Marcello Scurria, Pippo Capurro e Simona Contestabile all'attacco: "Autogol sugli emendamenti, la delibera resta confusa e piena di errori. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato"
MESSINA – A un paio d’ore dalla nuova seduta di Consiglio comunale sul contratto di servizio di Messina Social City, in programma oggi dalle 13.30, il gruppo consiliare “Scurria sindaco” ha convocato la stampa per una nuova conferenza sul “vaso di Pandora”. E stavolta la richiesta è chiara: una commissione d’inchiesta che possa indagare e vigilare sui passi compiuti dall’azienda in questi anni. Per i tre consiglieri del gruppo, Marcello Scurria, Pippo Capurro e Simona Contestabile, non solo la delibera è confusionaria, imprecisa e da ritirare, come già stato detto negli ultimi giorni, ma bisogna vigilare anche sulle condizioni dei lavoratori dell’azienda speciale. La richiesta è di chiarezza, e per farla i tre consiglieri chiederanno l’intervento degli organi di controllo. La commissione d’inchiesta va chiesta dai due quinti del Consiglio comunale.
Contestabile: “Autogol della giunta sugli emendamenti”
Simona Contestabile ha aperto la conferenza partendo da un episodio: “Il vicepresidente del Consiglio comunale a un’emittente locale ha dichiarato che il confronto e le polemiche nascono da troppa democrazia. Vogliamo sperare che sia stata solo una espressione infelice e che torni sui suoi passi”. Poi è entrata nel merito del contratto di servizio di Messina Social City: “Passi avanti non ce ne sono stati. La delibera è bloccata nei meandri tecnici e politici. Hanno riaperto i termini per gli emendamenti ed è stato un autogol involontario perché l’amministrazione avrebbe potuto farlo anche senza riapertura, come da regolamento. La riapertura ha portato tutti a presentare nuovi emendamenti. Ci sono aspetti che avrebbero dovuto già essere inseriti nella delibera. Delibera di cui noi chiediamo oggi il ritiro proprio per questo novità”.
Capurro: “Amministrazione arrogante”
Ma quali sono queste novità? Pippo Capurro, capogruppo di Scurria sindaco, ha sottolineato come “non ci siamo inventati niente, ma abbiamo solo sollevato un problema come suggerimento di modifica all’atto deliberativo. Abbiamo dibattuto in commissione e in aula, sottolineando vizi che non avevano sanato. Parlo della mancanza del parere dei revisori, dell’assenza degli allegati, di vizi che abbiamo evidenziato più volte. Ma l’arroganza di questa amministrazione è stata proprio non prendere per buoni questi suggerimenti di modifica. Speriamo che con questa nostra richiesta prendano questa delibera e la modifichino definitivamente. Così ci vanno di mezzo solo i lavoratori. Vogliamo votare un atto regolare, non monco. Così, invece, è un atto monco, un’offesa per chi deve votarlo e soprattutto per i lavoratori”.
Scurria: “Basile esca da Facebook e si metta a lavorare”
Marcello Scurria ha poi analizzato queste novità: “Avevamo detto che avremmo scoperchiato questo vaso di Pandora. Abbiamo tolto il coperchio e siamo molto perplessi. La vicenda della proposta di delibera della MSC che ha come oggetto l’affidamento in via eccezionale di un servizio così importante è la cartina di tornasole di un’amministrazione che affronta le questioni importanti con superficialità, sciatteria, non curanza, strafottenza e molta presunzione. Perché portano atti che fanno pena dal punto di vista amministrativo pretendendo che vengano approvati a occhi chiusi. Noi chiediamo solo il rispetto della legalità. Eravamo in piena estate e ora siamo in autunno, siamo fermi sulla delibera da settimane. A Basile dico di uscire da Facebook e mettersi a lavorare”.
Il bilancio pubblicato oggi
E ancora: “È diventato tutto social e strette di mano, mentre le cose importanti vengono lasciate a marcire. Perché questa nuova conferenza a poche ore dall’ennesimo Consiglio? Perché dopo aver letto questi allegati depositati solo qualche giorno fa ci siamo accorti di una cosa ancora più grave. Stiamo depositando un’altra nota in cui diciamo cosa è sbagliato e cosa è contraddittorio. Stamattina, 23 settembre, la Social City ha finalmente pubblicato il bilancio del 2026 e il pluriennale 26-28. Finora c’era stata solo la nota dell’approvazione dello scorso gennaio. Ma il bilancio deve approvarlo il Consiglio comunale, perché in 8 mesi non è mai stato pubblicato? E perché non è mai stato trasmesso al Comune, tenuto nei cassetti in questi mesi? C’è qualcosa che non torna”.
