Così il leader di Avs Bonelli commenta le oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni nel via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici alla grande opera
“Siamo pronti a denunciare alla Corte di Giustizia europea la vicenda del ponte sullo stretto: stanno forzando regole, procedure e valutazioni tecniche pur di andare avanti a ogni costo con un’opera da 14,5 miliardi di euro. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici smentisce clamorosamente la propaganda di Salvini e della destra, che pochi giorni fa parlavano di vittoria e di via libera. Nelle 353 pagine ci sono oltre cento prescrizioni e raccomandazioni su questioni decisive: rischio sismico, geologia, fondazioni, materiali e aggiornamento delle indagini. È quello che denunciamo da tempo: si vuole costruire un’opera gigantesca su un progetto vecchio, con studi e informazioni che risalgono a decenni fa”. Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, commenta le oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni inserite nel parere favorevole all’avvio della fase di progettazione esecutiva da parte del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.
“Il capitolo sismico è particolarmente grave: vengono richiesti nuovi approfondimenti sulla domanda sismica, sulla sorgente del terremoto del 1908, sulle fondazioni delle torri e sul comportamento dell’opera in condizioni estreme. Altro che progetto pronto e sicuro. Ora il governo non può più nascondersi dietro gli slogan. Se Meloni e Salvini continueranno a piegare le procedure alla propaganda, porteremo il loro operato davanti alla Corte di giustizia europea. Spendere 14,5 miliardi in queste condizioni, mentre si ignorano le vere priorità del Paese, è irresponsabile”, conclude il leader verde.
Nel frattempo, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha fatto delle dichiarazioni sull’argomento: “Già previste le raccomandazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici”.

