L'appello del corteo no ponte: "Chiudiamo la Stretto di Messina Spa"

L’appello del corteo no ponte: “Chiudiamo la Stretto di Messina Spa”

Redazione

L’appello del corteo no ponte: “Chiudiamo la Stretto di Messina Spa”

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domenica 09 Agosto 2026 - 07:56

Ieri la manifestazione e la diffusione del documento finale: "I governi non hanno seguito l'indicazione della Corte dei conti. L'area dello Stretto sotto la minaccia dei cantieri"

MESSINA – “Ancora una grande manifestazione di popolo ha percorso le strade di Messina per dire no al ponte sullo Stretto. Migliaia di partecipanti, in gran parte giovani, hanno proclamato dal basso la chiusura della Stretto di Messina Spa, che colpevolmente ben sette governi, dopo quello Monti, hanno tenuto in piedi nonostante fosse in liquidazione e nonostante la Corte dei conti ne avesse ripetutamente chiesto la liquidazione. Adesso ci aspettiamo che le istituzioni mettano in atto ciò che è largamente maggioritario nei territori dello Stretto: la cancellazione della società per la progettazione e costruzione del ponte”. Così il movimento alla fine del corteo contro il ponte sullo Stretto che, da piazza Cairoli a piazza Lo Sardo (ex piazza del Popolo), ha percorso le strade del centro tra canti, cori e interventi, compreso il ricordo delle vittime del crollo a Pistunina.

Corteo no ponte a Messina

“Mentre si è formato un popolo no ponte, non esiste un popolo sì ponte”

Di seguito l’appello letto alla fine del corteo e firmato Assemblea no ponte: “Siamo scese ancora una volta in piazza. Lo abbiamo fatto ancora una volta in migliaia. Non ci interessano i balletti dei numeri. Siamo in tante e tanti. Siamo siciliane e calabresi, ma con noi ci sono anche tante solidali, persone che nel loro territorio si battono contro altre devastazioni, persone che noi supporteremo andando a nostra volta nel loro territorio per dare loro maggiore forza. In tutti questi anni di mobilitazione abbiamo dovuto superare tanti ostacoli. Dalla parte dei devastatori c’erano i soldi e il potere. Dalla nostra solo la generosità e i nostri corpi. Nonostante questo, possiamo dire di avere vinto. Oggi l’opinione no ponte è largamente maggioritaria nei nostri territori. Lo dimostra questa piazza, lo dimostra il fatto che di piazze sì ponte di queste dimensioni non ce ne sono mai state. La verità è che mentre negli anni si è formato un popolo no ponte, non si può dire il contrario. Non esiste un popolo sì ponte”.

“Nonostante la Corte dei conti avesse chiesto di farlo, i governi dal 2013 non hanno chiuso la Stretto di Messina”

E ancora: “In questi anni di mobilitazione si sono succedute tante generazioni e ogni volta si sono trasmesse il testimone della solidarietà e della difesa della nostra terra. Questo avviene perché la generosità e l’amore per il proprio territorio sono più forti della brama di profitto. E’ per questo che tutte le loro narrazioni, tutti i loro discorsi, si sono sbriciolati. Avevamo ragione noi. Su tutto. Nel corso degli anni ci siamo interrogate. Abbiamo studiato il progetto. Abbiamo prodotto enormi quantità di riflessioni, analisi, controdeduzioni. Alla fine di tutto questo abbiamo capito che non lo sanno se il ponte si può fare. Non lo sanno se starebbe in piedi. Non hanno un piano finanziario. Noi sappiamo che tutto questo gravita intorno alla società concessionaria Stretto di Messina Spa, una società per la cui governance sono stati abbattuti i tetti dei compensi, una società che ogni anno consuma ingenti risorse senza arricchire di nulla la comunità. Una società che, colpevolmente, i governi che si sono succeduti dal 2013 non hanno messo in liquidazione nonostante la Corte dei conti avesse chiesto ripetutamente di farlo”.

“La nostra stessa economia rimane appesa ad un fantasma, tutta l’area dello Stretto sotto la minaccia dei cantieri”

Si legge sempre nel documento: “In tutto questo il territorio rimane appeso a un’opera che continuerà a generare profitti per pochi, anche qualora non dovesse essere costruita. Le persone più giovani – noi giovani – ce ne andiamo. Chi vive nelle zone interessate dai cantieri sta col fiato sospeso. La nostra stessa economia rimane appesa ad un fantasma. Tutta l’area dello Stretto si sente sotto la minaccia di cantieri che potrebbero durare 10, 20 o 30 anni, rendendo invivibile la nostra quotidianità. Noi sappiamo che questa non è una casualità. Noi sappiamo che questo è un metodo. Noi sappiamo che questa è la logica delle grandi opere, dell’occupazione militare delle nostre terre, dei grandi eventi, delle emergenze. Estrarre profitti dal territorio, è solo a questo che sono interessati. E noi, invece, vorremmo vivere in pace, prenderci cura dei luoghi che abitiamo, avere la possibilità di restare, potere decidere del futuro della nostra vita. Noi siamo tante e tanti. Abbiamo dalla nostra parte la natura, i nostri corpi e il desiderio di un futuro più appagante. A loro rimangono solo il potere e i soldi. Per questo li sconfiggiamo”. 

