avvio dei controlli vengono archiviate le accuse penali nei confronti delle tre ditte che effettuavano lo smaltimento in alcuni comuni del barcellonese finiti nel mirino dei Carabinieri del Noe. La giudice Tiziana Leanza ha archiviato l’indagine sfociata nell’ottobre 2024 nel sequestro per Caruter, Multiecoplast e Onofaro srl sospettati di aver trattato illecitamente almeno 55 tonnellate di immondizia.
Nel 2024 il blitz del Noe
Il blitz dei carabinieri al sito di conferimento rifiuti risale al 18 ottobre 2024 dopo la scoperta di 55 tonnellate di immondizia che, secondo l’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia, era da smaltire irregolarmente per abbattere i costi. Erano quindi arrivati i divieti di esercitare attività imprenditoriali per i titolari dell’imprese, indagati per traffico illecito di rifiuti e frode nelle pubbliche forniture. Ventotto complessivamente gli avvisi di garanzia spiccati inizialmente, poi gli accertamenti si sono ristretti a 23 persone.
Traffico di rifiuti, perché l’inchiesta è stata archiviata
Alle tre ditte venivano conferiti i rifiuti dei comuni di Castroreale, Rodì Milici e Terme Vigliatore e l’ipotesi che è stata vagliata, e ora archiviata, è che non pesando i rifiuti, i documenti di trasporto venivano falsati, facendo saltare così il sistema di tracciamento del rifiuto stesso. Una accusa che non si è rivelata sostenibile in giudizio. Un mese dopo l’operazione i sigilli erano stati revocati dal Riesame.
I difensori
La giudice per le indagini preliminari, quindi, ha accolto la tesi dei difensori, gli avvocati Natale Bonfiglio, Antonello Scordo, Salvatore Silvestro, Natale Venuto, Valerio Spigarelli, Tindaro Celi, Paolo Pino, Flavia Galbato Muscio, Rosario Ventimiglia, Domenico Magistro, Antonino Emanuele Imbesi, Giuseppe Mormino, Riccardo Rotigliano, Pina Trovato, Diego Lanza, Sabrina Ligato, Giorgio Magistro e Melangela Scolaro.

