Vittima un legale e la sua famiglia che ha subito pesanti ripercussioni
Sono 10 anni e 3 mesi anche in appello per il macellaio di 58 anni accusato di stalking ad un professionista. L’uomo era stato condannato in primo grado al Tribunale di Barcellona a fine 2025 ed ora la Corte d’Appello di Messina ha confermato il verdetto, accogliendo la richiesta della Procura generale e dei legali della vittima, gli avvocati Tommaso Calderone e Gabriella Caccamo. L’imputato era invece difeso dagli avvocati Salvatore Silvestro e Tommaso Campanella.
Legale preso di mira, cos’è successo
Il commerciante era stato denunciato dalla vittima, un legale, che aveva raccontato di ripetute minacce di morte, sia a lui che ai familiari. Mesi difficili per il malcapitato, segnati da pedinamenti, appostamenti e persino dall’installazione di un dispositivo di localizzazione sotto l’auto del professionista.
Una spirale di minacce a tutta la famiglia
Un contesto di tensione che, secondo la ricostruzione presentata nel processo, avrebbe avuto ripercussioni anche sulla compagna dell’avvocato, all’epoca in gravidanza, la quale ha poi subito un aborto spontaneo, evento che sarebbe stato messo in relazione allo stress provocato dalle minacce. Le indagini hanno delineato quello che l’accusa ha definito un vero e proprio comportamento ossessivo, nato dall’erroneo convincimento dell’imputato che il legale avesse una relazione con una donna a lui vicina. Un sospetto che avrebbe innescato una spirale sempre più grave: presunti tentativi di coinvolgere terzi nei pedinamenti, minacce anche durante precedenti misure cautelari, e l’invio di lettere anonime contenenti accuse a carico dell’avvocato, di un maresciallo dei Carabinieri e di altri cittadini di Barcellona e Falcone.