Scurria: “C’è chi sta firmando una cambiale in bianco”
“Su quale bilancio è stato pagato – ha proseguito Scurria – tutto questo. L’azienda ha lavorato solo coi bilanci del 2025? C’è qualcosa che non torna. Il vecchio contratto è scaduto il 17 agosto 2025. In questo nuovo ci sono servizi non previsti in quel precedente contratto. Sono già partiti nel 2026? Chi li ha autorizzati? E quelli vecchi che non ci sono più, chi li ha autorizzati? Formalizzeremo una richiesta di Commissione di inchiesta, prevista dall’articolo 60 del Codice. Vogliamo capire cosa succede, avere chiarezza su come si amministra un’azienda speciale che gestisce 42 milioni, di cui 17,9 dal bilancio comunale e oltre 23 di extra bilancio. Mi sembra che qualcuno stia firmando una cambiale in bianco dicendo: continuate a procedere. Non funziona così”.
Scurria: “Vorrebbero 32 consiglieri su 32, ma non è democrazia”
Scurria ha poi parlato del Consiglio di oggi: “Se i consiglieri si vogliono mettere il prosciutto sugli occhi e approvare, perché si sono stancati, è un altro conto. Pergolizzi dice che c’è troppa democrazia? Siamo distanti dal concetto di democrazia, perché la democrazia non è mai troppa. Le sue parole sono gravi. Siamo andati alle elezioni perché non avevano la maggioranza totale. Loro vorrebbero 32 consiglieri su 32, è questo il concetto di democrazia che hanno. E se qualcuno si alza per dire qualcosa contro viene attaccato. Noi siamo per il rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione che passa da un confronto serio. La polvere non può stare sempre sotto al tappeto per non disturbare il manovratore, che bisognerebbe capire chi è”.
L’ex candidato sindaco ai lavoratori: “Lavoriamo per voi”
L’ex candidato sindaco si è poi rivolto ai lavoratori dell’azienda speciale: “Stiamo lavorando per voi. Vogliamo che abbiate un giusto contratto di lavoro, non quello stesso delle cooperative che avevate prima e avete ancora. Qui si tratta di giusta retribuzione, non si può solo parlare di costi e privilegi della politica. Alcuni anni fa la giunta ha approvato la moltiplicazione degli emolumenti per sindaco e a cascata tutti gli altri. Ma chi lavora? Penso ai lavoratori di Messina Social City, ma anche ai dipendenti comunali che ieri si sono riuniti di nuovo in assemblea. Se la macchina va avanti è merito di tutti loro, compresi i lavoratori delle altre aziende partecipate. Loro hanno diritto ad avere una giusta retribuzione”.
“Amministrazione lumaca, i cittadini ora hanno fame di opposizione”
Scurria ha poi parlato di “amministrazione lumaca, tartaruga, ora percepita anche dai cittadini. E nelle ultime settimane ho sentito sempre più fame di opposizione in città. I cittadini vogliono che l’opposizione faccia il suo lavoro e noi siamo qua. Qua dentro non c’è un’idea, facciamo commissioni per discutere del nulla, approviamo solo delibere extra bilancio. E la politica ha un costo. Noi non siamo qui per scaldare la sedia o per raggiungere il massimo delle presenze per avere le indennità. Il nostro compito è diverso, è di venire qui, controllare e vigilare. Noi andiamo oltre: proponiamo. Non avremmo nemmeno l’obbligo di farlo. Ora lo ribadiamo: questa proposta di delibera va ritirata non modificata. Studiate e predisponete una proposta decente, poi la esaminiamo e chi vuole approvarla la approva perché si parla di 53 milioni di euro”.
La commissione d’inchiesta per fare chiarezza
La richiesta del gruppo Scurria sindaco è di una commissione d’inchiesta che possa indagare sull’intera vicenda, dalla proposta di delibera alle assunzioni, passando per le condizioni dei lavoratori, per i bilanci e per i nuovi e i vecchi servizi. Scurria ha concluso: “Vogliamo chiarezza, perché abbiamo tanti dubbi che non ci vengono chiariti. Hanno l’obbligo di farlo. I doveri sono di amministrare con trasparenza perché qui non si tratta di affidare a un’impresa del libero mercato la ristrutturazione di una cucina o una camera da letto. Qui si tratta di un servizio pubblico e la regola è l’appalto, mentre l’affidamento è l’eccezione. Questi sono i nostri dubbi e li porteremo a conoscenza degli organi di controllo”.


Tutto a volere tutelare i lavoratori…ma siete sicuri che siano tutti “lavoratori”?
e sia chiaro non intendo certo stakanovisti.