“Decretiamo dal basso la chiusura della Stretto di Messina”

“Ed è per questo che, nel ringraziare tutte e tutti coloro che sono state in piazza oggi e tutte e tutti coloro che lo hanno fatto in tutti questi anni di lotte, nel ringraziare le nostre sorellr e i nostri fratelli che sono venute da fuori a portare le loro lotte in questa piazza, noi decretiamo, dal basso, la chiusura della Stretto di Messina Spa. Non c’è posto per i devastatori in riva allo Stretto. Grazie”, è la conclusione.

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11 commenti

  1. COGITO ERGO SUM 9 Agosto 2026 09:31

    “SALVINI, GERMANA’, CIUCCI : FATEVENE UNA RAGIONE ! Ieri avete ricevuto il parere favorevole (ma ovviamente condizionato dalle prescrizioni da parte del C.S.LL.PP). A questo punto arrivati, oltre naturalmente a rendere completamente note tutte le prescrizioni (privilegiando cosi la trasparenza e la chiarezza), vi conviene insistere sulla completa costruzione di TUTTE , ma proprio TUTTE, le opere propedeutiche per questo Ponte (collegamenti ferroviari ed autostradali, in Sicilia e da Villa San Giovanni fino a Napoli). Infine, dovete dirci quali risultati hanno dato le prove di tenuta dei metalli (che comporranno i cavi di sostegno di questo Ponte e del suo impalcato), condotte dalla IHI giapponese”. Perchè nascondere questi risultati ? (ci sono o no questi dati ??????) Si profila, infatti, e voi lo capite benissimo, un problema di credibilità politica e professionale che voi non potete (e certamente non volete) ignorare. Siamo cioè al “Hic Rhodus haec salta”, come scriveva Giovanni Guareschi in situazioni concettualmente analoghe. Attendo, naturalmente risposta completa con i fatti (delle parole, sinceramente, non so che farmene).

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  2. Cogito ergo Sum 9 Agosto 2026 09:53

    È stata una importantissima pagina di Democrazia popolare, nella piena ed assoluta legalità : ci siamo sempre e comunque .

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  3. Si mobilitassero in questo modo per i molteplici problemi e disoccupazione di Messina ,invece no , si mobilitano contro la progressione, contro il lavoro , facendosi usare dai comunisti che vogliono il peggio per l’Italia , e per Messina

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  4. Solo 3 commenti per una manifestazione così importante (!?!) …o no!!!
    PS: ma i Messinesi dov’erano?!?

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  5. Il popolo si ponte esiste e come esiste, però a differenza dei non ponte, free Tibet etc., lavorano produco e fanno reddito e pil e quindi non hanno tempo per fare le sfilate allegoriche

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  6. chiudetevi il cervello perché se non volete il ponte. Allora pagate voi i biglietti a chi si cura a Messina o Reggio Calabria perché la caronte costa anche a chi è pendolare.

    E non oso immaginare se lo faranno succederà peggio della val di susa e tutti sapete cosa è successo li

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  7. Migliaia di persone?
    Per favore, non scherziamo sulla realtà.
    E comunque, visto e considerato che ieri sera potevano fare schiamazzi, cantare (offendendo) e quant’altro per farsi notare, la sera del 15 Agosto i fuochi d’artificio si devono fare.

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  8. Non era una sfilata allegorica. Aveva un significato palese e non recondito. Non eta necessaria alcuna allegoria.

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  9. Ma qualcuno dei signori che accusa i no ponte ha compreso che il progetto bocciato è di Salvini?
    Che non lo hanno pensato i no ponte, non lo hanno bocciato i no ponte e non lo hanno proposto con tutti i suoi difetti i no ponte’?
    Avete capito o no chi ha fallito e per quali motivi?
    No…direi che non lo avete proprio capito visti i commenti.

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  10. Be’, erano almeno il triplo di chi manifestava in piazza Municipio col ministro e il senatore.
    E i loro slogan non erano imparati e ripetuti pappagallescamente .

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  11. Il progetto del Ponte NON è di Salvini, lui ha solo ereditato un progetto già in essere che per ideologie politiche veniva penalizzato.
    Il Ponte è frutto del lavoro dei migliori ingegneri e specialisti in costruzione di ponti al mondo.
    I No Ponte che si oppongono solo perchè il ponte è di Salvini sbagliano alla grande e farebbero meglio ad informarsi lasciando da parte l’ideologia politica.

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