La mobilitazione sindacale e le rivendicazioni del personale contro i ritardi dell'amministrazione comunale
Uil Fp, Fp Cgil, Csa e Silpol rivendicano “il riconoscimento di legittimi diritti giuridici ed economici, rispetto ai quali l’amministrazione continua a fare orecchie da mercante”. I dipendenti comunali, ieri in assemblea, hanno ribadito le questioni che avevano indotto le organizzazioni a proclamare lo stato di agitazione e a indire lo sciopero dei dipendenti, inizialmente fissato per il 31 luglio 2026 e poi sospeso a causa della grave tragedia che aveva colpito la città di Messina, con il crollo di Palazzo Leone, a Pistunina.
Le inadempienze e i punti critici della vertenza
Da allora sono trascorsi quasi altri due mesi, “senza che l’amministrazione abbia fornito risposte concrete né adottato i necessari provvedimenti”. In particolare, il personale lamenta la mancata liquidazione del salario accessorio relativo all’anno 2025 e l’assenza di attivazione delle procedure per la liquidazione della performance 2025. Restano inoltre irrisolti la definizione della controversa vicenda riguardante la Peo (Progressione economica orizzontale) con il superamento dei ritardi accumulati per le annualità 2025 e 2026, la costituzione del Fondo per il salario accessorio 2026 e la nomina delle commissioni per le progressioni interne.
Sul fronte organizzativo e operativo, nessun passo in avanti: “non si è proceduto all’istituzione delle posizioni organizzative, né all’autorizzazione del lavoro agile in favore dei dipendenti che ne hanno fatto richiesta nel rispetto del regolamento vigente. A ciò si aggiungono la richiesta di modifica dell’indirizzo operativo impartito alla Delegazione trattante per la contrattazione 2026–2028 — che prevede la mancata applicazione dell’istituto del differenziale stipendiale — e la necessità di adottare interventi urgenti per garantire piena sicurezza nei numerosi luoghi di lavoro già segnalati dai dipendenti”.
La voce dei sindacati e la conferma della mobilitazione
L’assemblea ha confermato all’unanimità il ricorso allo sciopero, la cui data sarà stabilita e comunicata a breve.
Duri gli interventi dei rappresentanti sindacali nel corso dell’incontro. «Insiste un clima di malessere lavorativo ed organizzativo», ha dichiarato Livio Andronico, segretario della Uil Funzione Pubblica, sottolineando che «negli ultimi 40 anni nessuna amministrazione precedente che ha voluto interrompersi il confronto sindacale si è mai mostrata così come quella attuale». E ha aggiunto: «I dipendenti hanno risposto bene all’assemblea, per la Uil Funzione Pubblica non ci sono altre soluzioni, si deve manifestare con lo sciopero. La Uil Fp rimane al fianco dei lavoratori continuando a sostenerli anche individualmente. Basta con ulteriori ritardi, nessun passo indietro».
Sulla stessa linea Peppe Previti della Cgil, che ha evidenziato come «non è cambiato nulla, l’amministrazione continua a non mantenere gli impegni, anzi la situazione è peggiorata, per cui si conferma la giornata di sciopero che programmeremo nella prossima settimana». Previti ha affondato il colpo denunciando che «non è possibile continuare ad avere un’amministrazione a due velocità, ovvero tutto passa per i dirigenti e per tutto quanto ruota attorno alla politica, mentre per i lavoratori solo niet».
Anche Piero Fotia, segretario del Csa, ha denunciato «un clima notorio», rimarcando che «lo sciopero, proposto anche da una dipendente, è stato approvato da tutti i partecipanti». Fotia ha inoltre annunciato che «proseguiranno anche le iniziative giudiziarie e ogni altra iniziativa che serve a tutelare i diritti dei lavoratori».
Infine, per Giuseppe Gemellaro, segretario del Silpol, «le dichiarazioni del sindaco Federico Basile in merito alla possibilità di riprendere con un confronto sindacale costruttivo non hanno avuto seguito, disattese le spettanze del 2025, i dipendenti sono profondamente delusi in un momento in cui servono anche e soprattutto incrementi economici previsti».







Benissimo!!!